Pubbllicazione n.92 Ragusa 11.07.2020

<<AVEVO OSATO INDAGARE SU MOLTI MAGISTRATI">>. LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO DI NAPOLI ED EX P.M. RIVELA IL CONTESTO CHE LO INDUSSE, FRA L'ALTRO, A RICHIEDERE L'ARCHIVIAZIONE DEL P. PENALE A CARICO DEI MAGISTRATI REGGINI CHE SI ERANO OCCUPATI DEI RAPPORTI TRA IL PROCURATORE FERA AGOSTINO ED I CAPI CLAN DOMINANTE CARBONARO ED AFFILIATI.

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LUIGI DE MAGISTRIS

feraspadaro

BIAGIO SPADARO -------------------- FERA AGOSTINO

De Magistris, con riferimento ai Pubblici Ministreri che lo indagarono scoprendo l'infondatezza delle accuse mossegli e così trasformandolo in parte offesa, dichiara "Li hanno colpiti con una rapidità fulminea perchè fino a quel momento io venivo considerato un pazzo, un mitomane, uno che faceva reati. Nel momento in cui invece loro scoprirono (stiamo parlando di 7 magistrati, la dottoressa Nuzzi era la principale P.M. titolare), che io non solo non avevo fatto nulla, ma ero una persona per bene che non facevo altro che provare a fare il magistrato in una terra molto complicata e come individuarono il sistema che avevo individuato anch'io, sono stati immediatamente cacciati"

Il Direttore del Carcere di Ragusa e Cons. Prov.le Dott. Biagio Spadaro, il 20.11.2004 dopo avere subito il furto di una memoria e di un floppy disck contenente bozza di denunzia alle Procure di Catanzaro e di Messina, come di seguito segnalato ai Carabinieri (un Ufficiale ed altri militari del R.I.S. di Messina sarebbero venuti a fare dei rilievi di cui a tutt'oggi sconosce l'esito)

denuncia

denunzia2

e dopo essersi consultato col Procuratore della Repubblica di Messina Luigi Croce in ordine alle competenze territoriali, il 24.11.2004 si recava a Catanzaro e consegnava nelle mani del Procuratore della Repubblica Mariano Lombardi la denuncia di cui al floppy disck e di cui aveva la copia unitamente all'avvocato di fiducia, circostanziata e documentata a carico di un magistrato di Ragusa, del suo avvocato e caro amico, di due u.p.g. di P.S. e di 4 magistrati operanti presso il palazzo di giustizia di Reggio Calabria. In un successivo accesso il Procuratore Lombardi, gentilissimo come sempre, lo accompagnava presso l'ufficio del P.M. Luigi De Magistris a cui aveva assegnato il procedimento (n.4114 RGNR mod.21), presentandoglielo.

Sotto riprodotto Mod. ex art.335 c.p.p.

mod.ex art.335 c.p.p.Il 27.11.

2004 il Dott. Spadaro consegnava copia della medesima denuzia cointestata al Procuratore Luigi Croce che ne delegava i suoi sostituti proc. aggiunto Siciliano Giuseppe (che sarebbe stato arrestato per altri motivi e già condannato in 1° grado a quattro anni di reclusione) e p.m. Crescenti Emanuele che attivavano il p. penale n.9267 /04 RGNR mod.21. Materia già trattata in questo sito visibile cliccando di seguito su 56) ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" " (13.7.2013) e su:

67) La Cassazione abbatte la colonna portante della montagna di accuse ordite dall'ex procuratore Fera in danno del Direttore pro tempore del Carcere di RG. Cons. Prov. Dott. Biagio Spadaro (20.09.2015).

Il 24 nov.2005 lo Spadaro con i propri avvocati si recava a Catanzaro e conferiva col P.M. Luigi De Magistris rientrando a casa a tarda notte. L'indomani tra la posta elettronica del proprio computer c'era una lettera minatoria delle 21,35 del 23.11.2005 che allegava alla sotto riprodotta nota del 25 nov.2005

lettera minatoria

A ciò aggiungasi che Fera Agostino è stato indagato quale probabile mandante del furto di un motorino fiammante in uso alla figlia dell' ex moglie dello Spadaro che ne era proprietaria, ad opera di un appatenente al clan Dominante-Carbonaro come sarebbe stato accertato per le vie giudiziarie dal tribunale di Ragusa, oltre allo scambio del numero della targa con quello del telaio, unico mezzo identificativo del motomezzo, che pertanto non risultava rubato agli accertatori della Polizia Stradale (leggasi duplice ordinanza del 12.12.2000 a firma del gip presso il Tribunale Reggino, Costabile Adriana p. penale n.608/98 RGNR nel cui fascicolo c'è anche una segnalazione di pallottola rinvenuta dalla moglie del Prof. Giuseppe Giannone accanto allo sportello dell'auto con cui insieme allo Spadaro si erano recati alla Procura di Messina, dopo avere conferito col neo Procuratore Luigi Croce).

