PUBBL.NE N.89 - RAGUSA 20.06.2020

LA CORTE D'APPELLO DI MESSINA INGIUNGE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ALFONSO BONAFEDE DI RISARCIRE IL DIRETTORE SPADARO IN ORDINE AL PROCEDIMETO CIVILE VISIBILE CLICCANDO DI SEGUITO SU ……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007) VERSIONE AGGIORNATA AL 07.11.2019)

feraspadaro

BIAGIO SPADARO ------------------- FERA AGOSTINO

Il procedimento civile su detto si è concluso in 1° grado con l'ennesimo flop dell'ex magistrato Fera Agostino. Infatti a fronte della richiesta da egli avanzata in via d'urgenza di oscuramento del sito www.giustiziaesfatta.com , di sequestro e pignoramento cautelare di tutti i beni mobili ed immobili di proprietà dello Spadaro e di condanna al versamento di €.2.000.000,00 (DUEMILIONI/00) a titolo di risarcimento danni, la giovane giudice di prime cure Acacia Ivana, l'ottava che si è occupata del caso ha ritenuto di "tenue gravità, il cui danno, secondo le tabelle di Milano è liquidabile entro una forbice compresa tra i 1.000,00 e 10.000,00 euro" alcune frasi di talune pubblicazioni relative al caso Fera-Spadaro contenute nel sito internet su detto.

Detta giudice era subentrata al suo collega ed amico Catanese Francesco, figlio del procuratore della Repubblica di Reggio Calabria sotto il cui imperio erano state svolte le indagini del p. penale 608/98 RGNR, culminate con la sentenza prescrittiva del giudice Cotroneo Tommasina, cassata, i cui atti furono scandalosamente trasmessi il 09.01.2008 dal sostituto procuratore Musarò  Giovanni "per competenza territoriale" ?..!!.. al procuratore della Repubblica di Ragusa Fera Agostino, inizialmente principale indagato in su detto p. penale, che il 29.01.2008 li trasmise, nel tentativo di fare incriminare per calunnia il Direttore Spadaro, al Procuratore Distrettuale Antimafia di Catania Vincenzo D'agata che ne delegò il suo sostituto P.M. Fabio Scavone che ne richiese l'archiviazione a firme congiunte il 14.04.2009, decretata dal G.I.P. Dott. Antonio Caruso il 24 lug.2009.

Iter giudiziario il su detto mistificato dal procuratore Fera, laddove nella sua nota sotto riprodotta

anonime

relativa al tentativo miseramente fallito di fare attribuire allo Spadaro ed all'Agosta le lettere anonime al p.g. Tinebra Giovanni ed al Presidente Michele Duchi ( leggasi cliccando di seguito su 31) Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Tinebra Giovanni ed al Presidente Michele Duchi?(3.09.2008) afferma, "Spadaro ha già goduto dell'effetto della prescrizione per analogo reato di calunnia da parte del Tribunale di Reggio Calabria la cui sentenza per conoscenza allego in copia, i relativi atti sono stati tramessi dal Giudice alla D.D.A. di Catania". Dichiarazione non veritiera in quanto fu lui a spedirglieli, dopo averli ricevuti dal p.m. Musarò e presi in carico, come da sottoriprodotta nota manoscritta a sua firma:

fera bugiardo

Inoltre nella nota a seguire dell'08 aprile 2008, il Fera continua a fare affermazioni non veritiere, laddove accusa lo Spadaro che "si sottraeva al giudizio con continui rinvii concessi per asseriti malori che colpivano l'imputato ogni qualvolta che doveva celebrarsi un'udienza" venendone ancora una volta clamorosamente smentito dal Giudice Cotroneo Tommasina titolare del procedimento (608/98 RGNR) con nota del 20 luglio 2007 in risposta ai chiarimenti richiestile dal presidente del Tribunale, compulsato dal presidente della Corte d'Appello a sua volta sollecitato dal procuratore generale a cui il Fera si era rivolto con la sotto riprodotta lettera rigorosamente su carta intestata:

P. Gen. R. Calabria

Nota in cui detto giudice afferma che su richiesta del Fera, aveva addirittura anticipato un'udienza al 17maggio 2002, mentre per accertare l'impedimento a comparire dello Spadaro, il 21 giugno 2007 aveva sospeso l'udienza in attesa degli immediati accertamenti fiscali per cui aveva delegato il Sanitario della Questura di Ragusa, che ne aveva certificato l'assoluto impedimento. Ma allora quale la finalità di detta nota pregnante di falsità? Ovviamente quella di esercitare pressioni sul giudice Cotroneo nel farle sapere che il caso era attenzionato dai Presidenti del Tribunale e della C.d.A. e dal Procuratore Generale.

