IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Ragusa 5 maggio 2006

ECCO COME IL procuratore FERA BEFFO' IL PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA DI CATANIA DOTT. DIMAURO POCHI GIORNI PRIMA CHE ANDASSE IN PENSIONE, CORROMPENDO GLI ATTI GIUDIZIARI RELATIVI AL DENUNZIATOGLI VERMINAIO ANNIDATO NELLA PROVINCIA REGIONALE E NELL'AZIENDA AUTONOMA PER L'INCREMENTO TURISTICO DI RAGUSA, AL FINE: DI RENDERNE IMPOSSIBILE L'ACCOGLIMENTO DELLA RICHIESTA AVOCAZIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI, OCCULTARNE LE ARCHIVIAZIONI GRAZIE ALLE SUE ORIENTATE INDAGINI DI TUTTI I PROCEDIMENTI PENALI PROLUSIVI AGLI ARRESTI DEL PRESIDENTE MAURO, SALVARE LA RISTRETTISSIMA CERCHIA DI SUOI AMICI BENEFICIATI E CONSOCI LIONS TRADENDO LO SPIRITO E L'ETICA LIONISTICA E CARPENDO LA BUONA FEDE DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI SOCI IGNARI DEI FATTI ED INGANNARE, DEPAUPERANDOLI, I RAGUSANI ONESTI.

CAPITOLO II°

DELLA DENUNZIA CONSEGNATA NELLE MANI DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI MESSINA DOTT. LUIGI CROCE IL 29 MARZO 2006. Per visionare il capitolo I° andare sulla prima pagina e cliccare sul titolo "Fera Agostino ed i capi clan Dominante-Carbonaro."

* - Il Procuratore Generale di CT. Dott. Di Mauro che di lì a qualche giorno sarebbe andato in pensione, avrebbe rigettato la suddetta richiesta di avocazione, in quanto il Fera vistosi scoperto ed approfittando dell’imminente collocamento a riposo del P.G. Di Mauro, gli aveva negato l’esistenza del procedimento penale 126/97 R.G.N.R.autoassegnatosi, di cui gli avevamo chiesto l’avocazione, inducendolo in errore grazie alla complicità del dott. omissis...dirigente della segreteria del Procuratore Generale.
  Infatti, nel sottoriprodotto dispositivo di rigetto manoscritto e sottoscritto dal P.G. Dott. Dimauro:
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il Dott. Dimauro rigetta il 12.04.97, la nostra richiesta di avocazione, manoscrivendo come sopra, di suo pugno,  “ non ricorrendo le condizioni richieste dall’art.412 co.1°c.p.p., in quanto già emesso in data 11.3.1997 decreto di archiviazione, non impugnabile, dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa “, facendo inequivocabile riferimento alla richiesta del 26.02.97 a firma del p.m. delegato dal Fera, Di quattro Emanuele, di cui riporta le stesse parole”una denunzia sporta da alcuni consiglieri provinciali contro AAPIT per alcune delibere adottate in favore del segretario generale Vito Chiaramonte” ( prodottagli tra gli allegati alla richiesta di avocazione ) ed al decreto di archiviazione dell’11.3.1997, di cui riporta la data, che di seguito si riproducono:


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e che non hanno nulla a che fare col procedimento penale n. 126/97 r.g.n.r., che si era autoassegnato il Fera e di cui chiedavamo l’avocazione ( el.di prova di cui al n.1).
Ma al P.-G. Dott. Dimauro qualcosa non quadrò ed infatti egli continua manoscrivendo: “ritenuto che la richiesta di avocazione contenuta nell’esposto riguarda <<tutto quanto afferente detta AAPIT presso la Procura della Rep. presso il Tribunale di RG., oltre ai fatti suesposti e documentati>> ma non risulta dalla documentazione prodotta né da accertamenti eseguiti che presso quella Procura siano in corso indagini preliminari per fatti specifici diversi da quelli ( <<una denunzia sporta da alcuni consiglieri provinciali contro AAPIT per alcune delibere adottate in favore del segretario provinciale Vito Chiaramente>> ) che hanno formato oggetto del procedimento definito con il decreto di archiviazione suindicato; P.Q.M. Visto l’art.413 e segg.c.p.p. rigetta la richiesta di avocazione di cui in motivazione. CT. 12.4.97  F.to il P.G. Dimauro. “
In buona sostanza il Fera, con la verificata complicità del funzionario della P.G. di CT. a cui avevo consegnato la busta sigillata, contenente la richiesta di avocazione, con la scritta “RISERVATA PERSONALE PER IL PROCURATORE GENERALE”, che aveva aperto in mia presenza, suscitando la mia reazione, e scompaginandone accertatamente, l’ordine progressivo degli  allegati numerati, tal chè risultava quale ultimo foglio il decreto di archiviazione del procedimento penale n.1584/96 r.g.p.m. , su richiesta del P.M.da egli Fera delegato Di quattro Emanuele soprariprodotto, non solo induceva in errore il P.G. Dott. Dimauro, che rigettava come avrebbe fatto la nostra richiesta, ma ci faceva  passare per folli che chiedevamo l’avocazione di indagini preliminari di un procedimento già archiviato.

