Ragusa 15.12.2016

GIUSTIZIA E’ FATTA: ENNESIMO FLOP DI FERA AGOSTINO

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IL VINCITORE SPADARO ED IL VINTO FERA

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Il DIRETTORE SPADARO ED IL SUO DIFENSORE AVV. SONIA BERTONE DEL FORO DI CATANIA

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CETTINA PRESTIPINO GIARRITTA - GINO SPADARO E SONIA BERTONE

All’udienza preliminare del 06.10.2016 il Giudice del Tribunale di R. Calabria D.ssa Adriana Trapani non aveva potuto emettere sentenza col richiesto rito abbreviato, perché il P.M. Angelo Gaglioti che era stato indotto dalla procura di Ragusa, che gli aveva trasmesso gli atti ad indagini concluse "per competenza territoriale", a richiedere il rinvio a giudidizio del Direttore Spadaro, era stato sostituito dal P.M. Salvatore Faro, che sconoscendo i fatti ne aveva richiesto un differimento, per cui su detta Giudice rimandava all’udienza del 15.10.2010. Udienza in cui era assente il richiedente la proroga P.M. Salvatore Faro, sostituito sorprendentemente da chi l'aveva preceduto nella trattazione del caso e cioè dall'originario titolare del procedimento P.M. Angelo Gaglioti.

Trattandosi di udienza camerale, preliminarmente veniva contestata da parte del Fera, del suo avvocato Giannone Salvatore Daniele (lo stesso che in apertura d'udienza del 05.12.2013 presso la C.d.A. reggina si era presentato con l'atto di costituzione di parte civile in mano, venendone stoppato dal Pres. Gullino Massimo che gli ricordava come fosse privo di giuridica efficacia per effetto della sentenza prescrittiva di 1° grado, invitandolo insieme al Fera a lasciare l'aula o ad assistere senza profferir verbo) e del P.M. Gaglioti, la presenza in aula della compagna del Direttore Spadaro, Preside Maria Concetta Prestipino Giarritta, ma l’Avv. Sonia Bertone si opponeva, dopodicchè si procedeva oltre con la presenza della Preside autorizzata dal Giudice.

L'avvocato del Fera chiedeva un ulteriore rinvio dell’udienza per poter raggiungere tempestivamente Messina, dove assumeva di essere membro di una commissione d'esami in corso di svolgimento, ma l’Avv. Sonia Bertone di parte dello Spadaro, atteso che le presenze delle p.o. e dei loro avvocati sono facoltative, non prestava il consenso per cui il Giudice apriva il dibattimento.

Il P.M. Gaglioti esponeva i fatti ed ovviamente sosteneva l’imputazione contenuta nella sua richiesta di rinvio a giudizio del Direttore Spadaro, di condanna alla pena prescritta dall’art. 368 comma 1 c.p. ridotta di 1/3, trattandosi di rito abbreviato. Richiesta condivisa dall’avvocato Giannone Salvatore Daniele, che depositava la parcella in €.3.000,00 circa + rimborso forfettario spese generali + iva e c.p.a. (somme che, atteso l'esito del processo gli saranno rimborsate dal Fera), alla cui arringa sarebbero seguite le spontanee dichiarazioni del Direttore Spadaro, che tra l’altro gli faceva rilevare l'inutilità della copiosa documentazione da egli prodotta in quanto "estranea al tema decidendi", oltre a contestargli come non rispondesse al vero che www.giustiziaesfatta.com fosse stato oscurato, mettendo a disposizione del Giudice il suo tablet p.c. per la verifica, specificando che forse confondeva con l'oscuramento del sito internet del Dott. Carlo Ruta www.accadeinsicilia.net (sito oscurato per le vie civili dal tribunale di Ragusa, su imput del difensore di fiducia, amico e consocio lions del Fera avv. Di Paola Carmelo leggasi cliccando di seguito su 32) La sentenza shock del Giudice Di Marco Patricia del Tribunale di Modica (RG.) (13.10.2008) e su 53) CASSATA LA DENUNZIA PER STAMPA CLANDESTINA DELL'EX PROCURATORE FERA AGOSTINO. (17.10.2012)"