Il Direttore Spadaro s'interroga sul perchè detta giudice ha rigettato la sua "domanda riconvenzionale" con cui richiedeva al Fera un risarcimento di pari importo (€.2.000.000/00). E' possibile che si sia fissata sul contenuto di dette sue frasi vere e provate nelle pubbliche udienze e non anche su quelle del Fera nei suoi confronti sicuramente livorose, rancorose ed offensive, arrivando persino in corso di un'udienza presieduta da uno dei suoi predecessori, il G.O.T. Natale Zumbo a dirgli "Lei è un calunniatore" ben sapendolo incensurato, come in atti al su detto procedimento civile? Possibile che non abbia capito che dette pubblicazioni erano visceralmente connesse con i fatti del p. penale n.608/98 RGNR presso il Tribunale di R. Calabria, iniziato contro Fera Agostino +13, ritortosi solo contro lo Spadaro con un'illegittima imputazione coatta di "calunnia" e culminato con una sentenza prescrittiva dell'ipotizzato reato di calunnia, peraltro poi appellata e cassata senza rinvio?

Imputazione che il Fera ed il Di Paola mettono al 1° punto della citazione in giudizio dello Spadaro, salvo a fare marcia indietro concentrando le loro immutate richieste risarcitorie sulla presunta offensività contenuta in su dette pubblicazioni dello Spadaro, non appena questi produce la relativa sentenza della Corte Suprema di Cassazione, pienamente assolutoria della presunta calunnia.

Perchè il giudice Acacia, ultima arrivata nella trattazione del caso ha sposato incomprensibilmente su detta tesi "riservandosi" all'ultima udienza e non pronunciando la sentenza ai sensi dell'art.dell'art.281 sexies c.p.c. come precedentemente verbalizzato?

E' possibile che non abbia capito come l'avvicendamento di tanti giudici voluta da Fera-Di Paola, fosse mirata ad una strategica e strumentale perdita di tempo finalizzata ad attendere l'esito di tutti i pretestuosi p. penali attivati dal Fera, di cui gli ultimi due pazzeschi in quanto fondati sui contenuti ritenuti diffamatori degli atti difensivi dello Spadaro e cioè l'appello per l'assoluzione nel merito alla sentenza prescrittiva del giudice Cotroneo alla Corte reggina ed il conseguente su detto vittorioso ricorso per cassazione?

Una strategia dilatoria posta in essere dal Fera che grazie alle pressioni esercitate da procuratore di Ragusa (nonchè presidente della C.T.P.) e dei Minorenni di Catania su carta intestata e con l'utilizzo di uomini e mezzi dell'amministrazione della Giustizia su colleghi e procuratori generali di mezz'Italia (vedansi atti del p. penale in ME. n. 4645/2016 RGNR e n.212/2017 R.G. GIP - P.M. Dott. Francesco Massara) sperava di ottenere qualche sentenza di condanna da portare all'incasso nel p. civile ad ella Acacia assegnato.

Ed ancora, perchè detto giudice non ha tenuto in nessuna considerazione le prove documentali codificate nelle oltre mille pagine del "fascicolo di parte" del Direttore Spadaro, nè quelle contenute nella pubblicazione on line su riportata <<……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!... nonostante l'avvocato Domenico Germolè vi avesse fatto specifico riferimento nella sua replica alla comparsa conclusionale? Pubblicazione dove peraltro si fa documentato riferimento all'avvocato Di Paola Carmelo, amico e ripetutamente co indagato del Fera in procedimenti penali definiti con burrascose archiviazioni.

