Pubbl.ne 78/bis) - Ragusa 22.12.2017 con aggiornamenti del 30.08.2020 e per quanto riguarda gli accenni ai i verbali dell'avv. Piero Amara, del 05.05.2021

D'Anna Fabio, succeduto a Petralia Carmelo Antonio preceduto da Fera Agostino è il nuovo procuratore della Repubblica di Ragusa all'insegna della <<perpetuazio>>

Risultati immagini per immagini di giovanni tinebra fera Procura Ragusa

TINEBRA GIOVANNI *********************FERA AGOSTINO********************** PETRALIA CARMELO ANTONIO - D'ANNA FABIO

Spadaro

BIAGIO SPADARO

La nomina del 05.09.2017 con insediamento del 22.12.2017 di D’Anna Fabio 53 anni a procuratore di Ragusa ha la durata di 4 anni e può essere confermata alla scadenza una sola volta.

Da Palmi a Messina a Caltanissetta a Ragusa: se ne deduce che il D'Anna è sicuramente espressione di continuità dell'opera del suo predecessore Petralia Carmelo Antonio, a sua volta perpetuatore dell'opera di Fera Agostino, precisando che il Petralia è noto per avere trattato l'omicidio del piccolo Loris Stival la cui madre nonostante condannata a 30 anni continua a professarsi innocente, in ciò confortata dalla prevalenza dei Camarinesi che ritengono innaturale che una madre possa avere ucciso il proprio figlio. Leggasi cliccando di seguito su:

Loris Stival, arrestato il medico che fece l'autopsia sul corpo del bimbo e smentì la versione di Veronica Panarello - il Messaggero del 25 febbraio 2020 -

su 72) FERA AGOSTINO NELLA FOGA DI DENUNCIARE SPADARO SI AUTODENUNCIA (11.09.2016) con aggiornamento del 17.06.2019 -

su Il successore di Fera Agostino alla Procura di Ragusa, Carmelo Antonio Petralia indagato per "concorso in calunnia aggravata dall'avere favorito cosa nostra" 17.06.2019)

e su 93) UN'ALTRA TEGOLA IN TESTA A PETRALIA CARMELO ANTONIO SUCCESSORE DI FERA AGOSTINO E PREDECESSORE DI D'ANNA FABIO ALLA PROCURA DI RAGUSA (10.11.2020),

mentre il D'Anna è noto per essersi occupato da p.m. in Messina di p. penali a carico del procuratore Fera Agostino ininterrottamente presso il Tribunale di Ragusa per 41 anni. Tutti e tre, Fera, Petralia e D'Anna, amici ed estimatori del fu Tinebra Giovanni e di Barbaro Vincenzo (attuale p.g. di Messina, già processato ed assolto per rivelazione di segreto d'ufficio) e di quant'altri eiusdem furfuris facevano e continuano a far parte dello stesso "SISTEMA".

Per singolare coincidenza il D'Anna, nominato procuratore alla stessa età del Fera di cui è acclaratamente amico ed estimatore gli somiglia anche fisicamente, ovviamente per chi ne ha il ricordo delle sembianze dei tempi che furono, oggi alterate dall'usura degli anni (83).

Seguite i soldi e troverete i mafiosi, diceva il giudice Falcone: “Sì, è quello che ho fatto a Messina, a Caltanissetta e continuerò a fare a Ragusa" dice il D'Anna e poi aggiunge "anche se recentemente questo è un filone che riguarda più la distrettuale ma riusciremo comunque a dare il nostro contributo” che presumiamo il Procuratore Zuccaro, persona integerrima, non mancherà di tenere nella debita considerazione. Peccato, un vero peccato che il neo procuratore non possa occuparsene personalmente a pieno titolo, da profondo conoscitore del fenomeno mafioso quale ha dichiarato di essere “Del fenomeno mafioso mi sono occupato in molte indagini, come sostituto a Caltanissetta, poi ho condotto parecchie indagini e molti sono stati i processi contro la ‘stidda’ nel triangolo Gela, Niscemi, Vittoria. Conosco bene questa tematica”.

"Ragusa è la migliore provincia siciliana per la qualità della vita. Girano molto soldi e gli appetiti della criminalità non mancano. Non è provincia da sottovalutare sotto il profilo criminale. Lavorerò con la collaborazione di tutti, perché con il nostro impegno questa provincia abbia l’immagine europea di una provincia ridente e dove la criminalità non esiste se non in limiti fisiologici”.

E che a Ragusa circolino molti soldi come assume il D'anna, non v'è dubbio, ne è la testimonianza l'esistenza della Direzione Generale della Bapr appannaggio da sempre dei Cartia ed ora finita in mano a Schininà Arturo presidente, Di Paola avv. Carmelo presidente dei "probi viri" e Continella Saverio direttore generale. Banca della quale si è occupato integrandola nell'humus, il mafiologo dei colletti bianchi Dott. Carlo Ruta nella sue pubblicazioni "Cono d'ombra. La mafia a Ragusa" edizione La Zisa s.r.l. 1997 - "I Vittoriesi la mafia e i complici" Edizioni La Zisa s.r.l. 1999 - "Morte a Ragusa" (Il delitto Tumino, Giovanni Spampinato e le macchinazioni della legge) edizione Edi.bi.si del gennaio 2005 - "Ragusa sotto inchiesta (I poteri forti e l'omertà) edizione Le Pietre del maggio 2005 - "La banca degli amici" (Rapporto sulla BAPR) edizione le pietre Palermo dell'08 maggio 2006 - "Segreto di mafia (IL DELITTO SPAMPINATO E I CONI D'OMBRA DI COSA NOSTRA)" edizione Rapporti del dicembre 2008, e con scarso successo a fronte dell'impegno profuso nelle indagini svolte sotto le direttive del procuratore Petralia Carmelo Antonio, il C.te Prov. della G.d.F. di Ragusa Col. Francesco Fallica come riferisce nella sua intervista del 15 maggio 2012 visibile cliccando di seguito su: 62) RAGUSA: LAVANDERIA DEI SOLDI SPORCHI (20.10.2014)

C'è da sperare che la provincia di Ragusa, per oltre un quarantennio strumentalmente propagandata come "l'isola felice", "l'isola nell'isola", ma nella realtà risultata già detentrice dei due primati nazionali (tra cui "capitale mafiosa d'Italia") espressi e documentati nella su detta pubblicazione, sia attenzionata per come merita dal competente Procuratore Distrettuale Antimafia Dott. Carmelo Zuccaro che non mancherà di setacciare la portata del "contributo" che il procuratore D'Anna Fabio, ha in animo di dargli, semmai oserà darglielo, attesa la sua non competenza a trattare fatti di "mafia" che in questa provincia si è artatamente fatta identificare unicamente con quella estorsiva e dei morti ammazzati, ma che nella realtà è stata funzionale all'arricchimento della cupola della " vera mafia", quella dei colletti bianchi: "il sistema perfetto", così definito nel lontano 1992 da uno stimato ed Onorevole Ufficiale dei Carabinieri incaricato dalla neo D.D.A. di CT. (pool formato dai P.M. Dott. F.P. Giordano - Dott. A. Bertone - Dott. M. Amato) di gestire la prima fase del "pentimento" del capo clan Bruno Carbonaro e fratelli, che tra l'altro di inaudita gravità ("mandanti di omicidi di Magistrati, giudici di Caltanissetta che hanno favorito mafiosi, il terzo livello, la mafia dei colletti bianchi, le tante mostruosità commesse in Italia dalle logge massoniche, il nano della Cassazione ed il suo socio etc...") manoscrisse come presso il Tribunale di Ragusa "c'era un pretore corrotto".

Intanto auguriano al D'Anna buon lavoro e buona fortuna per l'oneroso incarico che, siamo certi, non mancherà di svolgere con maggior zelo dei suoi predecessori, assicurando innanzitutto una presenza costante nel posto di lavoro, a maggior ragione in quanto ancora non onerato, come lo furono, profondendovi appassionato impegno cerebrale ed impiego di fresche energie lavorative Fera Agostino ed il suo successore Petralia Carmelo Antonio entrambi amici ed estimatori di Tinebra Giovanni, precisando che il Fera ed il Tinebra oltre alle rispettive onerosissime cariche, l'uno di procuratore della Repubblica degli 8/12° della mini provincia di Ragusa e l'altro di procuratore generale di CT., entrambi con elevatissime preparazioni, incondizionate disponibilità, encomiabili spiriti d'iniziativa frutto di un'attenta intesa, spiccati sensi del dovere, non comuni spiriti di sacrificio, si sobbarcarono a reggere, il primo la presidenza della Commissione Tributaria Provinciale di Ragusa, risultata essere la prima provincia d'Italia per evasione fiscale ed il secondo quella di Catania, mantenendo livelli di rendimenti elevatissimi e fornendo brillanti risoluzioni di numerose problematiche di pertinenza in spirito di fruttuosa collaborazione, ovviamente nell'unico precipuo interesse del Popolo Sovrano.