Il Dott. Spadaro dopo aver fatto rilevare come il Fera oltre che per i contenuti del suo vittorioso ricorso per cassazione l'aveva denunziato anche per i contenuti del relativo appello alla C.d.A. reggina e che il relativo procedimento, dopo un iter tortuoso ed inquietante si era concluso con una corposa ordinanza di archiviazione del Giudice Domenico Santoro (leggasi cliccando di seguito su 56) ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" " (13.7.2013), procedeva ad un excursus del caso di malagiustizia che perdura da 24 anni sin qui: dai pubblicati deficit nelle indagini condotte dal Fera sull'irrisolto omicidio dell'ing. Tumino da cui sarebbe scaturito l'omicidio del Giornalista Spampinato assassinato con sei colpi di pistola a bruciapelo da Roberto Campria figlio dell'allora presidente del Tribunale di Ragusa, citando due articoli, del 1° giugno 2008 sul "Corriere della Sera"dal titolo  "Un caso provocato da un altro caso. Un delitto fatto apposta per cancellare un altro delitto...." e del 26.05.2008 sul quotidiano "La Sicilia"  dal titolo “L’omicidio Spampinato <<Nessuno ha cercato i mandanti>>; a quanto successo nella già lumeggiata udienza in video conferenza presso il Tribunale reggino del 16.09.2004; alle lettere anonime al p.g. Tinebra ed al Pres. Duchi; all'Interrogazione Parlamentare con cui l'ex Ministro della Giustizia Diliberto ne chiedeva la rimozione da procuratore di Ragusa; all'espulsione dal Lions ed alla strumentale ablazione delle sue armi legittimamente detenute, volute dal Fera; alla sentenza lampo con cui il giudice Mastroeni Salvatore assolveva il Fera dal confessato reato di peculato d'uso aggravato e continuato etc....

Caso di malagiustizia che perdura da 24 anni e che ha prodotto ben 123 p. penali, 2 amministrativi ed uno civile documentati in atti, facendolo vivere in un perenne stato d'ansia e costringendolo a difendersi dalle infondate denunzie del Fera, pur di consevare integro il proprio onore e la propria incensuratezza a cui tiene sopra tutto, dimostrando al Giudice, con la sua analisi, come fosse stato snaturato con alterazione del proprio stile di vita, grave compromissione della sua salute, delle sue risorse economiche e del suo carattere divenuto vieppiù estremamente guardingo e diffidente, atteso che i p. penali scaturenti dalle sue contro denunzie di fatti documentalmente provati a carico del procuratore Fera nell'esercizio delle sue funzioni sono stati sempre archiviati, mentre a cagione delle sue, del tutto infondate, ha dovuto subire immotivatamente ben 4 processi venendone puntualmente assolto.

Il Direttore Spadaro concludeva di essere stato vittima del più crudele dei delitti, l'omicidio d'identità, reato contenuto in una proposta di legge con previsione di pene ancor più gravi di quelle sancite per lo "stalcking", giacente in Parlamento, di cui auspicava l'approvazione nel più breve tempo possibile, per cui chiedeva al Giudice non solo di essere assolto, ma di perseguire altresì il querelante Fera Agostino per i delitti previsti e puniti dagli artt.368 e 612/bis c.p.

L’avv. Sonia Bertone con la sua arringa alambiccata nella forma, forbita nell'espressione e serrata nel contenuto, chiedeva l’assoluzione del Direttore Spadaro  per il principio di diritto del “ne bis in idem” in quanto i fatti addebitati dal Fera allo Spadaro nella sua denunzia erano stati oggetto di valutazione da parte della Suprema Corte di Cassazione che l’aveva pienamente e definitivamente assolto con sentenza irrevocabile ed in subordine di assolverlo perché "il fatto non costituisce reato" in quanto contenuto in un atto difensivo il cui contenuto è scriminato ope legis (ricorso per cassazione in cui giova precisare fu operato un ennesimo fallito tentativo di costituzione di parte civile da parte della figlia del Fera, avv. Fera M. Francesca con produzione di una nota spese di €.3510,00 oltre rimborso forfettario spese generali + Iva e c.p.a. in atti e riprodotta cliccando di seguito su 67) La Cassazione abbatte la colonna portante della montagna di accuse ordite dall'ex procuratore Fera in danno del Direttore pro tempore del Carcere di RG. Cons. Prov. Dott. Biagio Spadaro(20.09.2015) e su 64) La testimonianza a Milano dell'ex Ministro Diliberto smentisce l'ex s. procuratore Fera (31.12.2014)).

