Ragusa 28.09.2015

Al vaglio degli inquirenti la posizione dell'ex prefetto della miniprovincia di Ragusa Cannizzo Francesca che con una carriera bruciante è approdata a Palermo proveniente da Catania.

cannizzo

Cannizzo Francesca già prefetto di Ragusa e Catania oggi al vertice del Palazzo del Governo di Palermo

La Procura di Caltanissetta sta valutando la posizione del Prefetto di Palermo. Il sospetto è che abbia costruito a tavolino con la giudice Saguto Silvana il rafforzamento della scorta (leggasi l'articolo de " Il Messaggero" cliccando di seguito su "Beni confiscati, Il Messaggero: “Al vaglio la posizione del Prefetto Cannizzo.

Fatto analogo di cui si sta occupando la competente Magistratura è successo a Ragusa alla vigilia del suo agognato trasferimento a Catania da dove avrebbe raggiunto Palermo Capitale:

con decreto della prefettura di Ragusa gestita da Cannizzo Francesca venivano tolte le pistole legittimamente detenute ai sensi dell'art.7 terzo comma della LEGGE 21 febbraio 1990, n. 36. dal Direttore pro tempore del Carcere di Ragusa dott. Biagio Spadaro al fine di consentire al plurindagato procuratore dei minorenni di CT. Fera Agostino di giustificare il denunziato uso abusivo di auto di servizio ed autista ed al tempo stesso di normalizzarlo grazie ad una sua farneticante e calunniosa segnalazione (in danno dello Spadaro) del 14.04.2011 al P.G. di CT. Tinebra Giovanni che ne richiedeva servizi di tutela alla Prefettura di CT. nel frattempo raggiunta dalla Cannizzo.

Richiesta accolta e comunicata al Fera con nota del 4 agosto 2011 dall'avvocato generale presso la P.G. di CT., succeduto al Tinebra a reggere le sorti di detta Procura Generale (nota prodotta dall'imputato Fera nell'abito del p. penale in ME. a suo carico n.1958/2011 RGNR per il delitto p. e p. dagli artt. 81 e 314 co. 2° del c.p., acquisita dallo Spadaro insieme al resto su autorizzazione del Tribunale di Messina).

Leggasi cliccando di seguito su:

PECULATO D'USO CONTINUATO: LA SENTENZA SHOCK CON CUI IL GIUDICE MASTROENI ASSOLVE FERA AGOSTINO (30.10.2012)

e su:

LE PISTOLE DEL DIRETTORE (il Prefetto Vardè rende GIUSTIZIA all'avv. Spadaro 04.10.2014)

Sarebbe al vaglio degli inquirenti di Caltanissetta la posizione del prefetto di Palermo, Cannizzo Francesca, nell'inchiesta della Procura sulla gestione della sezione misure di prevenzione dei beni confiscati alla mafia.

Secondo quanto riporta il quotidiano "Il Messaggero", "verifiche sarebbero in corso, in particolare, sul contenuto di alcune sue conversazioni intercettate con l'ormai ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, indagata per corruzione aggravata, induzione alla concussione, abuso d'ufficio". Gli accertamenti sul ruolo del prefetto Cannizzo ruoterebbero, secondo il giornale, attorno al rafforzamento della scorta al magistrato decisa a seguito della notizia, rilanciata lo scorso 22 maggio da alcuni siti web e agenzie, che la mafia voleva morta la Saguto ed il magistrato Renato Di Natale.

Il sospetto è che si sia trattato di un'operazione costruita a tavolino.

Al centro delle verifiche l'ipotesi che un ufficiale della Dia di Palermo avrebbe diffuso una notizia molto vecchia - quella di una nota dei servizi segreti in allarme per l'incolumità della Saguto - con l'obiettivo di sollevare un clamore mediatico attorno alla giudice paladina dell'antimafia, per controbilanciare alcuni servizi tv di Telejato e delle Iene. Nei giorni scorsi una delegazione del Csm ha incontrato i presidenti di Tribunale e Corte d'Appello, Salvatore Di Vitale e Gioacchino Natoli, entrambi freschi di nomina.

Ragusa 27.01.20116

Francesca Cannizzo (nella foto) è stata formalmente iscritta nel registro degli indagati per corruzione e concussione. Il suo nome spunta nell'avviso di proroga delle indagini dei pm di Caltanissetta notificato anche all'ex presidente delle Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, e all'amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara.

BIAGIO SPADARO SARDO

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com