17.12.2012

 

L'ex direttore Regionale dell' Ufficio del Lavoro, nonchè assessore e v. presidente della Provincia Regionale di Ragusa Adamo Vincenzo, citato come teste dall'amico e consocio lions Fera Agostino rende "falsa testimonianza" e poi ritratta per potere beneficiare dell'esimente prevista dall'art. 376 c.p.

cristoadamitagiuda

Rappresentazione biblica dell'VIII° C.to - ADAMO VINCENZO - Giuda impiccato assediato dai demoni

 

http://1.bp.blogspot.com/-brMjGFGMBeE/TZM_l780_EI/AAAAAAAAAFA/_vmgqhMkKr4/s1600/devil03.jpgsusanna

Il diavolo che sinboleggia la condanna alle pene eterne per chi rende falsa testimonianza; I due anziani giudici che accusarono falsamente la casta Susanna che si era rifiutata di aderire alle loro voglie, facendola condannara a morte. Dio la fa salvare da Daniele che li smaschera facendoli a loro volta condannare a morte: clicca di seguito su: " NON PRONUNCIARE FALSA TESTIMONIANZA CONTRO IL TUO PROSSIMO..."

Gli antefatti

Il 26.01.2007 l'allora procuratore della Repubblica di Ragusa Fera Agostino, citava l'ex Direttore del Carcere di Ragusa avv. Biagio Spadaro presso il Tribunale di Messina, chiedendogli un risarcimento di €.2.000.000/00. La richiesta risarcitoria era fondata su un rinvio a giudizio per "calunnia" (art.368 c.p.) dello Spadaro da parte del Tribunale di Reggio Calabria (p. pen. n.608/98 RGNR) e su alcuni fatti emersi nelle fase dibattimentale di detto procedimento, pertanto divulgabili ai sensi di Legge. Fatti veri e provati, ma autoreferenzialmente e strumentalmentte ritenuti diffamatori dal Fera, pubblicati in questo blog, di cui chiedeva l'oscuramento.

Lo Spadaro gli chiedeva altrettanta cifra (€.2.000.000/00) per il feroce mobbing (sfociato in infarto acuto del miocardio) da egli subito nel corso della sua direzione del Carcere di Ragusa (causato dal denunziato rifiuto oppostogli di riservare trattamenti di favore ai capi clan Dominante-Carbonaro) e nel corso del suo mandato di Consigliere Provinciale, culminato con gli arresti del pres. della Provincia (RG.) Giovanni Mauro e c. Fatti invanamente denunziati dallo Spadaro alla Procura di Messina, che dopo l'avvento del Procuratore Luigi Croce sarebbero stati trasferiti alla Procura reggina, per le emergenti responsabilità a carico del suo predecessore proc. capo Zumbo Antonio e dell'aggiunto Romano Vincenzo, del pres. Mauro e di Fera Agostino + 9. (leggasi dal n.1 al n. 12 ed il n.21 cliccando di seguito su Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali (7.09.2009).

Fatti che innescavano il su detto procedimento penale in cui il g.i.p. reggino archiviava per tutti, tranne che per lo Spadaro, per cui chiedeva il rinvio a giudizio per "calunnia", su cui si fondava la richiesta risarcitoria del Fera, che in sinergia col suo geniale avvocato, amico, compagno di giochi e consocio lions con cui si sono avvicendati alla presidenza del club ragusano, Di Paola Carmelo (meglio conosciuto come Joca de Palomar) avevano già l'acquolina in bocca, pregustando di impadronirsi dei modesti averi dello Spadaro, frutto dei sacrifici di una vita di onesto lavoro.

