MESSINA 31.12.2014

La testimonianza a Milano dell'ex Ministro della Giustizia Diliberto smentisce l'ex s. procuratore Fera

spadaroferasoli

l'incensurato Spadaro***********il querelante FERA*************il teste DiLIBERTO

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il querelato Mieli

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il querelato DISTEFANO

Lo scrivente non può non intervenire, suo malgrado, in quanto "Quella vittoria dell'orgoglio", come titola l'articolo a seguire de "La Sicilia"del 1° dicembre 2014, è stata ottenuta, anche grazie ad affermazioni nei propri confronti e non solo, non rispondenti al vero. Infatti Fera Maria Francesca (figlia del s.procuratore Fera Agostino), che per lo scrivente non è nessuno, ha rivolto al teste On. Prof. Oliviero Diliberto, che con interrogazione parlamentare del 04.10.2005 ha chiesto la rimozione del padre dal Tribunale di Ragusa (leggasi cliccando di seguito su "Oliviero Diliberto , Cosimo Sgobio e Gabriella Pistone: rimuovere il procuratore Fera 14.10.2005" e su " MAGISTROPOLI A RAGUSA"), domande non suggestive come per Legge, ma affermative di fatti destituiti di ogni fondamento.

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Come si potrà constatare dalla lettura del frontespizio e della 32° pagina della testimonianza dell'On. Diliberto resa presso il Tribunale di Milano il 3.05.2012 di seguito riprodotte, non risponde al vero quanto affermato dall'interrogante, laddove con specifico riferimento al Dott. Carlo Ruta, al Dott. Biagio Spadaro ed al Cancelliere Dirigente presso la Procura di Ragusa (gestita dal Fera) Ignazio Andolina afferma: "Sa che sono stati condannati per diffamazione, calunnia e quant'altro a seguito di tutta questa vicenda?" , in quanto lo Spadaro è sempre stato ed è incensurato, come da sottostante certificato generale del casellario giudiziale , mentre il Ruta e l'Andolina non sono mai stati condannati per "calunnia", precisando che per la condanna del 27 settembre 2006 per art.595 c.p. del Ruta e del coimputato Ing. Sebastiano Agosta deceduto il 03.08.2013 (leggasi cliccando di seguito 88) NELLO AGOSTA CI HA LASCIATO (4.8.2013), emessa dal g.o.t. Venuti Salvatore in ME.,divenuta definitiva, sarà chiesta la revisione della sentenza, ingiusta, per quanto sarebbe emerso a posteriori (leggasi cliccando di seguito su: Giustizia e sfatta - " Vigilantibus non dormientibus iura succurrunt condanna), mentre per l'accertanda diffamazione dell'Andolina il reato si è estinto "mortis causa", intervenuta in fase di appello di 2°grado.

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La testimonianza del Prof. Diliberto consente inoltre di fare finalmente chiarezza:

- in ordine alle pubblicate dichiarazioni del Fera conseguenti all'interrogazione parlamentare ed alla sua decadenza provocata dalla prima firmataria on. Gabriella Pistone, figlia di consocio lions del Fera, da egli propagandata come ritiro della stessa in quanto fatta su informazioni di "gaglioffi", basterà cliccare di seguito su: "SPADARO E' COLUI CHE SI SOTTRAE ALLA GIUSTIZIA E NON SI LASCIA GIUDICARE": parole di Fera. Visibili 2 inerviste a Fera-Spadaro teletrasmesse da TG. RAI 3" (precisando che secondo Legge vigente, solo i latitanti si sottraggono alla Giustizia e non gli incensurati come chi scrive), visionarne le interviste e confrontarne i contenuti con le sottoriprodotte dichiarazioni del teste Diliberto per constatarne la sconfessione, su: " PECULATO D'USO CONTINUATO: LA SENTENZA SHOCK CON CUI IL GIUDICE MASTROENI ASSOLVE FERA AGOSTINO V° cpv. "; su " 24) Per Luciano Mirone il caso Tumino Spampinato non è chiuso(5.8.2007) in cui è riprodotto un articolo del mensile "dialogo" del dicembre 2005 relativo all'operato del s. procuratore Fera Agostino; e su " Il caso Spampinato, i silenzi diffusi e le nuove "interpretazioni ..di Ignazio Andolina.";