Quello che preme qui lumeggiare è come a distanza di 16 anni il Direttore Spadaro viene a sapere grazie a TAGADA' e NON E' L'ARENA, dalla viva voce di De Magistris come fu perseguitato e bloccato per la conduzione di tutte le indagini a carico di suoi colleghi; il che lo rivaluta agli occhi dello Spadaro, che allora stava per denunziarlo per mancato esercizio dell'azione penale perchè aveva sforato abbondantemente i termini di Legge per l'espetamento delle indagini preliminari del procedimento come sopra assegnatogli, richiedendone l'archiviazione l'08.07.2008.

Ecco quanto affermato dal Sindaco di Napoli nelle sue agghiaccianti pubblicate dichiarazioni. Di seguito trascritti alcuni passaggi estrapolati dall'intervista sotto riprodotta del conduttore di "non è l'arena" Massimo Giletti a Luigi de Magistris

Intervista rilasciata da De Magistris il 13.03.2019 a Massimo Giletti conduttore di "Non è l'Arena"

luigi

"Quelle inchieste che andarono al cuore del sistema "Why not" e "Poseidone" rapporti tra criminalità organizzata, affari, politica e istituzioni,(Giletti "lei ha toccato anche Prodi ed il Sindaco di Benevento) mi furono sottratte non dalla ndrangheta con coppola e con la lupara, ma da magistrati. Se qualcuno pensa che il problema del paese è solo i rapporti tra mafia e politica sbaglia, perchè arrivavano al cuore del sistema e la magistratura in qualche modo fu l'esecutrice di un mandato che veniva dal cuore dello Stato. (Giletti: << ha letto? Molti magistrati sono indagati in Calabria>>) Il Csm sa che fece, trasfrerì togliendogli la toga di p.m. chi indagava nei confronti di corrotti e corruttori e lasciò corrotti e corruttori in Calabria. Dichiarazioni di cui mi assumo totalmente la responsabilità"

il 07 giugno 2020 Giletti riesce ad intervistare il Magistrato Gabriella Nuzzi, colei che da titolare del procedimento, collaborata da altri 6 P.M. indagò su Luigi De Magistris e ne scoprì l'infondatezza delle accuse mossegli.

LA7 - NON E` L'ARENA - "Il caso De Magistris"
8 giu 2020 - Caricato da Comune di Napoli
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Giustizia, il magistrato che indagò su Luigi de MagistrisP.M. Nuzzi

Ecco la trascrizione delle dichiarazioni della P.M. Gabriella Nuzzi: "nel 2007 indagammo Luigi De Magistris per abuso d'ufficio, calunnia, diffamazione, rivelazione di segreti d'ufficio, .....quando cominciammo a renderci conto arrivammo alle conclusioni che queste accuse erano assolutamente infondate e ci fu da parte nostra questa richiesta di archiviazione e per riscontrare alcuni aspetti secondo me inquietanti del procedimento a suo carico, dovevamo necessariamente acquisire una serie specifica di atti e quindi decidemmo di intervenire con un decreto di sequestro probatorio. Da lì successe il finimomdo, perchè venimmo a sapere che la procura generale di Catanzaro aveva eseguito il controsequestro degli atti che avevamo richiesto e quello stesso giorno arrivano sulle nostre scrivanie, notificate dagli ufficiali di Polizia Giudiziaria delle informazioni di garanzie. Io ed il mio collega siamo stati trasferiti immediatamente ed inoltre negli anni ho subito una sorta di stalking giudiziario.....Palamara è una testimonianza vivente di quello che c'è nella magistratura"

Luigi De Magistris: "Li hanno colpiti con una rapidità fulminea perchè fino a quel momento io venivo considerato un pazzo, un mitomane, uno che faceva reati. Nel momento in cui invece, che loro scoprirono (stiamo parlando di 7 magistrati, la dottoressa Nuzzi era la principale P.M. titolare), che io non solo non avevo fatto nulla, ma ero una persona per bene che non facevo altro che provare a fare il magistrato in una terra molto complicata e come individuarono il sistema che avevo individuato anch'io, sono stati immediatamente cacciati".