Ma purtroppo non tutte le ciambelle riescono col buco (come nel caso dello Storico Dott. Carlo Ruta e del Geom. Sebastiano Agosta, la cui sentenza di condanna del g.o.t. Venuti Salvatore, utile a depauperarli, sarebbe risultata a carico di innocenti, alla luce degli atti acquisiti a posteriori, leggasi cliccando di seguito su Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Giovanni Tinebra ed al Presidente Michele Duchi?(3.09.2008), per cui lo Spadaro sarebbe stato assolto dal reato di "calunnia" con sentenza per intervenuta prescrizione dei fatti, che oltre a fare cadere ope legis la costituzione di parte civile del Fera nel p. penale reggino, rendeva priva di efficacia giuridica anche la citazione da egli fatta per i medesimi fatti presso il Tribunale di Messina, quando era già certo che i fatti erano prescritti, unicamente per dare fastidio allo Spadaro, oltre che per arrecargli danno ingiustro e trarne vantaggi giudiziari ed economici, puntando tutto, com'è suo costume sulla compiacenza di qualche suo collega. Inoltre le pubblicazioni ritenute diffamatorie, i cui fatti furono originati proprio dal Fera che assumeva di esser stato diffamato e le ossessive richieste di oscuramento di questo blog che ha pubblicato e pubblica fatti ed atti divulgabili ai sensi di Legge, sarebbero state cassate sia dal giudice dell'anzidetto procedimento civile, che da ben 3 giudici penali, accrescendo la preoccupazione e l'ansia del tremebondo Fera (leggasi cliccando di seguito su PECULATO D'USO CONTINUATO: LA SENTENZA SHOCK CON CUI IL GIUDICE MASTROENI ASSOLVE FERA AGOSTINO (30.10.2012) per il risarcimento di €. 2.000.000/00 richiestigli dallo Spadaro in via riconvenzionale, sulla base di un impianto giuridico documentalmente provato, granitico ed inattaccabile (Leggasi cliccando di seguito su ……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007)

A questo punto il Fera, nel tentativo di supportare la sua imprudente richiesta risarcitoria, otteneva tramite il suo avvocato Di Paola Carmelo, dal G.O.T. Grasso Giovanni (in sostituzione della titolare Giudice Mirella Schillaci), l'ammissione di n.6 testi (dr. Spata Vincenzo, avv. Pannuzzo Giovanni, dr. Adamo Vincenzo, Dott. Michele Duchi, Presidente del Tribunale di Ragusa, avv. Giorgio Assenza Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Ragusa, dr. Salvo Barracca giudice presso il Tribunale di Ragusa ed avv. Giorgio Battaglia da Vittoria).

Il primo a testimoniare all'udienza dell'11.06.2010 fu Adamo Vincenzo, l'unico presente, che al chiaro fine di favorire il Fera, rese "falsa testimonianza" venendone denunziato dallo Spadaro. Teste amico, consocio lions e segretario del consiglio direttivo di cui il Fera era v.presidente, che il 16.11.2005 dichiarò la scandalosa decadenza da socio dell'avv. Spadaro (leggasi cliccando di seguito su L'ex governatore del distretto Lions 108 Y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini indagato per "falso" dalla Procura di Messina (25.7.2007)

Dalle indagini espletate dal P.M. Dott. Stefano Ammendola a seguito di detta denuncia, è stato accertato come l'Adamo, interrogato in merito, mentre in un primo tempo (10.12.2010) dichiarava "Respingo le accuse che mi vengono mosse in quanto assolutamente calunniose. Confermo le dichiarazioni rese ...", dopo avere ricevuto informazione di garanzia per il reato di "falsa testimonianza" p. e p. dall'art.372 c.p., nell'interrogatorio di garanzia del 12.12.2011, accompagnato dall'amico e consocio lions Avv. Di Paola Carmelo da egli nominato difensore di fiducia, "ritrattava" per potere chiedere l'esimente prevista dall'art. 376 del c.p. "Come ho già detto nella memoria difensiva indirizzata al Signor Procuratore della Repubblica di Messina titolare delle indagini, sono rammaricato di questo mio errore, intendo formalmente ritrattare la deposizione resa avanti il Giudice Civile, deposizione che va rettificata nei termini qui precisati, nonchè in quanto più esaurientemente precisata nella mia memoria difensiva e chiedo per tale ragione sia applicata la esimente della ritrattazione con conseguente archiviazione del procedimento penale a mio carico"