Ma il Fera, sarebbe stato costretto a confermare al suo successore reggente detta P.G., Avv. Generale Giacomo Piazza , su imput mio e del Cons...omissis..., che intanto avevamo acquisito il surriportato dispositivo del P.G. Dott. Dimauro, quanto aveva negato al P.G. Dimauro, cioè non solo l’esistenza di indagini relative al proc.pen. 126/97 r.g.n.r., di cui era titolare, ma altresì di tutti gli altri, come dimostrato dai sottoriprodotti documenti:
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Inoltre il Fera, nella sua nota del 2.06.97 soprariprodotta, ancora una volta rende falsa dichiarazione in atto d’ufficio comunicando al Reggente la P.G. Giacomo Piazza, di essere titolare del procedimento penale n.1584/96 r.g.n.r., definito con decreto di archiviazione datato 11/03/1997 da lui Fera affidato al suo sostituto P.M. Emanuele Diquattro firmatario della surriprodotta richiesta di archiviazione, all’evidente fine di non farne scoprire l’abuso da egli Fera commesso nell’affidare il caso al Diquattro, parente degli indagati. Giova precisare che detto procedimento n.1584/96 r.g.n.r. è lo stesso cui fa riferimento il P.G. Dott. Dimauro, citandone la data di archiviazione (11.3.1997) nel suo dispositivo di rigetto dell’avocazione surriportato ( elementi di prova di cui al n.2 ).
Il reggente la P.G. di Catania Avvocato Generale Giacomo Piazza, poco prima di cedere le consegne al nominato neo Procuratore Generale titolare Dott. Giacomo Scalzo, avrebbe rigettato, come da dispositivo surriprodotto a sua firma, la nostra richiesta di avocazione per mancanza dei presupposti di cui agli artt.412 e 405 e ss. C.p.p.
* - Il P.G. Dott. Scalzo, da me personalmente investito del caso, lo avrebbe delegato al suo sostituto P.G. Dott. Patanè Michelangelo, a cui avrei segnalato i suddetti imbrogli posti in essere dal Fera, grazie alla complicità del funzionario suddetto della Procura Generale  Dott. omissis... ( il ruolo che il Patanè ebbe nella vicenda è già stato ampiamente trattato ed in atti ), imbrogli constatati dall’allora Comandante Prov.le dei CC. di RG. Col. Roberto Ripollino, di cui mi diede personalmente atto.
* - il Procuratore della Repubblica di Messina Zumbo Antonio, già in possesso dell’identica denunzia del’1 aprile 1997, a firme congiunte Cons. Prov.li Spadaro-Giannone delegava il caso al suo vicario P.M. Romano Vincenzo, che attivava il procedimento penale n.909/97 R.G.N.R. per abuso d’ufficio in concorso, a carico del Fera e dei suoi complici, delegandone alle indagini preliminari gli U.P.G. di P.S. Isp.ri omissis... e omissis...;
* - conseguentemente, sia il Cons. Prov...omissis...che lo scrivente, venivamo assunti a s.i.t. dai predetti U.P.G. rispettivamente il 30 aprile 1997 ed il 5 maggio 1997, producendo loro una serie di atti probatori di quanto denunziato.
Io consegnavo loro, fra l’altro, copia del dispositivo di rigetto di avocazione delle indagini preliminari del predetto procedimento penale n.126/97 R.G.N.R. manoscritto e sottoscritto dal Procuratore Generale di Catania Dr.Dimauro, facendo verbalizzare:“In data odierna, a conferma del progetto di incriminarci per calunnia, e quindi al fine di screditarci agli occhi dell’opinione pubblica, togliendo così forza alle nostre denunzie, produco un documento in copia ritirato presso l’ufficio del Procuratore Generale della Repubblica di Catania, che è una ulteriore conferma delle complicità che esistono tra il Presidente Mauro il Procuratore Fera ed il consigliere omissis..., relativamente all’indagine in corso sull’A.A.P.I.T. di Ragusa. In questo documento a firma del Procuratore Generale di Catania si afferma << che non risulta dalla documentazione  prodotta nè da accertamenti eseguiti presso quella Procura, siano in corso indagini preliminari per fatti specifici diversi da quelli che hanno formato oggetto del procedimento definito con il decreto di archiviazione suindicato>>.