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- in ordine alla solidarietà da egli invocata ai consoci Lions ignari dei fatti, il 22 ott. 2006 al villaggio "Baia Samuele", conseguentemente all'interrogazione parlamentare del Prof. Diliberto; alla scandalosa decadenza dello scrivente da socio Lions voluta dal Fera e da chi, da egli citato come teste ha reso falsa testimonianza, analoga all'ablazione delle armi (legittimamente detenute dallo Spadaro) sempre su strumentale segnalazione del Fera al suo caro amico p.g. di CT. Tinebra Giovanni, collocato finalmente a riposo il 9 novembre scorso, la cui figura è lumeggiata cliccando di seguito su Tinebra, malato per i pm loquace con La Sicilia ** Toghe. Bocche cucite che parlano sul caso Russo. Tinebra ...** Giuseppe Pipitone, Autore de L'Ora Quotidiano Tinebra Pagina 14 ... ** Tinebra si difende: 'Ponzellini? Che male c'era?' - Corriere.it ** Giovanni Tinebra News - Il Fatto Quotidiano ** Tinebra malato per deporre, sano per fare il Procuratore ** Aiuto Per Nomina Csm Processa pg Tinebra ** Lettera a Tinebra dei detenuti di Rebibbia - Ristretti.it ** Il raccolto rosso, 1982-2010: cronaca di una guerra. Tinebra a pagg.229_230 ...** Sapete chi ha ucciso Paolo Borsellino? Il grande annuncio teatrale del procuratore capo di Caltanissetta Giovanni Tinebra- Pagina 3 di 3 - Il Post ** Processo Ilardo, l’infiltrato di Cosa nostra «Tinebra voleva essere l’unico a gestirlo» ** Protocollo Farfalla, il Copasir interroga Tinebra. Sul ruolo ... ** Città Insieme preoccupata per la salute di Tinebra e ... ** Torrisi Propone Tinebra All'Urega. Chiaro Scuri Del ... - L'Urlo, per rendersi conto di come andarono realmente i fatti, basterà cliccare di seguito su:

- "L'ex governatore del distretto Lions 108 Y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini indagato per "falso" dalla Procura di Messina";

"……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!...";

- " L'EX DIRETTORE REGIONALE DEL LAVORO ADAMO VINCENZO CHIAMATO A TESTIMONIARE DA FERA AGOSTINO RENDE "FALSA TESTIMONIANZA";

- LE PISTOLE DEL DIRETTORE (il Prefetto Vardè rende GIUSTIZIA all'avv. Spadaro);

RAGUSA: LAVANDERIA DEI SOLDI SPORCHI;

Aspettiamo di vedere l'esito del ricorso del Direttore del "Corriere della Sera" Dott. Paolo Mieli e del suo inviato speciale Paolo Distefano alla Suprema Corte di Cassazione, che giova ricordare ha già assolto il Dott. Carlo Ruta "perchè il fatto non sussiste", dopo due gradi di giudizio favorevoli al denunciante s. procuratore Fera allorchè era in servizio: leggasi cliccando di seguito su:

* "CASSATA LA DENUNZIA PER STAMPA CLANDESTINA DELL'EX PROCURATORE FERA AGOSTINO (17.10.2012)";

* "Caso Ruta e libertà sul web: presentate interrogazioni parlamentari al Ministro Alfano(26.06.2008)";

* La sentenza shock del Giudice Patricia Di Marco(13.10.2008)";

mentre - il Tribunale di Ragusa presieduto dal Presidente Michele Duchi, ha assolto il Direttore Spadaro perchè "il fatto non costituisce reato", dall'inutile e dispendioso processo su rinvio a giudizio richiesto dalla Procura diretta dal Fera, che ha avuto la tracotanza di appellarne la sentenza, venendone ancora una volta sconfitta e sconfessata dal Pres. della Corte d'Appello di CT. Dott. Alfio Cocuzza, che nella sua sentenza definitivamente assolutoria recita fra l'altro: “ vengono così meno, perché documentalmente smentite, le argomentazioni a sostegno   dell’appello della pubblica accusa” (leggasi il paragrafo n.4 cliccando di seguito su:

* Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali-7.09.2009). ;

- quello di Reggio Calabria presieduto dal Giudice Domenico Santoro, dopo accurate, lunghe e laboriose indagini condotte dal P.M. Dott. Mauro Leo Tenaglia, ha ordinato l'archiviazione di un procedimento promosso dal Fera con tre separate denunce, che hanno attivato ben 3 procedimenti penali poi uniti (n.5304/2008 RGNR), a carico del Dott. Carlo Ruta, del Direttore Biagio Spadaro e del Giornalista Dott. Giuseppe Bascietto (leggasi cliccando di seguito su:

* "ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" - 13.7.2013);

- quello di Messina presieduto dal Giudice Valeria Curatolo, ha assolto lo Spadaro "per non aver commesso il fatto", ad imperitura attestazione dell'infondatezza della denuncia dello sconfitto sostituto Fera, con coneguente mortificazione del ruolo rivestito, con annessi, connessi, presupposti e conseguenziali di Legge (leggasi cliccando di seguito su:

"IL GIUDICE VALERIA CURATOLO ASSOLVE IL DOTT. SPADARO "PER NON AVERE COMMESSO IL FATTO"- 27.10.2014)".

Non solo, ma alla luce dell'intervenenda depenalizzazione del reato di "diffamazione", che non prevede provvisionali, ma la facoltà di rivalersi per le vie civili (d.l. attuativo della legge delega 67/2014), nella malaugurata ipotesi che la Cassazione dovesse confermare le multe di €.600/00 ed €.800/00 comminate al Dott. Mieli ed al Dott. Distefano, non potrebbe di certo fare altrettanto per la provvisionale di €.20.000/00 assegnata dal giudice di prime cure al Fera (si presume mai incassata a seguito di rituale istanza di inibitoria dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado), che pertanto, al fine del soddisfo, si vedrebbe costretto ad attivare un "procedimento civile" a carico dei querelati. Procedimento il cui esito, incerto, dopo i tre gradi di giudizio, per come funziona oggi la Giustizia italiana, potrebbe intervenire mediamente nell'arco dei prossimi 25 - 35 anni.

Motivo per cui sarebbe opportuno "non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso", "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco" e "nun ludari la jurnata si nun scura la sirata", anche al fine di non dover subire disillusioni dannose alla salute, oltre che alle tasche, volgarmente dette "le parti più sensibili del corpo umano".

In quanto alle afferenti dichiarazioni del Fera, in atti al procedimento reggino n.5304/2008 RGNR, in cui ha versato la decodificazione della testimonianza dell'On. Diliberto: "Da svariati anni viene messo in discussione da Biagio Spadaro il mio ruolo di procuratore della Repubblica", si ribadisce di non avere modificato nessuna delle proprie opinioni nei suoi confronti, analogamente a quanto dichiarato dal teste suddetto (leggasi la su riprodotta pag.15), in ordine agli omicidi Tumino-Spampinato, uno dei punti centrali dell'interrogazione parlamentare.