Conseguentemente il P.M. Dott. Stefano Ammendola si vedeva costretto ad archiviare il procedimento a carico dell'Adamo in applicazione del su detto art.376 c.p., ordinando la trasmissione degli atti della ritrattazione al Giudice Civile Dott. Antonio Zumbo per l'inserimento al fascicolo e così implicitamente suggerendogli, non solo di collocare un pietra tombale sulla pretesa del Fera difeso dal Di Paola di appropiarsi dei beni dello Spadaro, ma di apprezzare nella sua documentata veridicità, la richiesta riconvenzionale dello Spadaro di risarcimento di €.2.000.000/00. A ciò aggiungasi che le veritiere testimonianze che sarebbero seguite, le più inchiodanti per il Fera quelle rese dal Presidente Dott. Michele Duchi e dell'Avv. On. Giorgio Assenza, si sarebbero rivelate devastanti per il Fera, che in preda ad ira irrefrenabile nell'udienza dell'8.10.2010, ingiuriava lo Spadaro, che lo denunziava. Significativa al riguardo la terstimonianza del Pres. Duchi, che in quell'occasione aveva provveduto a sedare il Fera <<Ad un certo punto lo Spadaro ebbe a dire qualche cosa che il dr. Fera non ritenne rispondere a verità per cui, piuttosto agitato e ad alta voce contestò quanto detto dallo Spadaro. Temendo il peggio, entrai nell'ufficio e presi a calmare il collega Fera dicendogli di non reagire alle provocazioni di contro parte>> , come anche quella del teste presente all'udienza avv. Gaetano Sano <<Terminata l'udienza civile e mentre si stavano verbalizzando le richieste di rinvio, il dr. Fera si rivolgeva all'indirizzo del dr. Spadaro e sbottando d'impeto si lasciò sfuggire l'espressione " LEI E' UN CALUNNIATORE". Il dr. Spadaro incassava l'espressione e rispondeva al dr. Fera con un'espressione del tipo: "LEI NON DEVE PERMETTERSI DI DIRE QUESTO".>>. Leggasi il paragrafo n.65 cliccando di seguito su Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali (7.09.2009).

Ma l'Adamo Vincenzo, reo confesso di "falsa testimonianza", che non ha mai sentito l'esigenza di chiedere scusa allo Spadaro, riuscirà a sfuggire alla "calunnia" posta in essere (art.368 c.p.) nei suoi confronti ed al "favoreggiamento personale" (art.378 c.p.) nei confronti di Fera Agostino , oltre che all'azione civile risarcitoria che sarà presentata nei termini di Legge? Stando ai fatti si ha l'impressione che la strategia difensiva della "ritrattazione" evidentemente concordata col suo caro amico e consocio lions formidabile principe del Foro di Ragusa avv. Carmelo Di Paola (meglio conosciuto come JOCA DE PALOMAR) potrebbe rivelarsi un vero e proprio boomerang.

Intanto due cose sono certe:

la prima, è che l'ADAMO, secondo la Religione Cristiana a cui si presume appartenga, ha commesso peccato mortale violando l' VIII° comandamento: <<NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA>> "Ogni persona è chiamata alla sincerità e alla veracità nell'agire e nel parlare. Ognuno ha il dovere di cercare la verità e di aderirvi, ordinando tutta la propria vita secondo le esigenze della verità. In Gesù Cristo la verità di Dio si è manifestata interamente: egli è la Verità. Chi segue lui vive nello Spirito di verità, e rifugge la doppiezza, la simulazione e l'ipocrisia" ;

la seconda, è che la legge del "Contrappasso" e della "Giustizia Divina" funzionano assai meglio di quella umana e nella fattispecie di quella italiana che prevede l'esimente in caso di ritrattazione, per il reato gravissimo, turpe ed abietto di falsa testimonianza.

"NEL TEMPO DELL'INGANNO UNIVERSALE, DIRE LA VERITA' E' UN ATTO RIVOLUZIONARIO" (george orwell)

BIAGIO SPADARO

 

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com