Avvocato amico e consocio lions anche di Adamo Vincenzo da egli citato come teste per conto del Fera, che ha reso falsa testimonianza, ritrattata con memoria di pentimento ed interrogatorio con l'assistenza del Di Paola, reso al P.M. Dott. Stefano Amendola, per ottenere l'esimente di legge. Il tutto a piena conoscenza del giudice Acacia Ivana in quanto gli atti erano stati uniti al fascicolo del p. civile in parola su disposizione di detto P.M. (leggasi cliccando di seguito su:  L'EX DIRETTORE REGIONALE DEL LAVORO ADAMO VINCENZO CHIAMATO A TESTIMONIARE DA FERA AGOSTINO RENDE "FALSA TESTIMONIANZA"(17.12.2012)

Com'è potuto sfuggire a detta Giudice che su detto procedimento civile è stato strumentalmente deciso per ultimo, quando ai sensi di legge e cronologicamente andava deciso prima, costringendo il Direttore Spadaro ad una strenua ed estenuante difesa non solo nelle decine e decine di p. penali attivati dalle mistificatorie denuncie del Fera, ovviamente seguite e dalle sue contro denuncie, definiti con archiviazioni, ma anche dall'avere duvuto affrontare 7 processi impegnativi definiti tutti con sentenze pienamente assolutorie, anche queste in atti e quindi a piena conoscenza della Acacia Ivana? Il tutto ovviamente su pressioni del Fera che aveva bisogno di tempo per portare all'incasso qualche sentenza di condanna dello Spadaro, atteso che nessuno dei precedenti giudici togati e non l'aveva accondisceso.

E se, sic stantibus rebus e nonostante la chiara "temerarietà" del procedimento, detta giudice piuttosto che condannare il Fera a risarcire lo Spadaro, ha applicato a questi le "tabelle di Milano", immaginiamo quale somma avrebbe elaborato la sua protuberanza metafisica se il Fera avesse potuto produrre una sentenza di condanna del suo "nemico e detrattore" per calunnia o diffamazione ed in tale ipotetico caso, sarebbe detta giudice pervenuta alle stesse conclusioni che si leggono nella sua sentenza circa la professata non dipendenza dei fatti di questa causa da quelli di Reggio Calabria?

E' un classico: la medesima cosa aveva fatto, nonostante l'evidenza dei fatti il g.o.t. G. Sofia all'udienza del 25.01.2011 nel p. penale n.6548/2008 RGNR presso il Tribunale di Messina, in cui interrompendo le spontanee dichiarazioni del Direttore Spadaro minacciò ripetutamente di farlo espellere dall'aula se continuava a parlare dei fatti di Reggio Calabria che a suo dire non avevano nessuna attinenza con i fatti del procedimento, ma che in realtà erano contenuti nel fascicolo del P.M. (s.i.t. dell'8.5.2009 di Fera Agostino unite alla sua opposizione alla richiesta di archiviazione pregnanti di bugie documentalmente smentite al fine di indurre il giudice ad accoglierne l'opposizione, per cui lo Spadaro aveva chiesto al predetto g.o.t. di trasmettere gli atti al P.M. competente per il provato reato di calunnia a carico del Fera ed in attesa dell'esito di sospendere il processo) leggasi il paragrafo n.72 cliccando di seguito su Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali (7.09.2009).

Una cosa è certa, che il Fera dopo 45 anni di ininterrotta permanenza presso il Tribunale di Ragusa alternando funzioni requirenti e giudicanti oltre alla carica non meno importante, o forse più importante, di presidente della Commissione Tributaria Provinciale, in preda a delirio di paesana onnipotenza aveva osato ed azzardato un sogno impossibile: quello di spogliare lo Spadaro dei suoi averi e di svilirne la figura morale, in tutta evidenza commettendo il grossolano duplice errore di sopravvalutazione di sè e di sottovalutazione dell'altro.