Un esclusivo apprezzamento va rivolto all'eccellentissimo, insuperabilissimo, professionalissimo, qualificatissimo ed incommensurabilissimo operaro del Fera, che mantenne detta carica supplementare anche dopo la "promozione" a procuratore dei Minorenni di Catania, venendo collocato d'ufficio in quiescenza il 13.06.2013, coraggiosamente affrontando sprezzante del pericolo e con spirito indomito, stressanti spostamenti da Catania a Ragusa e viceversa, non curante dei rigori invernali e della canicola, unicamente confortato dall'autista suo accompagnatore, non solo, ma assicurando continuità al suo prezioso mandato a tutela di interessi supremi, nel consegnare la remunerata e prestigiosa carica nelle mani del suo successore amico e collega s. procuratore Ciarcià Michelino, ben noto a tutti in questa provincia e non solo, grazie alla serie di pubblicazioni dell'assassinato Giuseppe Fava "I SICILIANI" (RAGUSA: l'altra faccia della mafia ANNO II - n.23 DICEMBRE 1984).

Il titolare di questo blog ben conosce il neo procuratore D'Anna Fabio che da p.m. in Messina ha richiesto l'archiviazione del p. penale n.306/2007 RGNR a carico di Fera Agostino in merito all'interrogazione parlamentatre con cui il Segretario Nazionale del P.d.C.I. On. Prof. Oliviero Diliberto ne chiedeva la rimozione da procuratore ed in merito, altresì, ai denunziati rapporti del Fera con i capi clan Dominante-Carbonaro culminati con la testimonianza alla pubblica udienza del 13.10.2011 presso il Tribunale di Messina del Giornalista d'inchiesta Giuseppe Bascietto di cui si trascrivono due dei punti salienti: 1) l'archiviazione su richiesta del procuratore Fera che se l'era auto assegnato del "dossier" del Prefetto di Ragusa Antonio Prestipino Giarritta (p. penale n.207/93 RGNR) a carico di appartenenti al clan su detto, successivamente arrestati della neo D.D.A. di Catania per "associazione mafiosa" (operazione SQUALO); 2) i legami del Fera con detti capi clan ed affiliati "diversi personaggi legati al clan dicevano che il procuratore della Repubblica di Ragusa, dottore Fera Agostino era al libro paga del clan Dominante-Carbonaro ...una di queste mi aveva confermato questo ....e che gli era stata consegnata una valigetta con mi sembra 30 milioni di vecchie lire, per escludere dal processo o stralciare dal processo dei provvedimenti che li riguardavano... la persona che me l'ha detto era attendibile perchè per anni è stato il collegamento tra la 'ndrangheta e cosa nostra nel territorio ibleo, quindi, diciamo era un personaggio di spicco della criminalità di quegli anni poi ucciso. Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Ragusa che poi ha archiviato il caso....Le circostanze sono strane, perchè allo stato attuale, ancora oggi, non si conoscono i motivi che hanno portato all'omicidio."

Procedimento in cui il D'Anna nella richiesta d'archiviazione del 27.03.2007 in 12 pagine che c'è da presumersi da lui stilata in quanto reca la sua firma, fa una patetica ed appassionata difesa d'ufficio del suo collega anziano, fondandola su un singolare e personale apprezzamento dei fatti, con un ardito rovesciamento degli stessi, arrivando persino a capovolgere il significato letterale di quanto scritto dalla Parte Offesa Spadaro e che raggiunge l'acme della sua venerazione per l'indagato nelle sue richieste finali <<Ed è per questa ragione che, contestualmente alla richiesta di archiviazione perchè il fatto non sussiste, in caso di accoglimento della stessa, si formula anche richiesta di restituzione degli atti al proprio Ufficio affinchè si proceda nei confronti dello SPADARO per il reato di calunnia ai danni del Dr. Fera>>. Contenuti di detta richiesta sconfessati dal Direttore Spadaro con la sua documentata opposizione in 53 facciate di carta semplice + 27 righe con incastonate le prove documentali onde evitarne la sottrazione, depositata presso l'Ufficio del GIP e presso la Procura della Repubblica di Messina - Direzione Distrettuale Antimafia il 17.04.2007 come da sotto riprodotte prima ed ultima pagina:

D'Anna

D'Anna

specificando che i contenuti della richiesta di archiviazione del D'Anna, per singolare coincidenza, sarebbero risultati analoghi alle motivazioni della sentenza prescrittiva del reato di calunnia a carico dello Spadaro n.1081 del 20.09.2007 a firma del giudice presso il Tribunale di R. Calabria Cotroneo Tommasina (p. penale n.608/98 RGNR), che costituiscono un insulto a quanto accertato in dibattimento con l'interrogatorio e contro interrogatorio, dell'U.P.G. G.d.F. M.llo Rocco Tramacere all'udienza del 29.04.2004 e con quello di Fera Agostino e dei "pentiti" germani Carbonaro all'udienza in video conferenza del 16.11.2004.

Il giornalista Bascietto, con la testimonianza su detta, non aveva fatto altro che aggiungere nuovi elementi a tutto quanto era già stato denunziato e documentato dai Cons. Prov.li Giannone-Spadaro anche circa i rapporti del Fera con i capi clan Dominante-Carbonaro, al procuratore di Messina Zumbo Antonio corresponsabile col suo amico e vicario p.m. Romano Vincenzo del p. penale n.909/97 RGNR + stralcio 3050/97 RGNR, relativo anche ai trattamenti di favore da riservare ai capi clan "Dominante-Carbonaro", richiesti dal procuratore Fera al Direttore del Carcere di Ragusa Dott. Spadaro.

Procedimento che sarebbe stato definito con archiviazione in quanto gli ispettori di P.S. delegati alle indagini, dopo avere assunto a s.i.t. i "pentiti" capo clan Bruno Carbonaro e f.lli Silvio e Claudio, fornirono "riscontri di valenza negativa", rapportando falsamente che non si trovavano ristretti presso il Carcere di Ragusa nel periodo indicato dal Direttore Spadaro in cui gli venivano raccomandati dal Fera che, ricevuti gli atti d'indagini negati a Spadaro-Giannone, il 15.06.1998 li denunziava per "calunnia" alla procura di Messina che attivava il p. penale n.1813/98 RGNR p.m. dr. Langher Franco, che il 18.12.1998 li faceva informare di garanzia per "calunnia"presso l'affollato androne del Tribunale di Ragusa delegandone alla notifica i medesimi ispettori di P.S. su detti che avevano svolto le indagini a carico del Fera. Zelanti ispettori inviati all'uopo in missione da Messina a Ragusa che, dopo avere assolto il compito si recarono presso l'ufficio del procuratore Fera, all'epoca dei fatti sito al piano alto del palazzo di giustizia per riferire e fors'anche per brindare al felice esito dell'operazione.

Dall'interrogatorio di Garanzia che sarebbe stato effettuato il 28.12.1998, tra lo stupore dell'avvocato d'ufficio Salvatore Giangreco imposto agli indagati Spadaro-Giannone nonostanze le insistenze di rifiuto del patrocinio, sarebbe emerso come dal fascicolo penale n.909/97 RGNR (p.m. Romano Vincenzo che avevano sulla scivania i su detti ispettori di P.S.) mancassero dei documenti probatori fondamentali che provavano la reità del Fera e come fosse chiaramente intuibile dal contenuto della sua denunzia che i pentiti su detti fossero stati pilotati, per cui denunziavano i fatti crimnosi nel corpo dell'interrogatorio, inducendo il p.m. Langher ad attivare il p. penale n.2882/98 RGNR a carico del procuratore Fera Agostino, di due suoi sostituti e del più anziano degli u.p.g. di P.S. su detti (Parti Offese Spadaro-Giannone), come da sotto riprodotti documenti:

diego

fera

Intanto l'omicidio a tutt'oggi irrisolto del 15.01.1998 del Prof. Matteo Bottari squarciava il velo sul "VERMINAIO MESSINA" espressione coniata dall’allora V. Presidente della Commissione Bicamerale Antimafia Nicky Vendola: Messina veniva descritta come governata da un “grumo di interessi politico-affaristico-mafiosi" che aveva il suo fulcro all’Università. Il motivo della centralità dell’Ateneo è presto spiegato: gestiva un budget di appalti di 250 miliardi di lire. Per le forniture farmaceutiche al Policlinico, per le pulizie, finanziamenti e ristrutturazioni. Si parlava anche di  <<concorsi truccati, esami comprati e false lauree stampate da una tipografia specializzata>>. L’Università era, insomma, un buon affare che faceva gola a molti, criminalità organizzate delle due rive dello Stretto comprese.