di seguito visibile l'intervista rilasciata da De Magistris il 16/06/2019 a Corrado Formigli conduttore di "Piazzapulita":

De Magistris: 'Quando ero magistrato il CSM mi bloccò per lasciare sul posto i magistrati corrotti

 

https://www.youtube.com/watch?v=yisU26mIk8w
de magistris

 

Intervista rilasciata da De Magistris il 26/05/2020 a Tiziana Panella conduttrice di "TAGADA'":

Scandalo toghe, De Magistris: "È un sistema, i magistrati perbene sono un'eccezione"

De Magistris "fui perseguitato dai miei colleghi del CSM, Ispettorato del Ministero della Giustizia e Procura Generale della Cassazione, che piuttosto che tutelarmi come avrebbero dovuto, si compattarono al fine di mandar via me e lasciare i corrotti là"... "ho subito 60 - 70 procedimenti penali ....compresa l'estensione della sentenza disciplinare con cui mi mandarono via da Catanzaro perchè avevo osato indagare su molti magistrati e tanti politici che andavano ai cenacoli insieme ai magistrati ....I magistrati autonomi, coraggiosi e per bene cominciano a diventare un'eccezione...a me ha fatto più impressione questo sistema criminale che la ndrangeta con la coppola e la lupara, che sarebbe stata sconfitta da tempo senza la borghesia mafiosa. Questo è il vero cancro della democrazia nel nostro paese".

Travaglio: "Inchieste di de Magistris bloccate da pezzi dello stato

https://www.napolitoday.it/attualita/travaglio-de-magistris-inchiesta-why-not-video.html

Travaglio: "Inchieste di De Magistris bloccate da pezzi dello Stato"
"La verità su quei fatti non la sapremo mai - afferma de Magistris - E' molto grave perché quelle indagini arrivavano al cuore dello Stato e cercavano di dimostrare l'esistenza di un rapporto tra pezzi delle istituzioni, criminalità organizzata, logge massoniche. Hanno usato il tritolo per fermarmi". “

Di seguito riprodotta la nota del 13.08.2008 con cui il Direttore Spadaro disilluso, dichiara che non si opporrà alla richiesta di archiviazione del P.M. De Magistris "perchè non crede nella giustizia, specie in quella che dovrebbe perseguire pubblici ministeri ad opera di altri pubblici ministeri" e che pertanto si congeda da lui e dai magistrati reggini da lui indagati, significando che ove quelle indagini fossero state svolte come meritavano di esserlo (alla denunzia erano allegate le prove documentali dei reati), i 129 procedimenti di cui è stato vittima si sarebbero dimezzati, come anche i 28 anni sin qui impiegati nella ricerca di una verità scomoda e sgradita al Fera (e non solo) che non avrebbe meritato nemmeno un'ora del suo tempo sottratto alla cura dei propri cari ed alla realizzazione di opere ben più importanti.

De Magistris

Caro Sindaco De Magistris, alla luce di quanto su detto e premesso che la legge del contrappasso trascendendo quella fallace degli uomini, arriva sempre puntuale ed inesorabile, per cui è cosa buona e giusta fare sempre il proprio dovere ed avere la coscienza a posto, la sua e quella di chi scrive sono due storie parallele, con la differenza che lei ha dichiarato di avere avuto 60-70 procedimenti penali, mentre lo scrivente ne ha dovuto subire, tra denuncie dell'avversario e proprie contro denuncie pur di conservare integro l'onore e l'incensuratezza, 126 penali, che hanno prodotto 7 sentenze pienamente assolutorie e tre amministrativi, il cui elenco e le cui motivazioni sono riprodotte e visibili cliccando di seguito su 40) Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali (7.09.2009) oltre ad uno civile, scandaloso 82)……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007) VERSIONE AGGIORNATA AL 07.11.2019) a fronte dell'avversario che, grazie ai suoi colleghi "eiusdem furfuris" se l'è cavata con un solo processo conclusosi con una sola udienza di 20 minuti: leggasi cliccando di seguito su 54) PECULATO D'USO CONTINUATO: LA SENTENZA SHOCK CON CUI IL GIUDICE MASTROENI ASSOLVE FERA AGOSTINO (30.10.2012) .