Quanto sopra non risulta essere vero, in quanto io stesso sono stato sentito dai Marescialli Cicero e Santacroce del Comando gruppo CC. di Ragusa in data 10 e 14 marzo u.s. in quegli uffici, sulla vicenda A.A.P.I.T. Ragusa ed a seguito di denunzia sporta dal consigliere provinciale omissis...e per indagini disposte dal Fera ( proc.pen. 126/97 r.g.n.r.) il cui nome era scritto sul relativo fascicolo posto sul tavolo dei due suddetti sottufficiali.”, come riportato nei verbali di sommarie informazioni testimoniali rilasciate loro il 5 maggio 1997, manoscritte dal ...omissis...e sottoscritte da egli, da me e dal ...omissis... Nella denunzia al Procuratore Croce, seguono le s.i.t., che non si riproducono qui, per la loro diffusività...omissis...Giova precisare, per quanto provato dal contenuto delle s.i.t surriportate, come le mie dichiarazioni, si riferivano al procedimento penale n.126/97 R.G.N.R. su denunzia del 24.01.1997 del consigliere omissis..., che si era autoassegnto il Fera e non al procedimento penale n.1584/96 R.G.N.R. su mia denunzia del 1996, che parimenti si era autoassegnato il Fera ( a pag. 37 ) e definito con l’archiviazione dell’11.3.1997, che il P.G. Dimauro, come sopra indotto in errore attraverso la denunziata corruzione degli atti giudiziari, cita nel suo dispositivo di rigetto dell’avocazione delle indagini preliminari ( a pag.31 ) da noi Cons.ri Spadaro e omissis...richiestagli relativamente al proc. pen. 126/97 R.G.N.R., in cui da persone informate sui fatti denunziammo fra l’altro, agli U.P.G. CC. Cicero e Santacroce, altri crimini successivamente consumati all’A.A.P.I.T di RG., diversi a quelli specifici posti in essere dal Chiaramonte e contenuti nel procedimento penale n.1584/96 R.G.N.R., definito l’11.3.97 ( alle pagg.33 e 34 ).
Le sottoriprodotte sommarie informazioni...omissis... rilasciate dal Cons.Prov...omissis... agli U.P.G. ...omissis..., in cui evidenzia la figura ambigua del cons.prov...omissis..., fugano, ove ancora ce ne fossero, ogni dubbio circa quanto suddetto: E’ chiaro come le nostre s.i.t. del marzo 1997, disposte dal Fera grazie alla denunzia del consigliere...omissis... ed effettuate dai delegati del Fera M.lli Cicero e Santacroce all’indomani dell’archiviazione suddetta, con il fallito intento di incriminarci per calunnia, oltre che all’evidente fine di screditarci per i motivi già esposti, intendessero altresì vendicare il  Chiaramonte Vito e tutti gli altri amici ad egli Fera invanamente denunziati in precedenza, prevalentemente suoi consoci Lions, e lanciarci un messaggio minatorio, intimidatorio e dissuasorio  dal presentare altre denunzie ( elementi di prova di cui al n.2 ).
Altrettanto scontato è come suddetto procedimento penale n.126/97 r.g.n.r. (“Mauro Giovanni + 17”), dopo le verbalizzate s.i.t. rese ai m.lli Cicero e Santacroce, costituisse una vera e propria bomba ad alto potenziale, in quanto contenitore, non solo di tutti i precedenti procedimenti penali su denunzie mie e del omissis...archiviati grazie alle indagini falsate dal Fera, ma altresì di tutti gli altri reati, nel frattempo consumati dal presidente Mauro, prioritariamente al fine di dover favorire gli amici e consoci Lions del Fera per assicurarsi l’impunità e subordinatamente per arricchire il suo patrimonio, procedimentoto che pertanto doveva essere soffocato ad ogni costo e con ogni mezzo, al fine di evitare uno scandalo,che avrebbe travolto Istituzioni e persone cosiddette “per bene“ della provincia di Regusa.  
* - Di lì in poi i nostri rapporti con gli ufficiali di polizia giudiziaria ...omissis...di furono idilliaci, ci sentivamo telefonicamente e vedavamo ogni qualvolta capitava di transitare per Messina, vennero a Ragusa a visionare degli atti presso la prefettura, relativi alla nomina abusiva a direttore dell’A.A.P.I.T. del Segretario Provinciale della Provincia Chiaramonte Vito, ci preannunziarono che sarebbero andati sia al Carcere, che alla Provincia Regionale, che al Tribunale per svolgere le indagini relative ai fatti da noi denunziati,  ci riferivano gli umori del P.M. delegante Romano Vincenzo, dicendoci che il Fera sarebbe stato sicuramente trasferito, fino a quando detti rapporti furono improvvisamente ed immotivatamente da loro interrotti, senza che le preannunziate indagini fossero state svolte.