Sia lo Zumbo che il Romano venivano travolti da detto scandalo ("SITEL") con grande clamore mediatico accentuato dagli interrogatori presso il Tribunale di Messina degli Ispettori Ciro Monsurrò e Gianfranco Mantelli, con emergenze di gravi responsabilità, inviati in Sicilia dal Ministero di Grazia e Giustizia , per cui lo Zumbo si faceva trasferire strategicamente presso la Suprema Corte di Cassazione, facendosi assegnare alla VII° Sezione penale (che avrebbe rigettato la richiesta di remissione del procedimento reggino su detto avanzata dal Direttore Spadaro), in cui era co indagato col suo aggiunto + 12 tra cui il Fera, mentre il Romano, subito dopo aver chiesto il trasferimento a Barcellona Pozzo di Gotto, era costretto a collocarsi in quiescenza per avere insabbiato l'inchiesta a favore del principale protagonista, il rettore dell'Università degli Studi di Messina Dino Cuzzocrea, su richiesta del suo capo, procuratore Zumbo Antonio, cognato di Cuzzocrea.

zumboromano

procuratore in Me. Zumbo Antonio - aggiunto Romamo Vincenzo

Il 05.01.1999 i Consiglieri Dott. Biagio Spadaro e Prof. Giuseppe Giannone conferivano personalmente col successore di Zumbo, neo Procuratore di Messina Luigi Croce (a cui raccontavano l'accaduto consegnandogli un'ulteriore denunzia a carico di Fera Agostino, Zumbo, Romano e complici), che ne avrebbe fatto trasmettere tutti gli atti, compresi quelli in carico al p.m. Langher alla consorella reggina per le chiare responsabilità di insabbiamento in pro del procuratore Fera posto in essere da Zumbo-Romano sevendosi degli Ispettori di P.S. delegati alle indagini e quant'altri reati contenuti nei vari fascicoli dei p. penali pendenti presso la Procura di Messina a carico di Fera Agostino tra cui quello di probabile mandante del furto di un motorino fiammante in uso alla figlia dell'ex moglie dello Spadaro che ne era proprietaria ad opera di un appartenente al clan Dominante-Carbonaro come sarebbe stato accertato per le vie giudiziarie dal Tribunale di Ragusa, oltre allo scambio del numero della targa con quello del telaio, unico strumento identificativo del motomezzo, che pertanto non risultava rubato agli accertatori della Polizia Stradale (leggasi duplice ordinanza del 12.12.2000 a firma del gip presso il Tribunale reggino Costabile Adriana p. penale 608/98 RGNR nel cui fascicolo c'è anche la segnalazione di una pallottola rinvenuta dalla moglie del Prof. Giuseppe Giannone accanto allo sportello dell'auto con cui insieme allo Spadaro si erano recati alla Procura di Messina, dopo avere conferito col neo Procuratore Luigi Croce).

Risultato immagine per procuratore Luigi Croce Immagini. Dimensioni: 135 x 102. Fonte: parcodeinebrodi.blogspot.com

neo Procuratore in ME. Luigi Croce

A questo punto il Direttore Spadaro constatata la chiara volontà di non volere penalizzare il procuratore Fera, trasmetteva gli atti al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria diretto da TINEBRA GIOVANNI chiedendo il "nulla osta" all'assunzione della propria difesa da parte dell'Avvocatura dello Stato, non concesso in aperta violazione di Legge, attesa la falsa motivazione come da sotto riprodotta nota:

Nullaosta

precisando che il direttore generale Tinebra Giovanni (amico del Fera), certo che il Direttore dell'Ufficio contenzioso (un collega dello Spadaro) glielo avrebbe concesso , lo Fece sostituire da un giovane magistrato lì distaccato in attesa di ottenere la sede di gradimento. Come si fa, attesi i fatti sopra narrati e documentati, scaturenti tutti dal rifiuto opposto al procuratore della Repubblica di Ragusa Fera Agostino dal Direttore del Carcere di Ragusa Dott. Biagio Spadaro, di riservare trattamenti di favore ai capi clan Dominante-Carbonaro ed affiliati lì ristretti, a motivare "che il fatto oggetto del procedimento penale non è connesso all'espletamento del servizio o con l'assolvimento degli obblighi Istituzionali" ?

I magistrati operanti presso il Tribunale di R. Calabria che si occuparono del caso (p. penale 608/98 RGNR) attraverso miserevoli e penosi tentativi di trasferimento delle prove dal colpevole Fera all'innocente Spadaro e con chiara azione sinergica di seguito espressa, lo trasformarono da Parte Offesa in imputato:

La p.m. richiedendone l'archiviazione a cui si era opposto il Fera, senza avere svolto nessuna delle richieste indagini, nè avere arrestato il Fera come richiestole a s.i.t. per impedirgli, come aveva già fatto accertatamente a Messina, di continuare ad inquinare le indagini;

La G.I.P. che, grazie ad una pazzesca duplice ordinanza archiviava per tutti tranne per lo Spadaro per cui chiedeva l'imputazione coatta per calunnia in quanto c'erano stati riscontri di valenza negativa circa i trattamenti di favore richiestigli dal procuratore Fera in pro dei capi clan Dominante-Carbonaro ed affiliati ristretti presso il Carcere di Ragusa da egli diretto;

La G.U.P. che nonostante lo Spadaro fosse legittimamente impedito a presenziare all'udienza preliminare ed in imminente pericolo di vita, lo rinviò a giudizio;

La Giudice Monocratico che nonostante lo Spadaro le produsse cartella clinica conseguente al legittimo impedimento a comparire all'udienza preliminare (già certificato dalla cardiologa D.ssa Giorgia Maltese), in cui era provato come fosse stato in imminente pericolo di vita scongiurato da intervento al cuore subito l'indomani di detta udienza, si rifiutò di annullare il decreto di rinvio a giudizio della gup;

Ma all'udienza in video conferenza del 16.11.2004 nel su detto p. penale (608/98 RGNR), di cui sarebbe scomparsa la video registrazione successe il finimondo:

Non solo i su detti riscontri di "vanalenza negativa" che erano stati utili a fare scagionare il Fera, sarebbero risultati di "valenza positiva" e quindi per lui sfavorevoli ed inchiodanti, ma i su detti "pentiti" furono indiziati di reati e costretti a nominarsi gli avvocati.

In buona sostanza il "pentito" capo clan Bruno Carbonaro (da cui prendevano ordini i suoi fratelli e gli affiliati al clan) il primo ad essere escusso, non ricordando più quanto aveva verbalizzato da pilotato a su detti Ispettori di P.S. delegati dal p.m. Romano Vincenzo , non solo disse la verità, ma riconobbe il Fera come colui che interveniva sul dott. Bartolomeo Conti (associato al clan a cui aveva venduto la comproprietà della gestione della discoteca Koala Maxi) per ottenere trattamenti di favore dal direttore del Carcere di Ragusa predecessore dello Spadaro (dott. Clemente Cesareo), di cui fece il nome ("Cesare... Di Cesare") e descrisse le sembianze ("bassino e con pochi capelli"), oltre a collocare ripetutamente i periodi in cui riceveva insieme ai suoi fratelli ed affiliati detti trattamenti di favore in epoca antecedente alla direzione dello Spadaro. Trattamenti di favore che specifica << e perchè incutevamo timore alla custodia; e perchè rivolgendoci a qualcuno all'esterno del carcere ottenevamo cellulari per tenerci in contatto con alcuni del nostro gruppo fuori; coltelli.... spostamenti di cella, lavoro; colloqui abusivi; queste cose qua, questi sono i favori>>.