Strategia frustrata dalla strenua ed estenuante difesa dello Spadaro, tesa a fargli avere qualche condanna da portare all'incasso nel "temerario" procedimento civile su detto strumentalmente deciso per ultimo, quando ai sensi di legge e cronologicamente andava deciso per primo, con l'impiego di ben 8 giudici, ultima, la giovane ACACIA IVANA che ha rigettato la "domanda riconvenzionale" dello Spadaro, senza collegare i fatti di R. Calabria con le pubblicazioni censurate che ne erano una scaturiggine. Giudice subentrata al suo collega ed amico Catanese Francesco, figlio del procuratore della Repubblica di Reggio Calabria sotto il cui imperio erano state svolte le indagini del p. penale 608/98 RGNR (culminate con la sentenza prescrittiva del giudice Cotroneo Tommasina come sopra cassata), i cui atti furono scandalosamente trasmessi il 09.01.2008 dal suo sostituto Musarò Giovanni "per competenza territoriale" (?..!!..) al procuratore della Repubblica di Ragusa Fera Agostino inizialmente principale indagato nel p. penale su detto (608/98 RGNR), che il 29.01.2008 li trasmise, nel tentativo di fare incriminare per calunnia il Direttore Spadaro, al Procuratore Distrettuale di Catania Vincenzo D'agata che ne delegò il sost. P.M. Fabio Scavone che ne richiese l'archiviazione a firme congiunte il 14.04.2009, decretata dal G.I.P. Dott. Antonio Caruso il 24 lug.2009.

Procedimento civile da egli Fera e dal suo avvocato, caro amico, consocio Lions, presidente dei probi viri della Bapr per grazia ricevuta e già ripetutamente suo co indagato, "temerariamente" promosso, in cui, fra l'altro in atti, ha citato testi rei confessi di falsa testimonianza (leggasi cliccando di seguito su 55) L'EX DIRETTORE REGIONALE DEL LAVORO ADAMO VINCENZO CHIAMATO A TESTIMONIARE DA FERA AGOSTINO RENDE "FALSA TESTIMONIANZA"(17.12.2012).

Sindaco De Magistris, nell'esprimerle solidarietà che gradirei da lei contraccambiata con un manoscritto a sua firma ad esclusivo uso personale da indirizzare (Biagio Spadaro c/o Preside a.r. M. Concetta Prestipino Giarritta via Perlasca 6 - 97100 Ragusa con cui convivo da 10 anni), ci si chiede e le si chiede, a che cosa è servito il suo, il mio e di quant'altri vittime di storie analoghe, credere nella giustizia, con l'assurda pretesa che Giustizia sia fatta? Sic stantibus rebus la giustizia è un'istituzione che oggi fa paura alla prevalenza dei cittadini per bene perchè spesso, troppo spesso amministrata da magistrati schifosi, bavosi ed indegni di indossare la toga ed in proposito sono esaustive le affermazioni della P.M. Gabriella Nuzzi "... Palamara è una testimonianza vivente di quello che c'è nella magistratura"

Per concludere e con specifico riferimento alla richiesta di archiviazione a sua firma dell'08.07.2008, a Ragusa e provincia, tutto è tornato ad essere come prima, anzi peggio di prima come avevo ampiamente anticipato per iscritto al Prefetto, al Questore ed ai Comandi prov.li Interforze pro tempore di questa provincia, dandone gli opportuni suggerimenti. Leggasi cliccando di seguito su:

Vittoria, il pentito Claudio Carbonaro torna in Sicilia e riorganizza il clan(https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/10/24/news/vittoria);

a quest'operazione ne sono seguite tante altre ad opera della D.D.A. di Catania, culminate con l'assassinio dei nostri giorni di Orazio Sciortino il cui cadavere è stato rinvenuto nelle campagne del ragusano (Vittoria) il 30 giugno 2020. Leggasi cliccando di seguito su:

Vittoria, assassinato Orazio Sciortino, ex del clan Dominante Carbonaro e pentito di mafia -

Mafia: sconti di pena, in libertà il boss del clan ...clan

Oggi a distanza di 28 anni il clan ed il contesto è lo stesso, se non peggiore di quello già descritto in questo blog nell'agosto del 2007: leggasi cliccando di seguito su 24) Il Prefetto Antonio Prestipino Giarritta e "L'upupa dalla cresta Rossa"(29.8.2007). Siamo sulla via giusta perchè la provincia di Ragusa continui a mantenere il titolo di capitale mafiosa d'Italia e prima provincia d'Italia per evasione fiscale: leggasi cliccando di seguito su: 62) RAGUSA: LAVANDERIA DEI SOLDI SPORCHI (20.10.2014) aggiornamento del 23.03.2020.