In fin dei conti, il giudice Acacia, stante che ormai il sistema giudiziario è degenerato al punto che la patologia è diventata normalità e viceversa (leggasi cliccando di seguito su: "AVEVO OSATO INDAGARE SU MOLTI MAGISTRATI". LUIGI DE MAGISTRIS RIVELA IL CONTESTO IN CUI RICHIESE L'ARCHIVIAZIONE DEL P. PENALE A CARICO DEI MAGISTRATI REGGINI CHE SI ERANO OCCUPATI DEI RAPPORTI TRA IL PROCURATORE FERA AGOSTINO ED I CAPI CLAN DOMINANTE-CARBONARO (11.07.2020) si è comportata come  la sostituta procuratrice generale presso la C.d.A. di Messina NAPOLI VINCENZA che nella sua dichiarazione d’appello e contestuali motivi del 10.03.2015 alla sentenza assolutoria del Direttore Spadaro n.2514/2014 R. Sent., fa riferimento alla proposta di impugnazione dell'avvocato del Fera, di cui “condivide pienamente le argomentazioni”, che risulta essere stata depositata presso detta C.d.A. tre giorni dopo, cioè il 13.03.2015 , il che significa che erano d'accordo. Ma nonostante il fatto scandaloso fosse stato segnalato dallo Spadaro al 1° Presidente di detta C.d.A, la Cons. Napoli ha avuto la faccia tosta di presentarsi all'udienza successiva e chiedere la condanna dello Spadaro ad una multa di €.1.000,00, convinta, con una richiesta monetaria così modesta (le si leggeva negli occhi) di averlo trattato bene, ma il collegio giudicante presieduto dal Cons. Alfredo Sicuro ne confermava l'assoluzione.

A parte la cifra come sopra miserabile che lo Spadaro ha spontaneamente versato al Fera (ovviamente con riserva di ripetere l'indebito) che l'ha incassata senza opporre resistenza alcuna (si ricordi che all'udienza del 04.06.2009 nel p. penale presso il Tribunale di Messina n.6548/08 RGNR in presenza del Geom. Sebastiano Agosta e degli avvocati Sano e Di Paola aveva detto allo Spadaro "io non voglio soldi" e questi gli aveva risposto "e nemmeno io", per cui furono incaricati i su detti avvocati che si scambiarono i numeri dei cellulari di predisporre i relativi atti di rimessione ed accettazione delle querele, con la promessa non mantenuta che avrebbe rimesso anche quella a carico di Ruta-Agosta: leggasi cliccando di seguito su 39) Fera "Io non voglio soldi". Spadaro "e nemmeno io" (23.06.2009).

Promessa che col senno di poi si sarebbe rivelata strumentale a non farci assumere ulteriori iniziative nell'ambito del p. penale attivato dalla denuncia a suo carico e dei suoi complici (Spata-Di Paola) in merito alle lettere anonime al p.g. Tinebra Giovanni ed al Presidente Michele Duchi che si tentò vilmente di attribuire allo Spadaro ed all'Agosta, ma i cui sospetti si appuntavano sul Fera la cui grafia non fu mai periziata, nonostante ripetutamente richiesta anche personalmente al Procuratore Luigi Croce che in quel colloquio (viste le vibrate proteste dello Spadaro che avrebbe voluto denunziare anche il suo sostituto che aveva incaricato un suo fiduciario per la perizia grafica, il cui esito di conducenza sarebbe stato sconfessato dal perito di parte dello Spadaro e dal R.I.S.), gli promise che detto suo sostituto non avrebbe mai più esercitato le funzioni di p.m. Procedimento che si sarebbe concluso a carico dello Spadaro che era l'obiettivo principale da colpire, con lo scandaloso sotto riprodotto decreto di archiviazione:

gip Arena

Gip Arena2

mentre si era già provveduto a scagionare l'Agosta con la creazione di un autonomo fascicolo (p.p. n.2201/08 RGNR) contenente la richiesta ed il decreto di archiviazione e la su riprodotta nota del Fera dell'08 aprile 2008.

Il Giudice Acacia, rigettando la domanda riconvenzionale del Direttore Spadaro, si presume senza averne letto le migliaia di atti contenuti nell’allegato fascicolo di parte, e con grossolano travisamento dei fatti liquida al Fera 1/666° della somma richiesta, implicitamente evidenziandone l’abnormità della pretesa (€.2.000.000/00) e la contestuale contraddittorietà della condanna: Un vulnus alla logica ed alla giustizia.  