Con l'aggravante che i suoi fratelli Silvio e Claudio, escussi dopo di lui, chiaramente pilotati in diretta dal Cancelliere del sito con cui erano collegati (che interveniva irritualmente come da fonoregistrazione e come denunziato) al fine di far correggere le dichiarazioni del fratello devastanti per il Fera, fecero riferimento a trattamenti di favore ricevuti all'interno del Carcere di Ragusa asseritamente durante la direzione del Dott. Spadaro in date ben specificate in cui, da accertamenti eseguiti, non sarebbero risultati esservi stati ristretti (leggansi cliccando di seguito su:

8)Fera Agostino ed i capi clan Dominante Carbonaro (24.04.2006) e su:

 40) Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali (7.09.2009) i paragrafi 21 e 110

Va inoltre precisato che il Direttore Spadaro, subito dopo avere assunto la Direzione del Carcere di Ragusa succedendo al dott. Clemente Cesareo "bassino e con pochi capelli" amico del Fera, in perfetta sinergia col predecessore Procuratore Dott. Paolo Frasca, aveva denunziato il suo subordinato m.llo comandante delle Guardie Carcerarie, che sarebbe stato imputato nel p. penale n.961/91 RGNR “per il reato p. e p. dall’art.323 c.p. per avere quale maresciallo comandante degli agenti di custodia della casa circondariale di Ragusa abusato del suo ufficio al fine di procurare un ingiusto vantaggio ad alcuni detenuti, così arbitrariamente spostando varie volte di cella Dominante Carmelo, assegnando alla sezione minorati  fisici Giannone Giovanni, facendo ammettere al lavoro Carbonaro Bruno ed esercitando pressioni sul personale della casa circondariale perché fossero ammessi al lavoro anche Dominante Carmelo e Carbonaro Claudio, tutti arrestati per associazione di stampo mafioso e che spesso convocava nel suo ufficio per colloqui, non sempre registrando gli incontri. In Ragusa fino all’agosto 1991”Il processo si sarebbe concluso con l'assoluzione dell'imputato per insussistenza del fatto, su richiesta della Procura della Repubblica presieduta da Fera Agostino, nel frattempo succeduto al Dott. Paolo Frasca, Magistrato integerrimo nominato Procuratore Generale della Repubblica di Messina con cui il Direttore Spadaro intrattenne ottimi rapporti, così vanificandone le laboriose indagini svolte con la sua leale collaborazione e con quella del Questore e del Comandante Prov. dei Carabinieri, sotto l'illuminata e coraggiosa guida del Prefetto Antonio Prestipino Giarritta.

Antonio

Il Prefetto di Ragusa Antonio Prestipino Giarritta

Proc. Frasca

Motivi per i quali

lo Spadaro che il 23.11.2005 aveva ricevuto per posta elettronica la sotto riprodotta lettera minatoria che avrebbe letto il 25.11.2005

anonima

il 24.11.2005 si recava a Catanzaro sotto tutela (il 20.11.2004 gli era stato sottratto dalla propria abitazione in S. Croce Camerina messa a soqquadro, mentre si trovava con sua moglie ad Avola dal proprio avvocato difensore, un floppy disck contenente la bozza di su detta denunzia + copia di una memoria in 519 pagine nel p. penale reggino 608/98 RGNR già depositata l'01.04.2004), dove consegnava nelle mani del Procuratore della Repubblica Dott. Mariano Lombardi denunzia a carico di Fera Agostino + i 4 magistrati di R. Calabria che avevano trattato il su detto procedimento, archiviando la posizione degli indagati Fera, Zumbo, Romano +11 e trasformando la Parte Offesa Spadaro in imputato. Denunzia che avrebbe attivato il p. penale n.4114/04 RGNR assegnato al P.M. Luigi De Magistris che gli fu presentato da detto Procuratore in un successivo accesso presso quella Procura. Il procedimento sarebbe stato definito con archiviazione. La narrativa dei fatti è documentata cliccando di seguito su:

92) LA P.M. GABRIELLA NUZZI CONFERMA IL CONTESTO MEFITICO CHE INDUSSE IL P.M. LUIGI DE MAGISTRIS A RICHIEDERE L'ARCHIVIAZIONE DEL P. PENALE A CARICO DEI 4 MAGISTRATI REGGINI CHE SI OCCUPARONO DELLE COLLUSIONI TRA IL PROCURATORE FERA AGOSTINO ED I CAPI CLAN DOMINANTE-CARBONARO (11.07.2020)

Il 27.11.2004, lo Spadaro consegnava analoga denunzia a carico di Fera Agostino + 9 nelle mani del Procuratore della Repubblica di Messina Dott. Luigi Croce, come da suo suggerimento sulle competenze territoriali (CZ. per Fera ed i Magistrati reggini e ME. per Fera e gli altri) che ne avrebbe delegato i p.m. Siciliano Giuseppe, subito dopo arrestato e condannato in 1° grado per altri fatti ad anni 4 di reclusione con appello in corso, e Crescenti Emanuele, che avrebbero attivato il p.p. n.9267/04 RGNR nei confronti di Fera Agostino + i due ispettori di P.S. che avevano pilotato le s.i.t. del capo clan Bruno Carbonaro e f.lli richiedendone l'archiviazione, alla quale lo Spadaro si oppose, oltre a richiederne l'avocazione delle indagini preliminari al p.g. Cassata Franco Antonio (leggasi cliccando di seguito su: Il Procuratore Generale di Messina Franco Antonio Cassata è stato condannato per diffamazione dal Giudice di Pace di R. Calabria Lucia Spinella (nel settembre 2009, divulgò un dossier, allora anonimo, contro il Docente Universitario Adolfo Parmaliana che si suicidò gettandosi da un cavalcavia dell’autostrada Messina-Palermo), ovviamente rigettata, per cui il 29.03.2006 ne richiedeva la riapertura per sopravvenute esigenze di nuove investigazioni, in primis perchè si procedesse nei confronti dei responsabili di tutto quanto era già stato accertato all' udienza reggina in video conferenza del 16.11.2004, ma i predetti p.m. il 06.11.2006 disponevano "nulla a provvedere sulla richiesta presentata da SPADARO Biagio, non evidenziandosi fatti nuovi idonei a giustificare la riapertura delle indagini", come da sottoriprodotto dispositivo:

Siciliano

Rigetto, come sopra disposto senza che i p.m. suddetti ne avessero svolto le richieste indagini, ma unicamente basato sui contenuti fuorvianti della richiesta d'archiviazione in 12 pagine del p.p. n.306/2007 RGNR a firma del p.m. D'Anna Fabio, che ne autorizzò il rilascio di copia su richiesta del 18.04.2007 del p.m. Crescenti Emauele, come da sotto riprodotte istanza, con in calce autorizzazione del D'Anna e conseguente denuncia-querela dei fatti da parte dello Spadaro, depositata presso la procura della Repubblica di Messina l'11.06.2007:

D'anna Siciliano Crescenti

Spadaro denunzia

Spadaro denunzia

Pertanto è di solare nitore come Fera Agostino nonostante acclaratamente reo di tutto quanto contro denunziato a suo carico dallo Spadaro e non solo, se l'è sempre fatta franca grazie alla complice accondiscendenza di suoi colleghi pubblici ministeri operanti in procure trasformate dai loro vertici in roccaforti di potere condiviso dai rispettivi procuratori generali, nel totale disinteresse del C.S.M. sordo a su dette anomalie ripetutamente segnalate dallo Spadaro anche al suo presidente pro tempore sen. Napolitano Giorgio, fino all'avvento del suo successore, il nostro amato Presidente della Repubblica, delle FF.AA. e del C.S.M. Sen. Prof. Sergio Mattarella anch'egli informato dei fatti, dopodicchè c'è stata una tangibile e radicale inversione di tendenza nella valutazione di quanto documentalmente provato nelle contro denunce del Direttore Spadaro ed accertato nelle sedi dibattimentali sul caso di malagiustizia.

Comportameti abnormi che hanno consentito al Fera di tenere sotto scacco per ben 27 anni il Direttore Spadaro rovinandogli la salute e le tasche, anche se va riconosciuto che nessun Giudice, nè Presidente di Tribunale, nè Consigliere o Presidente di Corte d'Appello, nè Presidente o Consigliere di Cassazione si è mai schierato con lui, nè sentenziato in suo favore, eccezion fatta per il Presidente della Sezione Penale della C.d.A. di R. Calabria dr. Gullino Massimo che, con sentenza n.2013/11101 Reg.Sent., grazie ad un grossolano e fors'anche malizioso travisamento dei fatti, all'udienza del 05.12.2013 confermava la sentenza di 1° grado della giudice Cotroneo Tommasina (nel frattemo promossa e facente parte della Sezione da lui presieduta, che per quell'udienza si è astenuta, nel senso che si è alzata dalla destra del Gullino dov'era seduta ed al suo posto si è seduta la cons. Tassone Katia), prescrittiva del reato di calunnia a carico dello Spadaro, da questi appellata nel merito ed "annullata senza rinvio per insussistenza del fatto" con sentenza della Corte Suprema di Cassazione n.40407/15 dell'08.09.2015, così avendo potuto mantenere integri il suo onore e la sua incensuratezza a cui tiene soprattutto.