Omicidi, l'uno dell'Ing. Angelo Tumino, le cui indagini preliminari condotte dal Fera approdarono a niente e l'altro, del Giornalista Giovanni Spampinato assassinato con sei colpi sparati a bruciapelo con due pistole, da Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del Tribunale di Ragusa, quando lo Spampinato stava per rivelare l'autore del primo omicidio, a tutt'oggi impunito - leggasi cliccando di seguito su: " Mentre il Sen. Magistrato Giuseppe Di Lello lo definisce"insabbiatutto sia a destra, che a centro, che a sinistra, in particolare non riesce neppure a riaprire indagini basate su precisi elementi che riguardano l'omicidio Tumino" il procuratore Fera viene nominato presidente del Lions Club di Ragusa Host 17.7.2007", significando che il Dott. Di Lello (denunziato dal Fera ed assolto), che mi onoro di conoscere (P.M. acclaratamente coraggioso ed integerrimo, già appartenente al Pool Caponnetto-Falcone-Borsellino, che aborre quanti "furfanti" remano contro le Istituzioni) si riferisce ai precisi elementi denunciati il 22.11.2006 da autorevoli e rappresentativi cittadini dell'intera Prov. di RG. ( 1° firmataria D.ssa Eurosia Buttitta ed a seguire, Rag. Biagio Zanchi, Ing. Sebastiano Agosta, Impiegata alla C. di Commercio di RG. Antonella Stival, Possidente Carmela Azzaro, Rag. Fabiola Barresi, Serricultore Giovanni Penna, D.ssa Grazia Giunta, Universitaria Jenny Giardina, Universiraria Chiara Russino, Universitaia Tania Fidone, Imprenditore Edile Giovanni Marino, Prof.ssa Rosa Maria Roccasalvo, M.llo CC. Carlo Prota, Rag. Francesca Fidone, Scultore Alfio Nicolosi, Dott. Nunzio Dibennardo, Sig.ra Francesca Campobello, Prof.ssa Gina Spadaro, Avv. Salvatore Floridia, C.sta Antonino Benedetto, Funzionario U.S.L. Lucia Occhipinti, Possidente Maria Iacono, Possidente Cacerova Willj, Direttore Penitenziario Dott. Biagio Spadaro, Perito Informaico Massimiliano Sparacino, Dott. Giorgio Ruta, Prof.ssa Antonina Porretta, M.llo CC. Marco Prota, Universitaria Melinda Prota, Universitaria Rossana Prota, Funzionario Banca A.P. RG. Federico Comitini, Farmacista Dott. Giuseppe Carnazzo, Dott. Bartolomeo Azzaro, Sindaco di Monterosso Almo Giovanna Roccuzzo, S.te P. Penitenziaria Giovanni Minardi, Michele Calabrese, Muratore Luca Beltempo, Rag. Anna Lisa Nicolosi, Analista Salvatore Battaglia, Canc. Dirigente Ignazio Andolina, Universitario Danilo Cannizzaro, Universitaria Mariagrazia Fiore, Dott. Davide Agnello, Funzionario Isp. Agrario CT. Dott. Gabriele Sardo, M.llo CC. Antonino Casano), prima al p.g. di CT. Tinebra Giovanni (con richiesta di avocazione delle indagini preliminari, non solo rigettata, ma con trasmissione degli atti all'allora proc. Fera, coè a colui che era stato titolare delle indagini dell'irrisolto omicidio Tumino) e conseguentemente al rigetto, alla Procura di Messina, che avrebbe indagato il Fera per i reati di cui agli artt.378 e 323 c.p., prescritti e non anche, come richiesto per il reato imprescrittibile di "concorso in omicidio" (leggansi i paragrafi n.1 e 50 cliccando di seguito su: Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali (7.09.2009).

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il coraggioso e nobile Magistrato Sen. Giuseppe Di Lello Finuoli

Inoltre a pag. 42 di su detta testimonianza dell' On. Diliberto di seguito riprodotta, l'avvocato figlia del Fera chiede al teste: "Lei ha detto che è stato contattato anche da altre persone per la riapertura delle indagini. Per caso Spadaro le si è presentato come avvocato?" Teste Diliberto O. "No, presentato come Avvocato a me?" Avv. del Fera "A lei" Teste Diliberto O. "No." avvocato del Fera "Come Avvocato, Spadaro" Teste Diliberto Oliviero "Non mi ha mai detto di essere Avvocato, sinceramente.", adombrando un "abuso di titolo" da parte dello Spadaro, al chiaro fine di continuare a screditarlo agli occhi del Giudice, per cui, pittosto che insinuare, farebbe bene la figlia del Fera ad accertare l'autencità dei titoli di studi di quanti, pur preposti ad importanti cariche istituzionali, hanno dimostrato di non esserne all'altezza.

francesca

 

E' bene precisare che, anche se chi scrive preferirebbe essere chiamato semplicemente "Sig. Spadaro" o "Spadaro", ciò non toglie che può legittimamente fregiarsi dei titoli di Direttore, Dottore, Professore, Cons. Provinciale, V. Presidente, mentre per quanto riguarda quello di Avvocato, non me ne vorrà la figlia del Fera se in atti giudiziari presso i Tribunali di Palermo, Messina, Catanzazo, Ragusa (post Fera) il mio nome è preceduto dal titolo di avvocato e se i Magistrati di dette Procure con i quali ho avuto ed ho leali rapporti d'ufficio, mi chiamano "Avvocato Spadaro".