Pertanto sia il Fera che lo Spadaro hanno facoltà di proporre "appello" a detta sentenza ed in tal caso, se insoddisfatti dell'esito potranno ricorrere in Cassazione ed ancora ed in ultimo, se inappagati, previa masturbazione cerebrale, potranno chiedere la revisione della sentenza, fermo restando che secondo l'acclarato orientamento giurisprudenziale civilistico e penalistico ne è interdetta la "reformazio in peius" per la parte dichiarata soccombente nella sentenza di 1°grado.

Intanto in accoglimento del ricorso del 06.03.2020 dello Spadaro alla Corte d'Appello di Messina ai sensi della l. n.89/'01, mod. dal d.l. n.83/'12, conv. in l. n.134/'12 e succ. modifiche, il cons. Giorgianni Angelo designato dal Presidente, con decreto del 20/04/2020, ha ingiunto al ministro della Giustizia Bonafede Alfonso di risarcire il Direttore Spadaro delle somme dovute a titolo di equa riparazione in relazione al giudizio espresso dal giudice Acacia Ivana nel procedimento civile su detto .

Dette somme, con interessi legali dalla data della domanda al soddisfo, oltre alle spese della procedura, rimborso delle spese generali, cassa ed iva, sono state accreditate sul conto corrente dello Spadaro il 19.06.2020. Salvis iuribus.

Questa pubblicazione è stata aggiornata il 12.07.2020 e pertanto si suggerisce di leggerne anche la sotto elencata:

91)ELENCO DI MAGISTRATI CORROTTI ARRESTATI DAL NORD AL SUD ITALIA (07.06.2020)

Signori magistrati sveglia, non vi paghiamo con lauti stipendi per farci prendere in giro, rovinare, ed arrestare immotivatamente. Ricordatevi che siete al nostro servizio, rectius, del POPOLO ITALIANO. Non fate di testa vostra scambiando l'indipendenza per impunità e la discrezionalità per arbitrio che tradotto significa applicare la legge per i nemici ed interpretarla per gli amici. I corrotti, disonesti o mafiosi che dovessero esserci tra di voi e nessuno meglio di voi può saperlo, vanno arrestati alla stregua di tutti gli altri, prendete esempio dalla giovane e coraggiosa P.M. Silvia Curione, che ha fatto arrestare il suo procuratore capo che amava apostrofarla "mia cara bambina" (leggasi cliccando di seguito su: 90)ARRESTATO PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI TARANTO (19.05.2020).

Dal 92 ad oggi abbiamo avuto 28.702 vittime di errori giudiziari che lo Stato (cioè noi) ha indennizzato con 797 milioni di euro. Ogni anno 1.000 persone vengono arrestate ingiustamente, grazie all'uso distorto della carcerazione. E' ora di finirla, chi sbaglia deve pagare.

Vedremo quanti della lista dei 136 testi citati da Palamara Luca resteranno nel vaso di Pandora e quanti ne usciranno fuori. Clicca di seguito su:

Cossiga- Palamara, lo scontro su Sky Tg24 nel 2008. VIDEO ..

Onore a quanti Magistrati ed appartenenti ad Interforze credono ancora nella giustizia facendo il proprio dovere e rischiando la vita nella piena consapevolezza che debbono guardarsi anche dai loro colleghi deviati ahimè in crescita esponenziale. Onore al Procuratore Capo della Repubblica di Roma capitale Dott. Michele Prestipino Giarritta (il cui nome simboleggia il condottiero vittorioso della milizia celeste degli angeli di Dio contro Lucifero), rappresentativo di tutti i magistrati per bene: un coraggioso ed integerrimo che mi onoro di conoscere e di cui apprezzo l'operato insieme a tutti gli Italiani laboriosi ed onesti. Un congiunto dello stimato amico Prefetto Dott. Antonio Prestipino Giarritta con cui collaborai, venendone elogiato, per il felice esito dell'operazione "Squalo", allorchè dirigevo il Carcere di Ragusa.

BIAGIO SPADARO SARDO

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com