Nè può sottacersi come ancor prima, la medesima Corte d'Appello presieduta da Russo Iside, all'udienza del 21.11.2008 nonostante il parere contrario espresso dal S. Procuratore Generale Santi Cutroneo, con sentenza n.2417/08 Reg. Sent. revocava la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Messina il 12.07.2002, irrevocabile dal 12.12.2005 a seguito di sentenza della Cassazione nei confronti del presidente della Provincia, principale coindagato del Fera nel p. penale in Messina n.909/97 RGNR (p.m. Romano Vincenzo-Zumbo Antonio) in cui era PARTE CIVILE lo Spadaro. Fatti narrati con supporto di prove documentali, visibili cliccando di seguito su:

56) ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" " (13.7.2013)

67) La Cassazione abbatte la colonna portante della montagna di accuse ordite dall'ex procuratore Fera in danno del Direttore pro tempore del Carcere di RG. Cons. Prov. Dott. Biagio Spadaro (20.09.2015)

77) LA C. D'APPELLO DI MESSINA BOCCIA L' APPELLO DI FERA AGOSTINO SUPPORTATO DA QUELLO DELLA PROCURA E DELLA PROCURA GENERALE AVVERSO LA SENTENZA ASSOLUTORIA DEL DIRETTORE SPADARO (21.09.2017)

precisando che l'unico processo che subì il Fera, indagato nel p. penale n. 1958/11 RGNR P.M. Dott. Stefano Ammendola, per i reati di cui agli artt.314 e 314 c. 2° del c.p., 476 c.p., 595 c.p., 368 c.p. e rinviato a giudizio da reo confesso del delitto p. e p. dall'art.314 comma 2° c.p., fu definito con sentenza assolutoria predibattimentale in un'unica udienza della durata complessiva di 20 minuti, tempo sufficiente anche per la redazione della scandalosa sentenza, della quale sono leggibili le aberranti motivazioni cliccando di seguito su:

54) PECULATO D'USO CONTINUATO: LA SENTENZA SHOCK CON CUI IL GIUDICE MASTROENI ASSOLVE FERA AGOSTINO (30.10.2012)

Inoltre a sovraccarico di quanto su detto e documentato circa i legami del Fera con i capi clan Dominante-Carbonaro ed affiliati, per quanto sopra a piena conoscenza sia del Petralia che del D'Anna, si rileva come a distanza di 15 anni dall'udienza su detta del 16.09.2004, uno dei "pentiti" è rientrato libero a Vittoria per riprendere l'attività di prima. Leggasi cliccando di seguito su: Vittoria, il pentito Claudio Carbonaro torna in Sicilia e riorganizza il clan(https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/10/24/news/vittoria) su: 

Vittoria, assassinato Orazio Sciortino, ex del clan Dominante Carbonaro e pentito di mafia (30.06.2020) e su:

 Ragusa, sequestro per il "re" del riciclaggio della plastica. "E'affiliato al clan Dominante-Carbonaro"https://palermo.repubblica.it/cronaca/2020/12/07/news/ragusa e su:

07/12/2020 · Beni per due milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia di Catania a Raffaele Donzelli, 47 anni, imprenditore nel settore del recupero e della trasformazione di materie plastiche in provincia di Ragusa e nel commercio di abbigliamento;

Nè può sottacersi come i pubblici ministeri in ME. D'Anna Fabio e Barbaro Vincenzo siano stati contitolari e cofirmatari degli atti di un artificioso e scandaloso procedimento penale (n.1590/2007 RGNR e stralcio n.2201/2008 RGNR) di cui alla sotto riprodotta informazione di garanzia:

Barbaro-D'Anna

attivato sulla base di lettere anonime supportate da una denuncia contro ignoti in cui il Fera appuntava i sospetti quali autori sul Direttore Spadaro e sul Geom. Sebastiano Agosta (reo di avere denunziato la tangente miliardaria in lire " scandalo ELLEPI srl" p. penale n.1054/02 RGNR archiviato su richiesta del procuratore Fera Agostino). Denuncia resa possibile da informazioni accertate false, resegli in maniera distorta dal suo avvocato, amico, compagno di giochi e consocio Lions Di Paola Carmelo (chiamato in causa dall'Agosta per detto scandalo) a cui erano state riferite dalla sua segretaria Spata Maria Giovanna, deceduta nonostante la giovane età. Leggasi cliccando di seguito su:

33) Tangente miliardaria ELLEPI Srl-PROVINCIA: Il presidente dei probi viri della Bapr Carmelo Di Paola indagato per "calunnia" e "favoreggiamento personale" di Fera Agostino a sua volta indagato per "abuso", "omissione" e "calunnia" (17.10.2008) con aggiornamento del 17.12.2019.

Inoltre il Fera con querela del 13.12.2006 contro lo Spadaro, indirizzata al procuratore della Repubblica di Messina e per conoscenza al p.g. ed al Presidente della C.d.A. di Catania, suggeriva come trasformarne la "diffamazione" per cui procedeva il D'Anna (p. p.6647/06 RGNR) in "calunnia"  “Ritengo sommessamente che potrebbe configurarsi a carico dello Spadaro anche il delitto di calunnia essendo stato il comunicato inviato a tante di quelle persone che appare ovvio che tra esse possa individuarsi qualche pubblico ufficiale che avrebbe l’obbligo di riferire all’Autorità giudiziaria i fatti delittuosi elencati...ed insisto nella richiesta di chiusura del sito www.giustiziaesfatta.com al fine di impedire che il reato già abbastanza grave e destabilizzante venga portato ad ulteriori conseguenzee con nota a sua firma dell'08.04.2008 contenuta in una busta da lui manoscritta ed indirizzata al p.m. Barbaro, in atti al procedimento stralcio su detto (n.2201/2008 RGNR con cui veniva scagionato l'Agosta), chiedeva l'adozione di "un provvedimento di rigore" nei confronti dello Spadaro, ma nessun pubblico ufficiale riferì un bel niente, perchè non c'era nulla da riferire, per cui fu concepito l'artificio delle lettere anonime al p.g. Tinebra ed al Presidente Duchi alle quali era allegata la prima pagina di una lettera dello Spadaro ai consoci Lions di Ragusa conseguente alla sua "decadenza" dal Lions voluta dal consocio Fera (a seguito dell'interrogazione parlamentare con cui il Segretario Nazionale del P.d.C.I. On. Prof. Oliviero Diliberto ne chiedeva la rimozione da procuratore) al fine di indirizzarne i sospetti sullo Spadaro che era l'obiettivo principale da colpire (leggasi cliccando di seguito su:

21) L'ex governatore del distretto Lions 108 Y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini indagato per "falso" dalla Procura di Messina (25.7.2007) e su

31) Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Tinebra Giovanni ed al Presidente Michele Duchi? (3.09.2008).

L'artificio, supportato da una perizia grafica che sarebbe risultata falsa, ordidinata dal p.m. Barbaro ( solo in apparenza  orientato a farla eseguire al R.I.S. dei Carabinieri di Messina, che sottilmente gli risponde“In relazione alla delega emessa dalla S.V. in data 11.07.07 nell’ambito del fascicolo processuale sopra contraddistinto, da notizie assunte presso l’Ufficio di Segreteria di Codesto P.M., si è appreso che il personale tecnico del R.I.S. Carabinieri di Messina, all’uopo interpellato, ha riferito di non essere al momento disponibile per l’esecuzione dei richiesti accertamenti per motivi tecnico-organizzativi, avendo in tal senso la S.V. già provveduto alla nomina di un C.T.U.”) ad un suo fiduciario, tale architetto Giovanni M. Favaloro da Messina, avrebbe centrato l'obiettivo per cui veniva attivato il p. penale n.1590/07 R.G.N.R. per "calunnia" a carico di Spadaro-Agosta preso in carico dal Barbaro, senza che vi fosse stato unito quello per "diffamazione" (6647/06 RGNR) relativo ai medesimi fatti che rimase in carico al D'Anna, nonostante gli fosse stato fatto rilevare e richiesto con nota del dell'08.06.2007 sotto riprodotta:

d'anna

 

Gli indagati Agosta-Spadaro, una volta risultati innocenti grazie alle perizie grafiche di parte e del R.I.S. (quest'ultima disposta su volere del Procuratore Luigi Croce a seguito delle loro vibrate proteste) che sconfessavano quella fatta eseguire dal p.m. Barbaro dal suo fiduciario, chiedevano con regolare denunzia che fosse periziata anche la grafia del Fera sospettato di essere il vero autore delle lettere anonime, ma ovviamente e, trattandosi del procuratore Fera "ritualmente", con esito negativo (fatti narrati con supporto di prove documentali nella pubblicazione n.31 su riportata).