Con buona pace della figlia del Fera che ribadisco, per me non è nessuno, e del suo suggeritore, c'è chi mi chiama "Direttore" (le decine di migliaia di persone che ho amministrato da Direttore Provinciale dell'I.N.A.D.E.L. e da Dirigente Penitenziario dal nord al sud Italia, compreso il Supercacere di Pianosa Isola); chi "Professore (le centinaia di mie allieve della Scuola Superiore di Servizio Sociale dell'Università degli Studi di Messina-Sede di Modica); chi "Consigliere" (eletto tale in F.I. nel 1994 da 631 elettori, oltre alle 3.336 persone che mi votarono nel 1996 da candidato al Senato della Repubblica per la lista "Pannella Sgarbi", risultando il primo dei non eletti ; chi V. Presidente (di "Ibleambinte s.r.l.", nominato dall'allora Sindaco di RG. ed eletto tale dal Consiglio d'Amministrazione) e chi Avvocato, allorchè ne esercitavo la professione (delibera all'esercizio della professione presso le Preture del Distretto della Corte di Appello di CT. del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ragusa del 10.02.1977, previo giuramento prestato al Presidente del Tribunale Dr. Francesco Puglisi); chi "Dottore"e chi molto semplicemente per nome.

Per quanto sopra trattasi di "vittoria" autoreferenziale decantata tale dalla figlia del Fera (vedasi art.27 del Dettato Costituzionale), che potrebbe non essere confermata. In realtà vittoria di Pirro o cadmea , che a seguito di quanto sarà richiesto ai sensi di Legge, nell'inoltrando ricorso per Cassazione (per quanto è dato sapere), potrebbe ritorcersi contro il querelante, per l'avvertita esigenza di Giustizia connaturata nel Dott. Mieli, nel suo inviato speciale (autore dello stupendo articolo incriminato) e reclamata delle nauseate popolazioni iblee, su cui non potrà non puntare la difesa, il cui interesse è fare finalmente chiarezza sugli omicidi "Tumino-Spampinato", secondo la chiave di lettura pubblicata il 1° giugno 2008 sul "Corriere della Sera" : "un caso provocato da un altro caso. Un delitto fatto apposta per cancellare un altro delitto...." e su il quotidiano "La Sicilia" nell'articolo del 26.05.2008 dal titolo “L’omicidio Spampinato <<Nessuno ha cercato i mandanti>>. Omicidi maturati in un contesto torbido ed inquietante descritto nella sua crudezza dal "collaboratore di giustizia" capo clan Bruno Carbonaro che manoscrive, fra l'altro, come a Ragusa c'era un pretore corrotto; nelle numerose pubblicazioni dello Storico Dott. Carlo Ruta in atti, relative agli omicidi Tumino-Spampinato e non solo ed a quelli, tanti, troppi, di cui a tutt'oggi si sconoscono gli autori; nella testimonianza in atti del 13.10.2011 presso il Tribunale di Messina del Giornalista Scittore Dott. Giuseppe Bascietto che riferisce quanto appreso da personaggio di spicco della criminalità "Mi ha detto una cosa molto semplice, che in sostanza il procuratore era nel libro paga del gruppo criminale e che lui stesso aveva consegnato una valigetta di trentamiloni di lire liquide al procuratore Fera per escludere dal processo o stralciare dal processo dei provvedimenti che li riguardavano. Questa è una notizia che io ho raccolto sentendo diversi personaggi legati al clan Dominante Carbonaro di quegli anni, una di queste mi aveva confermato questo, ma non ci sono mai state, questo lo dico a scanso di equivoci, prove che dichiarassero in tal senso un versamento di soldi, contanti o meno, nei confronti del Fera, la persona che me l'ha detto era attendibile perchè per anni è stato il collegamento tra la 'ndrangheta e cosa nostra nel territorio ibleo per far entrare le 'ndrine sul territorio ibleo, quindi, diciamo era un personaggio di spicco della criminalità di quegli anni." Personaggio, conclude il Bascietto, poi assassinato le cui indagini condotte dal Fera sarebbero finite nel nulla (leggasi cliccando di seguito su ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" ; nella 1° pagina de "LA SICILIA", edizione di RAGUSA del 16 febbraio 1999 dal titolo " La provincia babba, capitale mafiosa d'Italia" (per numero di morti ammazzati in relazione al numero degli abitanti).