L'Avv. Bertone chiedeva altresì di trasmettere gli atti al Procuratore della Repubblica di R. Calabria, per attivare a carico del Fera un procedimento penale per i reati di “calunnia” e di "stalcking" consumati dal Fera con la sua denunzia-querela a carico del Direttore Spadaro e la condanna alle spese.

Reati, unitamente a quello di "diffamazione", per cui il Fera è in atto indagato con separato ed autonomo procedimento dalla Procura di Messina per quanto denunziato nell'interrogatorio di garanzia reso dallo Spadaro ai Carabinieri di Ragusa su delega del procuratore Petralia, che ne avrebbe delegato il suo s. proc. Scollo Gaetano, che avrebbe trasmesso gli atti alla Procura di R. Calabria per "competenza territoriale" (p.m. Gaglioti), che li avrebbe trasmessi alla Procura di Messina per "competenza funzionale" (P.M. --omissis--).

Il P.M. Gaglioti replicava assumendo con erudite considerazioni e citazioni giurisprudenziali che in un atto difensivo non possono essere riportate circostanze in ipotesi offensive dell'altrui reputazione, per cui l'avv. Bertone col garbo e la signorilità che la contraddistinguono e con tono pacato, faceva rilevare come detto principio doveva applicarsi a maggior ragione nei confronti del Fera, che nella sua denunzia accusava il Dott. Spadaro nella piena consapevolezza della sua innocenza, di fatti documentalmente smentiti di cui era a conoscenza da anni, chiaramente consumando il delitto di "calunnia aggravata"oltre che di "stalcking".

Il Giudice D.ssa Ariana Trapani, ritiratasi in camera di consiglio alle ore 12,30 circa, alle 17,30, in accoglimento delle richieste del Direttore Spadaro e dell'Avv. Sonia Bertone pronunciava il sotto riprodotto dispositivo di sentenza: 


trapani 

SU DETTA SENTENZA DIMOSTRA, COME SEMPRE SOSTENUTO DAL DIRETTORE SPADARO E NON SOLO..., CHE TRATTAVASI DI UN PROCEDIMENTO "NATO MORTO", CHE ANDAVA ISCRITTO DALLA PROCURA DI RAGUSA COME F.N.C.R. (Fatti Non Costituenti Notizia Di Reato) ED ARCHIVIATO ALL'INSAPUTA DEL DENUNZIATO, PIUTTOSTO CHE ESSERE TRASMESSO ALLA PROCURA REGGINA PER COMPETENZA TERRITORIALE, AD INDAGINI CONCLUSE NEI MODI E TERMINI ESPOSTI NELLE SOTTO INDICATE PUBBLICAZIONI CON INUTILE SPRECO DI ENERGIE LAVORATIVE E SOLDI PUBBLICI, OLTRE A QUELLI CHE HA DOVUTO ANTICIPARE IL DIRETTORE SPADARO PER LA DIFESA DA UNA PRESUNTA OFFESA DOCUMENTALMENTE SMENTITA ED A QUELLI CHE DOVRA' SBORSARE IL FERA PER IL CONSEGUENTE P. PENALE PENDENTE A SUO CARICO PRESSO IL TRIBUNALE DI MESSINA PER I REATI SU DETTI (595, 368, 612/BIS C.P.).  

La narrativa completa dei fatti potrà essere visionata cliccando di seguito su:

72) FISSATA DAL G.U.P. ADRIANA TRAPANI L'UDIEZA PRELIMINARE PER IL CASO FERA-SPADARO (22.07.2016)

73) FERA AGOSTINO NELLA FOGA DI DENUNCIARE SPADARO SI AUTODENUNCIA (11.09.2016)

74) PER I MEDESIMI FATTI INDAGINI A CARICO DEL FERA E GIUDIZIO ABBREVIATO PER SPADARO (06.10.2016)

Ragusa 25.12.2016

Piena soddisfazione del Direttore Spadaro, della sua Compagna Maria Concetta Prestipino Giarritta, dell'adamantina Avv. Sonia Bertone e delle famiglie Spadaro-Sardo-Bertone-Floridia,

gruppo

gabrie

 

nonchè dei suoi amici che appreso l'esito del procedimento, il 28.12.2013 e seguenti hanno voluto festeggiare l'evento con delle conviviali terminate come di consueto con l'inno di Mameli.

 

biagio

ZanchiEUROSIA

MARIA

BIAGIO SPADARO SARDO

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