Il D'anna, che mantenne la titolarità del procedimento per "diffamazione" 6647/06 RGNR, "all'udienza del 04.04.2013 mentre lo Spadaro rendeva spontanee dichiarazioni lo interrompeva repentinamente, bruscamente, ad alta voce e con tono imperioso chiedendo testualmente la trasmissione degli atti alla Procura, perchè a suo dire, munito dei poteri d'esercizio dell'azione penale e così condizionando il dispiegarsi delle dichiarazioni e mortificando la giovane decidente che presiedeva l'udienza e che l'ha disapprovato con una smorfia. Il tutto mentre un signore seduto alle sue spalle che aveva fatto ingresso con lui nell'aula che avrebbe lasciato insieme a lui, armeggiava con un apparecchio elettronico (apparentemente un apparecchio mobile multifunzionale), verosimilmente per telefonoregistrare le dichiarazioni dello Spadaro" che segnalava i fatti come sopra virgolettati alla Procura della Repubblica di R. Calabria con esposto del 05.04.2013, che attivava un p. penale di cui a tutt'oggi si sconosce l'esito.

Il D'Anna avrebbe abbandonato il caso a seguito del suo trasferimento, sempre in sott'ordine, presso la procura di Caltanissetta.

All'udienza conclusiva, il suo sostituto, persona per bene che aveva ben capito l'artificio e come il procedimento andava definito già dalle prime battute, anche perchè era già stato evidenziato come la medesima querela da cui traeva origine recava in epigrafe quali destinatari il Procuratore di Messina e quello di Catanzaro dove il Fera poteva contare sull'appoggio del suo carissimo amico s. p.g. Dolcino Favi (motivo per cui non si era costituito parte civile), richiese il proscioglimento dello Spadaro ai sensi dell'art.530 c.p. ed il Giudice Rosa Calabrò emanò sentenza di non luogo a procedere. Il Direttore Spadaro sarebbe stato indennizzato dalla Corte d'Appello di Messina con DECRETO DI EQUA RIPARAZIONE DEL DANNO SUBITO ai sensi della Legge LEGGE N.89/2001, MODIFICATA DAL D.L. N.83/2012, CONVERTITO IN LEGGE N.134/2012, E SUCC. MODIFICHE . Leggasi cliccando di seguito su: 80) CASO FERA-SPADARO: LA CORTE D'APPELLO DI MESSINA INGIUNGE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ALFONSO BONAFEDE DI RISARCIRE IL DIRETTORE SPADARO ASSOLTO DAL GIUDICE ROSA CALABRO'(28.06.2018).

Nulla ha mai saputo lo Spadaro nonostante l'interessamento, circa l'esito della querela del Fera inoltrata a Catanzaro, in tutta evidenza per dare man forte ai magistrati reggini denunziati insieme a lui a quella Procura, al di là delle notizie di stampa circa il ruolo avuto dal s. procuratore Generale Dolcino Favi acclaratamente amico intimo del Fera (di cui si riporta di seguito interrogazione parlamentare) nel verminaio come sopra messo a nudo dall'ex P.M. Luigi De Magistris e dalla P.M.Gabriella Nuzzi (leggasi la pubbl.n.92 su riportata):

Dolcino Favi

Dolcino Favi

Infine giova ricordare che il Fera, non riuscendo a colpire il Direttore Spadaro, arrivò persino a denunciarne la sua seconda moglie (dalla quale quale avrebbe divorziato per risposare la prima, la madre dei suoi figli), in quanto manoscrittrice di esposti e memorie da egli sottoscritte con dichiarata assunzione di paternità, venendone ovviamente contro denunciato per "calunnia aggravata", per cui veniva attivato il p.p. n. 2597/01 RGNR, ovviamente definito su richiesta d'archiviazione del p.m. Barbaro Vincenzo (leggasi cliccando di seguito su:

L'insipienza del procuratore Fera e la fierezza della Prof. Fulvia Cappellacci tipica delle sue radici statunitensi (29.09.2006).

Sorte che non mancherebbe di toccare a chi osasse ricalcarne le orme, magari col supporto di qualche esposto "civetta" teso a penalizzare qualche improvvido professionista reo di avere sconvolto equilibri preesistenti, approfittandone, con vile ricorso alla "trasversalità", per colpirne i satelliti, giovani vittime esecutrici di ordini che si sono limitate a svolgere mansioni ripetitive ed esecutive nell'ambito di un sistema corrotto e malato, con il loro coinvolgimento in inchieste pomposamente appariscenti (cortine fumogene dietro le quali c'è il nulla sempre uguale a nulla a livello esponenziale) infarcite di calunniose affermazioni, frutto di indimostrati ed arbitrari apprezzamenti personali supportati da "teoremi" ed unicamente confidando nell'altrui ignoranza.

Nell'augurio che simili nefandezze indegne di ogni p.m. che abbia un minimo di dignità ed onore non mancherebbero di essere doverosamente denunziate dai suoi stessi colleghi, oltre che essere stoppate ai sensi di Legge dai G.I.P. designati, che fortunatamente non sono quelli dei tempi passati, allorquando su richieste di archiviazioni di fascicoli penali contenenti prove schiaccianti in centinaia e centinaia di pagine di atti d'indagini che si auto assegnava il procuratore Fera Agostino (salvo a sbolognarli al gentiluomo capro espiatorio P.M. Emanuele Di Quattro quando si complicavano le cose) ne decretava (era sempre lo stesso) l'archiviazione a distanza di poche ore (uno per tutti vedasi il decreto d'archiviazione del p. penale n.207/93 RGNR presso il Tribunale di Ragusa relativo al "dossier" del Prefetto fu Antonio Prestipino Giarritta cliccando di seguito su 24) Il Prefetto Prestipino Giarritta e "L'upupa dalla cresta Rossa"(29.8.2007).

Ovviamente è solo un augurio, aspettando di approfondire quanti e quali procuratori sono stati nominati col "SISTEMA" Palamara (leggasi l'omonima pubblicazione "Sallustri intervista Palamara" edita nel gennaio 2021 andata a ruba, in cui l'ex presidente dell'ANM nonchè membro del CSM radiato dall'Ordine Giudiziario scoperchia il vaso di Pandora) e che si faccia luce sul centro di potere occulto con l'obiettivo di pilotare le nomine in magistratura sospettate di essere state compiute con logiche spartitorie o non trasparenti su cui stanno indagando più Procure compresa quella di Roma al cui vertice c'è l'integerrimo Procuratore Capo Michele Prestipino Giarritta, come anche chi ne sarebbero i componenti; potendosi sin da ora affermare che analogo "sistema" era posto in essere dal procuratore della Repubblica di Caltanissetta, poi direttore generale del D.A.P. , poi procuratore generale e presidente della C.ommissione T.ributaria P.rovinciale di Catania nonchè dell'U.fficio R.egionale G.randi A.ppalti fu TINEBRA GIOVANNI (bollato dal CSM per <<condotta gravemente lesiva dell'immagine di magistrato») ed ovviamente da tutta la sua ben nota <<onorevole>> cordata eiusdem furfuris (leggasi cliccando di seguito su:

35) Tinebra Giovanni è morto (09.05.2017).

In proposito significative sono le notizie propalate in questi giorni da tutti i mass-media circa la divulgazione dei verbali dell’avvocato siciliano Piero Amara, relativi ad una presunta loggia segreta: "Io facevo parte di una loggia massonica coperta formata da persone che ho incontrato attraverso persone di origini messinesi, dove questa loggia è particolarmente forte". E' la prima volta in cui il testimone assistito parla della loggia ‘Ungheria’, chiamata così perché si riuniva a Roma in piazza Ungheria, nell’abitazione di un importante magistrato. Lì, secondo Amara, sarebbero state decise le sorti di più di una toga. A introdurre Amara nella loggia sarebbe stato Giovanni Tinebra, ex capo del Dap. Magistrato "con cui avevo ottimi rapporti", dice Amara (uno per tutti il Giornale.it del 04.maggio 2021) ed ancora;

"Se si inizia a scavare in questa direzione può saltare fuori di tutto. Se non altro, andrebbe capito quali rapporti intrattenevano nel 2018 i vertici della Procura milanese con il procuratore generale di Messina Vincenzo Barbaro, che il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale trattava con grande dimestichezza invitandolo a coordinarsi con lui. Due mesi fa si è scoperto che i veleni di Amara hanno investito anche Barbaro, accusandolo di essere una sorta di talpa delle indagini sul circuito legato a Luca Palamara e all’imprenditore Fabrizio Centofanti" (Giornalesm.com del 04 maggio 2021).

