17.11.2011

ADDIO Berlusconi

club

Niente "processo breve", niente "legge sulle intercettazioni", niente "separazione delle carriere dei magistrati", niente di niente di tutto quanto mi spinse da avvocato e da fedele Servitore dello Stato a riprendere i contatti con i dirigenti regionali e provinciali del P.D.L. siciliano, che sin qui, mi hanno profondamente deluso.

La politica è fallita ed è asservita. Impera l'economia pilotata dal club Bilderberg e della Trilateral Commission che di fatto comprime le Sovranità Nazionali, mentre gli Italiani rimpiangono la lira di cui, potendo, vorrebbero riappropriarsi lasciandosi alle spalle l'euro ed il suo onerosissimo Europarlamento. Certo è che se al posto dell'euro avessimo la lira, nessuno ci potrebbe dichiarare "falliti". Le misure che L'Europa economica ci impone derivano dalla mancata sovranità del nostro debito pubblico, a causa dell'adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del nostro Governo al fine di stimolare la crescita e ridurre il debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall'adozione della moneta unica, che l'Italia non può emettere come invece fanno USA e Giappone. Di fatto stiamo subendo una una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, di cui le misure imposte dalla UE come l' <<European semester e L'Europact>> sono le espressioni più estreme, e di cui noi Italiani paghiamo le devastanti conseguenze.

I partiti che difendevano le fasce sociali più deboli e che tendevano all'equità sociale, di cui si auspica il ritorno (P.d.C.I. - Rifondazione Comunista - Verdi) sono stati annullati dallo sbarramento al 5%, e La LEGA "NORD", unica all'opposizione, non potrà fare di certo gli interessi del "SUD". Di contro i finiani, autori della "deligittimazione" di Silvio Berlusconi, eletti sotto la sua egida e che oggi non hanno acclaratamente il 5%, continuano ad occupare, a mio avviso abusivamente, le scranne dei due rami del parlamento, per cui s'impone di legiferare la "decadenza" di chiunque, deputato o senatore che sia, decida democraticamente di lasciare il partito in cui è stato eletto.

In questo drammatico contesto storico-politico-sociale nasce il Governo di Tecnici di tutto rispetto, l'unico possibile, realizzato grazie al grande prestigio ed all'impegno del Presidente degli Italiani Giorgio Napolitano. C'è da augurarsi che Monti e la sua squadra facciano calare la mannaia sugli sprechi; che annullino i privilegi, tanti, troppi, vistosi e mal tollerati dal "POPOLO SOVRANO"; che non operino ulteriori tagli alle FORZE ARMATE, in primis all'Esercito; che scarichino l'onere della crisi economica su chi ha di più (a partire da E. 90.000/00); che lascino andare in pensione i lavoratori che ne hanno ad oggi maturato il diritto (quota 96); che procedano ad una seria riforma della Giustizia espellendone in primis le ben note mele marce che vi si annidano, che di fatto, anche se non di diritto, finiscono col non pagare quasi mai per i loro abusi e soprusi; che si adoperino di sfoltire le Carceri, specchio della civiltà di ogni popolo, per una dignitosa applicazione dell'art.27 della Costituzione.

ECCO LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO (clicca sulle scritte in azzurro per saperne di più):

Presidente del Consiglio e ministro dell'Economia e del Tesoro: Mario Monti

Affari Esteri: Giulio Terzi di Sant'Agata

Interno: Anna Maria Cancellieri

Giustizia: Paola Severino

Difesa: Giampaolo Di Paola

Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti: Corrado Passera

Politiche Agricole: Mario Catania

Ambiente: Corrado Clini

Lavoro e Politiche Sociali: Elsa Fornero

Salute: Renato Balduzzi

Università e Istruzione: Francesco Profumo

Beni Culturali: Lorenzo Ornaghi

Ministri senza portafoglio: Enzo Moavero Milanesi (Affari Europei), Piero Gnudi (Turismo e Sport), Fabrizio Barca (Coesione Territoriale), Piero Giarda

(Rapporti col Parlamento) e Andrea Riccardi (Integrazione e Cooperazione)

Sottosegretario alla Presidenza: Antonio Catricalà

avv. Biagio Spadaro già direttore coordinatore di Istituti Panitenziari e cons. prov.

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com