Ma, cui prodest?

E' semplice rendersene conto, basta andare a ritroso ed analizzare al microscopio delle prove l'epilogo della richiesta del 21 maggio 1992 per l'applicazione di misure cautelari nei confronti di mafiosi operanti in provincia di Ragusa a firma dei P.M. della neo D.D.A. di Catania Dott. F.P. Giordano - Dott. A. Bertone - Dott. M. Amato di cui sono sotto riprodotti stralci della prima e dell'ultima pagina:

richiesta

Richiesta accolta dal G.I.P. Dott. Antonino Ferrara con ordinanza di custodia cautelare in carcere in 260 pagine del 3 giugno 1992 come da sottoriprodotto stralcio della prima ed ultima pagina:

ordinanza gipFerrara

Ordinanza alla quale sarebbe seguito il decreto sentenza in 734 pagine del 09.11.1995 a sua firma, contenente oltre all'elenco di 57 mafiosi con relative imputazioni e condanne anche quello dei morti ammazzati (100 circa) e degli estorti della provincia di Ragusa (400 circa).

Chi, prima dell'avvento della D.D.A. (1992) ha consentito la nascita, la crescita ed il radicamento nel territorio di un fenomeno mafioso così abnorme e smisurato per una provincia come questa tra le più piccole d'Italia, dove però, insiste la direzione generale di un'importante banca, la Bapr con sedi in Italia ed all'estero, descritta dal Dott. Carlo Ruta, saggista e già mafiologo dei colletti bianchi degli iblei nel suo libro "La Banca degli amici - Rapporto sulla BAPR - edizione le pietre dell'08 maggio 2006", che ha subito oltre 40 procedimenti penali, uscendone con la schiena dritta ed testa alta insieme alla sua fedele moglie, Donna Giovanna?

Uno sporco gioco in cui le estorsioni producono indebitamento costringendo gli estorti a rivolgersi alle banche e quando queste stanno per chiudere i flussi, con perfetta scansione temporale subentrano gli usurai e gli approfittatori di ogni risma: le iene e gli sciacalli con in testa i colletti bianchi, sempre gli stessi od i loro eredi ancor più avidi, perennemente in agguato dietro le quinte, pronti all'arrembaggio di immobili logisticamente strategici e delle neo imprese d'eccellenza alteranti equilibri economici codificati a tutto scapito della qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Una buona pista sarebbe quella di andare fino in fondo nelle indagini condotte dal C.te Prov. le pro tempore della G.d.F. di Ragusa Col. Francesco Fallica nell'auspicio che il Procuratore Capo Antimafia di Catania Carmelo Zuccaro, ponderatamente valutando possibili suggerimenti anticipati dall'attuale procuratore di Ragusa D'anna Fabio incompetente ope legis a trattare fatti di mafia, come da egli stesso dichiarato all'atto del suo insediamento "anche se recentemente questo è un filone che riguarda più la distrettuale ma riusciremo comunque a dare il nostro contributo”, oltre ad essere amico ed estimatore in una col suo predecessore Petralia Carmelo Antonio di Fera Agostino (leggasi cliccando di seguito su: 78/bis) D'Anna Fabio, succeduto a Petralia Carmelo Antonio, preceduto da Fera Agostino è il nuovo procuratore della Repubblica di Ragusa (22.12.2017), possa riesumarla prima che si scatenino i prevedibili effetti del post corona virus, iniziando da subito a disporre personalmente una serie di monitoraggi ed indagini patrimoniali e facendo allontanare il più possibile, almeno di 600 km dal territorio ragusano i "colletti bianchi" di cui è già stata segnalata la pericolosità sociale anche alla Prefettura, alla Questura ed ai Comandi prov. li Interforze.

Per quanto sopra, la mafia meno apparente, ma più insidiosa della provincia di Ragusa che è stata propagandata ad arte per oltre un quarantennio "l'isola felice ...l'isola nell'isola" è quella dei "colletti bianchi" che sin qui ha tratto abbondanti frutti da cosa nostra, la stessa di ieri, che è ritornata ad uccidere ed estorcere.

Biagio Spadaro Sardo

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com