Intanto i Ragusani e gli Italiani per bene, prendiamo atto con soddisfazione e con una punta di orgoglio quanti abbiamo dato un contributo forte alla GIUSTIZIA con rischiosissime sovraesposizioni e con enormi sacrifici, della positiva inversione di tendenza determinata dall'ondata di ordinanze di custodia cautelare di magistrati corrotti, deviati e mafiosi dal nord al sud Italia (leggasi cliccando di seguito su:

ELENCO DI MAGISTRATI CORROTTI ARRESTATI DAL NORD AL SUD ITALIA (07.06.2020).

Giovani Magistrati siate indipendenti come per Legge e fate il vostro dovere, prendendo ad esempio la giovane e coraggiosa P.M. Silvia Curione, che ha fatto arrestare il suo procuratore capo che amava apostrofarla "mia cara bambina" (leggasi cliccando di seguito su: 

90)ARRESTATO PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI TARANTO :<<Pressioni per perseguire ingiustamente una persona>> (19.05.2020) ;

come anche la Giudice di Pace Lucia Spinella che ha avuto il coraggio di condannare il p.g. di Messina Cassata Franco Antonio (leggasi cliccando di seguito su: Caso Parmaliana e magistratura corrotta. Il docente suicida sarebbe ancora vivo oggi che non ci sono più "intoccabili");

come anche la P.M. Gabriella Nuzzi che a capo di un pool di 7 colleghi, il 07.06.2020, intervistata da Massimo Giletti nella trasmissione "Non è l'Arena" ha dichiarato "nel 2007 indagammo Luigi De Magistris per abuso d'ufficio, calunnia, diffamazione, rivelazione di segreti d'ufficio, .....quando cominciammo a renderci conto arrivammo alle conclusioni che queste accuse erano assolutamente infondate e ci fu da parte nostra questa richiesta di archiviazione e per riscontrare alcuni aspetti secondo me inquietanti del procedimento a suo carico, dovevamo necessariamente acquisire una serie specifica di atti e quindi decidemmo di intervenire con un decreto di sequestro probatorio. Da lì successe il finimomdo, perchè venimmo a sapere che la procura generale di Catanzaro aveva eseguito il controsequestro degli atti che avevamo richiesto e quello stesso giorno arrivano sulle nostre scrivanie, notificate dagli ufficiali di Polizia Giudiziaria delle informazioni di garanzie. Io ed il mio collega siamo stati trasferiti immediatamente ed inoltre negli anni ho subito una sorta di stalking giudiziario.....Palamara è una testimonianza vivente di quello che c'è nella magistratura (leggasi cliccando di seguito su:

89) P. Civile 762/2007 R.G. IL GIUDICE ACACIA IVANA SENTENZIA SULLA BASE DI UN GROSSOLANO TRAVISAMENTO DEI FATTI, VENENDONE SCONFESSATA DAL PROCURATORE CROCE, DAGLI ATTI, DALLO STESSO FERA E DALLE DICHIARAZIONI DELL'EX P.M. DI CATANZARO LUIGI DE MAGISTRIS CONFERMATE DALLA P.M. GABRIELLA NUZZI (04.10.2020)

Lo scrivente, è bene che si sappia, da Direttore supplente della Casa di Reclusione di Fossano (1980), denunziò il procuratore della Repubblica di Cuneo fu Campisi Sebastiano nativo di Pachino, col risultato che, accertati i fatti, fu trasferito dopo breve tempo, oltre ad essere stato lo Spadaro elogiato dal Procuratore Generale della Repubblica di Torino Dott. Severino Rossi ed ancor prima dal suo predecessore P.G. Dott. Mario Bongioannini durante la Direzione della Casa di Reclusione di Saluzzo (che dirigeva in missione continuativa contestualmente a quella di Fossano), dove ebbe l'onore di ricevere la visita non preannunziata del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e dove si era distinto per le coraggiose e proficue iniziative assunte, così come riportate nella nota di apprezzamento del Procuratore della Repubblica pro tempore Dott. Aldo Ignesti;

Trasferito  il 22.10.81 da Fossano alla Casa Circondariale di Bergamo con <<Sezione di massima sicurezza>> in piena emergenza "brigate rosse" - "lotta continua" "prima linea" (al punto che in una riunione Interforze, presente l'allora Procuratore della Repubblica e lo scrivente in vece del direttore titolare assente, tenutasi all'interno del Carcere, si stabilì di non operare arresti per microcriminalità al fine di utilizzare il maggior numero possibile di personale militare per l'anti terrorismo), ebbe contatti con un Magistrato a cui fornì le richieste informazioni sensibili sull'operato del direttore titolare, il siciliano di Milazzo dr. Trimboli Rocco che sarebbe stato arrestato per reati gravissimi.

Comandato in missione continuativa su disposizione ministariale da Bergamo al Carcere "Don Bosco" di Pisa (centro clinico per detenuti + <<Sezione di massima sicurezza con prevalenza di militanti in "prima linea" >>) determinò, nel 1982, gli arresti del direttore Forte Umberto, del m.llo titolare del servizio di custodia, del titolare dell'impresa mantenimento detenuti + 6.

Trasferito presso gli Stabilimenti Penali di Pianosa Isola il 14.08.1982 e preposto alla Direzione della <<Diramazione di massima sicurezza Agrippa>> con 282 detenuti differenziati , con rischi rilevantissimi per la propria incolumità e per quella dei suoi più stretti collaboratori (merita di essere citato per la sua dedizione al servizio il M.llo Colazzo) raccogliendo le dichiarazioni del camorrista Giancarlo Pandico, contribuì al felice esito dell'operazione "TEMPESTA" culminata con 846 ordinanze di custodia cautelare a carico di "cutoliani" ed appartenenti a "nuova famiglia", tra cui Enzo Tortora.

Trasferito presso la Casa Circondariale di Ragusa contribuì unitamente ad un manipolo di suoi fedeli e coraggiosi Agenti e Sott.li di Custodia, ai CARABINIERI al comando del Cap. ANGELO DE QUARTU, Al Prefetto Dott. ANTONIO PRESTIPINO GIARRITTA, al Procuratore PAOLO FRASCA ed al pool dei P.M. della neo D.D.A. di Catania GIORDANO-BERTONE-AMATO, al felice esito dell'operazione "SQUALO" culminato con la decapitazione del clan "DOMINANTE-CARBONARO" grazie al professionale utilizzo di microspie sapientemente piazzate per ben 10 mesi all'interno di ben determinate celle del carcere, con rischi rilevantissimi per la propria incolumità e di chi con lui convive mai cessati, anzi, per quanto sopra più attuali che mai.

Con ciò intendendo semplicemente dire che la pretesa che ognuno faccia il proprio dovere nasce dall'averne dato l'esempio, a fronte di quanti "tubi digerenti" debbono vergognarsi di avere svolto le loro carriere organizzando partite di caccia alla selvaggina, conviviali lions e partecipando a commemorazioni di MAGISTRATI ASSASSINATI per aver mantenuto fede al giuramento di fedeltà prestato alla Repubbica, infangandone, con la loro sporca presenza, la memoria.