 

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Hendrick Goltzius, Cadmo uccide il drago. Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria: " un'altra vittoria così e sono rovinato"

Nell'apprezzare da padre quale sono, i manifestati sentimenti della figlia del Fera, ossequiosi del quarto comandamento della Sacra Bibbia "Onora il Padre e la Madre", che riferendosi al proprio genitore assume "ho dimostrato la serietà professionale con la quale ha sempre operato", sarebbe opportuno, attesa la professione che svolge, che accertasse prima di lanciarla, ogni informazione, soprattutto se proveniente dal padre, nell'interesse della Giustizia e di entrambi.

Infine è ultroneo affermare come, salvo eccezioni, la consanguineità tra genitori e figli non possa non rendere gli uni orgogliosi degli altri, come nel caso di chi scrive e dei suoi due figli, dei quali uno, fedele e coraggioso servitore della Patria Italia, vanta ben 4 missioni semestrali di Peace Keeping Operations all'estero e l'altra, Avvocato dalla quale si è vistro costretto a farsi revocare ogni mandato relativo al contenzioso col Fera al fine di tutelarla e che di tanto in tanto difende anche presso il Tribunale di Londra, che non oserebbe giammai pensare di rivolgere domande ai testi dando per scontati fatti non veri.

Figlia dello scrivente, la cui richiesta in un'udienza di giorni fa, in un importante procedimento amministrativo in cui mi ha rappresentato, è stata accolta dal Giudice, significando che, nè lo scrivente si sognerebbe di fornirle false informazioni, nè lei di usarle, se non previa accurata verifica della loro veridicità filtrata al microscopio delle prove.

Quanto sopra, ovviamente, semprecchè sia stata la figlia del Fera, che vive a Roma, l'ispiratrice dell'articolo della giornalista Valentina Raffa, apparendo strano come le sia stata fornita una foto di padre e figlia in costume da bagno, pubblicata in pieno inverno.

n.b. Lo stralcio dei documenti su scannerizzati, prodotti autolesionisticamente dal Fera ed in atti al fascicolo penale presso il Tribunale di R. Calabria n.5304/2008 RGNR, sono stati acquisiti dal Prof. Spadaro ai sensi di Legge, con regolare autorizzazione del P.M. Dott. Mauro Leo Tenaglia e del Giudice Dott. Domenico Santoro, Magistrati Coraggiosi che operano in un territorio infido, insidioso e spesso ostile e riottoso ad ogni forma di legalità (leggasi cliccando di seguito su: ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" " (13.7.2013). La testimonianza dello Scrittore Giuseppe Bascietto (da cui lo stralcio su riportato) acquisita al fascicolo del dibattimento del p.p. n. 6647/06 RGNR presso il Tribunale di Messina è stata ottenuta dal Direttore Spadaro con regolare autorizzazione

BIAGIO SPADARO SARDO che nell'occasione augura buon 2015, anche se ci crede poco.

AGGIORNAMENTO del 21.06.2016:

Fera Agostino, per quanto comunicatomi telefonicamente dal Dott. Paolo Distefano ha ritirato la querela a suo carico e del Dott. Paolo Mieli, interdicendo così alla Corte Suprema di Cassazione la possibilità del rinvio degli atti per la riapertura del caso relativo agli omicidi Tumino-Spampinato.

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com