* - Chiaramente detto accesso alla Prefettura Ragusana e la riferitaci manifestata riluttanza del funzionario di prefettura...omissis... sposata col Lions...omissis..., entrambi visceralmente amici del Fera, nell’esibire agli U.P.G. suddetti, gli atti relativi agli accertamenti di valenza positiva (anche se minimizzati dal P.M. Romano), aveva allarmato non poco e messo in moto un meccanismo teso a bloccare le ulteriori e ben più insidiose indagini.
 * - Insospettitici, andammo a parlare col P.M. Romano Vincenzo, il quale ci disse che stava per richiedere l’archiviazione del predetto procedimento penale n.909/97/R.G.N.R. ed alle nostre rimostranze sul come mai non risultavano essere state svolte indagini né presso il Carcere, né presso la Provincia, né presso la procura di Ragusa, ci consigliò di farlo presente nell’opposizione, che sarebbe stata sicuramente accolta. Pertanto il procedimento veniva archiviato il 29.10.1997 dal G.I.P., che a seguito di nostra opposizione rimandava gli atti al P.M. Romano Vincenzo per l’ulteriore corso, per i fatti sui quali non erano state espletate indagini.
* -  Il P.M. Romano attivava il procedimento penale stralcio n.3050/97 R.G.N.R., sempre per abuso d’ufficio solamente nei confronti di Fera Agostino, come avremmo appreso col senno di poi, fornendo delega  nuovamente agli stessi ufficiali di polizia giudiziaria ...omissis...unicamente per assumere a s.i.t. il capo clan Carmelo Dominante ed i pentiti capi clan f.lli Carbonaro ed accedere alla Procura Generale di Catania per accertare l’episodio di corruzione in atti giudiziari posto in essere dal Fera con la complicità del...omissis..., al fine di indurre in errore il P.G. Dott. Dimauro e così fargli rigettare, come avvenne, la nostra istanza di avocazione del procedimento penale 126/97 R.G.N.R., ma non anche, come avrebbe dovuto e come gli avevamo chiesto e richiesto, per accertare presso la provincia e presso la procura di Ragusa tutti i reati precedentemente denunziati al Fera e sempre definiti con archiviazioni grazie alle sue orientate indagini, o di suoi delegati parenti dei denunziati, contenuti altresì nel predetto procedimento penale n.126/97 R.G.N.R. , su cui, per i motivi suesposti, andava collocata ad ogni costo e con ogni mezzo una pietra tombale. 
La precedente archiviazione del procedimento penale 909/97 R.G.N.R., di cui il Romano mi autorizzò, nonostante le mie insistenze, solamente l’estrazione delle copie relative alle indagini svolte dal omissis... e dal omissis...presso la prefettura, con esclusione degli accertamenti sui periodi di detenzione dei capi clan Dominante-Carbonaro presso il Carcere di Ragusa, relativi al periodo in cui il Fera me li raccomandò, unitamente al suggerimento di presentare opposizione per gli altri fatti già denunziatigli, assicurando che sarebbe stata accolta, ma sui quali non aveva autorizzato nessuna indagine, mi indussero a depositare il 24 aprile 1998, denunzia di insabbiamento, in primis a suo carico, presso la procura della Repubblica di Reggio Calabria, per i motivi in essa contenuti, che lo iscrisse nel registro degli indagati insieme al procuratore Zumbo Antonio, al presidente Mauro Giovanni, al segretario generale Chiaramonte Vito + 9 per i il reato di abuso d'ufficio in concorso.

Nel prossimo articolo dal titolo " Il P.M. Dott. Emanuele Diquattro, gentiluomo di fatto e di diritto, vittima inconsapevole e capro espiatorio della diabolica corruzione di atti giudiziari attuata dagli ufficiali di polizia giudiziaria della Polizia di Stato di Messina e concepita dal procuratore Fera per soffocare lo scandalo che l'avrebbe travolto insieme ai coindagati suoi amici e consoci Lions." che sarà pubblicato a giorni, le prove dimostrative dell'attività investigativa degli ufficiali di polizia giudiziaria delegati dal P.M. Romano Vincenzo, tesa unicamente ad impedirgli che si svolgessero le dovute indagini sui fatti puntualmente denunziatigli a carico del Fera, del Mauro e complici, attraverso una documentalmente provata serie incredibile di corruzione di atti giudiziari ed al pilotaggio dei capi clan Dominante-Carbonaro, con particolare riferimento ai "pentiti" capi clan f.lli BRUNO, Silvio e Claudio Carbonaro.

 

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