Signori magistrati, dal 92 ad oggi abbiamo avuto 28.702 vittime di errori giudiziari che lo Stato (cioè noi Italiani) ha indennizzato con 797 milioni di euro. Ogni anno 1.000 persone vengono arrestate ingiustamente, grazie all'uso distorto della carcerazione. E' ora di finirla, chi sbaglia deve pagare, ficcatevelo bene in testa: QUESTA E' LA DEMOCRAZIA e non osservarla, stante i tempi che corrono, significa scivolare verso la "ghigliottina"

Vedremo quanti della lista dei 136 testi citati da Palamara Luca resteranno nel vaso di Pandora e quanti ne usciranno fuori (probabilmente nessuno). Per vedere i profetici apprezzamenti dell'Emerito Presidente della Repubblica fu Francesco Cossiga sul Palamara, clicca di seguito su:

Video di intervista Cossiga Palamara

bing.com/videos

Onore a quanti Magistrati per bene (categoria in estinzione che necessita di urgente ripopolamento) applicano la Legge, avendo il coraggio di arrestare i colleghi corrotti e deviati che remano contro le Istituzioni, nei confronti dei quali andrebbe applicato il "codice militare di guerra" comminando loro il massimo della pena prevista dal codice penale per "alto tradimento" del Giuramento di fedeltà prestato allo Stato Italiano di cui è Capo e Garante il nostro amato Presidente oltre che delle Forze Armate e del C.S.M. SERGIO MATTARELLA da cui gli Italiani onesti ed operosi ci aspettiamo interventi di rigore, onde evitare che si incrementi la sfiducia nella magistratura che gran parte del Popolo vive non più come uno strumento di giustizia, ma come un nemico insidioso da evitare e da cui difendersi.

Si prendano ad esempio il coraggio la competenza e l'onestà del Procuratore Capo della Repubblica di Roma Michele Prestipino Giarritta, il cui operato e del suo predecessore qualche suo collega animato da accecante invidia vorrebbe sminuire (congiunto del Prefetto di Ragusa su mensionato, fu Antonio Prestipino Giarritta, con cui il Direttore Spadaro, legato da sincera e disinteressata amicizia, ebbe l'onore di collaborare anche partecipando e fornendo suggerimenti recepiti all'unanimità nei Comitati di Ordine e Sicurezza Pubblica culminati col successo di importanti operazioni antimafia, venendone elogiato unitamente ai Com.ti Prov.li pro tempore dei CARABINIERI Col. Francesco Guarrata e Col. Giorgio Vincenzo Piras, entrambi promossi Generali:

45) SPADARO ELOGIATO DAL PREFETTO DI RG. Dr. A.PRESTIPINO GIARRITTA E DAL GEN. CC. DOTT. FRANCESCO GUARRATA PER L'OPERAZIONE SQUALO (17.04.2010)

47)Il Gen. CC. Dott. Giorgio Vincenzo Piras: essenziale l'opera di Spadaro nell'operazione "SQUALO" (27.10.2010),

nonchè le su dette giovani ed integerrime G.d.P. Lucia Spinella, P.M. Silvia Curione e P.M. Gabriella Nuzzi che il Direttore Spadaro, la sua compagna Preside Maria Concetta Prestipino Giarritta e la totalità degli Italiani informati sui fatti considerano delle Eroine, nell'augurio che, al verificarsi delle condizioni di Legge, possano essere emulate dalla gran parte delle colleghe d'Italia, non escluse quelle in servizio presso la procura ed il Tribunale di Ragusa.

A chi ne ha facoltà di Legge trovandosi agli albori di importanti incarichi che gli impongono di produrre risultati positivi od a quanti animati dall'amministrare VERA GIUSTIZIA credendo in quel che fanno, si suggerisce la lettura dei sottoelencati verbali, contenenti prove documentali di reati non ancora prescritti come riconosciuto dagli stessi p.m. che hanno trattato i casi culminati in scandalose richieste di archiviazioni prontamente decretate, oltre ai gravi indizi di reati imprescrittibili, sui quali non sono state svolte le indagini suggerite da più parti, compresi Magistrati coraggiosi, integerrimi e di provata fede.

-il verbale d'interrogatorio reso dal Dott. Biagio Spadaro il 24.05.2011 al M.A. s. UPS Luigi Valenti, Comandante della Stazione dei Carabinieri di S. Croce Camerina con allegate 849 pagine di atti giudiziari, su delega della P.M. presso il Tribunale di R. Calabria D.ssa Beatrice Ronchi (p. penale n.4018/10 RGNR);

-il verbale d'interrogatorio reso dal Dott. Biagio Spadaro il 05.07.2012 all'Isp. Capo Salvatore Corallo in servizio presso il Commissariato di Comiso con n.33 corposi allegati, su delega del S. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di R. Calabria Dott. Mauro Leo Tenaglia (p.p. n.5304/2008 RGNR);

-il verbale di acquisizione documenti in n. 163 fogli di atti giudiziari prodotti dal Dott. Biagio Spadaro il 04.04.2017 ai M.lli dei Carabinieri della Stazione di Ragusa principale Mancini Ezio e Mancino Filippo, su delega del P.M. presso la Procura della Repubblica di Messina dr. Massara Francesco titolare del p.p. n.4645/2016 RGNR per i delitti pp. e pp. dagli artt. art.595 c.p. (diffamazione, fino ad un anno di reclusione o con la multa fino a euro 2.065/00) , - 612 bis. c.p. (stalking, da sei mesi a quattro anni di reclusione), - art.368 c.p. (calunnia, da due a sei anni di reclusione), - art. 319 quater c.p. (induzione di taluno da parte di pubblico ufficiale abusando dei suoi poteri a dare o a promettere indebitamente a lui o ad un terzo danaro o altra utilità, da 6 a dieci anni e sei mesi di reclusione), a seguito della trasmissione degli atti del p.p. n.3666/16 RGNR da parte del s. procuratore di R. Calabria Gaglioti Angelo per "competenza funzionale" ex art.11 c.p.p. . Procedimento che era stato costretto ad attivare in quanto lo Spadaro nel corpo dell'interrogatorio di garanzia reso ai CARABINIERI di Ragusa su delega del procuratore di Ragusa Petralia Carmelo Antonio, che gli avrebbe fatto trasmettere gli atti dal suo sostituto Scollo Gaetano (compaesano del Direttore Spadaro) per "competenza territoriale" aveva denunziato il Fera per i su detti reati producendo inchiodanti prove documentali (leggasi cliccando di seguito su:

72) FERA AGOSTINO NELLA FOGA DI DENUNCIARE SPADARO SI AUTODENUNCIA (11.09.2016) con aggiornamento del 17.06.2019

76) GIUSTIZIA E' FATTA: ENNESIMO FLOP DI FERA AGOSTINO-Il Giudice Adriana Trapani assolve il Direttore Spadaro. (17.12.2016) con aggiornamento del 17.06.2019

79) LA CORTE D'APPELLO DI R. CALABRIA RIGETTA GLI APPELLI DEL p.m. GAGLIOTI ANGELO E DI FERA AGOSTINO (29.05.2018).

p.s. l'acquisizione della documentazione su riprodotta è stata autorizzata dalle competenti A.G.

***************** 

"NON SMETTETE MAI DI PROTESTARE; NON SMETTETE MAI DI DISSENTIRE, DI PORVI DOMANDE, DI METTERE IN DISCUSSIONE L'AUTORITA', I LUOGHI COMUNI, I DOGMI. NON ESISTE LA VERITA' ASSOLUTA. NON SMETTETE DI PENSARE. SIATE VOCI FUORI DAL CORO. SIATE IL PESO CHE INCLINA IL PIANO. UN UOMO CHE NON DISSENTE E' UN SEME CHE NON CRESCERA' MAI" (BERTRAND RUSSEL)

***

"Dove comanda la mafia, i posti nelle Istituzioni vengono tendenzialmente affidati a dei cretini" mafia

www.korazym.org/42623/dove-comanda-la-mafia-i-posti-nelle-istituzioni...

05/05/2020 · " Frank Coppola e Giovanni Falcone dicono a chi voglia ascoltarli una cosa di una straordinaria semplicità didascalica: che dove comanda la mafia i posti nelle istituzioni vengono tendenzialmente affidati a dei cretini. E che dunque una società che abbia, anche nei suoi ceti colti e professionali, delle buone riserve di cretini è assolutamente funzionale ai disegni e alle ambizioni delle organizzazioni mafiose" (da "La convergenza. Mafia e politica nella seconda Repubblica" di NANDO DALLA CHIESA)

***

"NON SIATE TUBI DIGERENTI, CERVELLI ALL'AMMASSO OMOLOGATI AL SERVIZIO DELL'ALTA FINANZA GLOBALIZZATA. RICORDATEVI CHE IL SOMMO POETA DISSE <<FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI MA PER SEGUIR VIRTUTE E CONOSCENZA>>. " (BIAGIO SPADARO SARDO)

NESSUNO PUO' SOTTRARSI ALLE PROPRIE RESPONSABILITA'

Pubblicazione on line dal 2019, con aggiornamenti del 30.08.2020 e per quanto riguarda i verbali dell'avv. Piero Amara del 05.05.2021 Biagio Spadaro Sardo

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com