17.02.2011

Silvio Berlusconi, l'On.avv. Ghedini e le riflessioni dell'avv. Spadaro

belusconi presidenteghedinosgino

Il Presidente del Consiglio dei Ministri non costituisce la 4° carica dello Stato, come sancito dai difensori del Cavaliere (Ghedini in testa) che ha fatto passare questo principio per non attribuire alle Leggi la qualifica di Leggi ad personam.

Il Presidente Berlusconi è all'apice dell'Amministrazione del Governo dell'Italia, all'apice della Pubblica Amministrazione e la sua qualità e le sue funzioni non si prestano alla numerazione ordinale per cui viene dopo il notro stimato ed amato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente del Senato Renato Schifani, e della Camera Gianfranco Fini che dovrebbe dimettersi per chiara incompatibilità, piuttosto che chiedere le dimissioni di chi lo ha innalzato a quel posto su delega degli elettori del Popolo della Libertà.

La qualità del Presidente del Consiglio dei Ministri fuoriesce dalla numerazione ordinale.

Va precisato altresì che il principio dell'eguaglianza impone parità di trattamento per situazioni eguali, ma l'altra faccia della medaglia è che letteralmente impone trattamenti diseguali per situazioni diseguali, per cui il "legittimo impedimento" del Capo del Governo non può essere equiparato al "legittimo impedimento" di qualsiasi altro amministratore ed a maggior ragione di qualsiasi altro cittadino.

Motivo per cui lo scrivente, da cofondatore in Ragusa di Forza Italia nelle cui liste fui eletto Cosiglire Provinciale divenendone capogruppo, da Direttore Coordinatore di Istituti Penitenziari a.r., consiglia al Cavaliere, in tutta sincerità e nel rispetto delle strategie dell'0n. Ghedini, di farlo affiancare da altro avvocato, atteso che ha buone carte in mano e che la gran parte degli Italiani, disturbata dal Ruby-Gate per l'invadenza nella vita privata del Cavaliere e nella coscienza che ogni cittadino può esserne vittima inconsapevole (quante intercettazioni vengno effettuate per procedimenti che vengono aperti e chiusi all'insaputa degli intercettati con enorme spreco dei soldi pubblici?), mal tollera l'attuale penetrazione nella propria privacy, che va regolamentata per Legge il più presto possibile, come anche va varato con ogni urgenza il "Processo Breve", auspicato in primis da quanti ipocritamente e strumentalmente lo contestano nella pubblicità.

Pendono oltre 9.000.000 ( tra civili e penali ed amministrativi ) di procedimenti a livello nazionale, con una percentuale di impunità pari all’80%, e se si considera che ognuno ne parla in famiglia, almeno 27.000.000 di Italiani vivono tutto il disagio di una giustizia lenta che non rende giustizia, di una giustizia trappola da cui tutti i malcapitati a torto od a ragione vorrebbero liberarsi. Chi ha determinato quest'enorme intasamento e perchè?

La smettano le opposizioni di cianciare di Leggi ad personam. Se il Presidente Berlusconi (che certamente è un grande lavoratore a fronte di quanti occupando ruoli pubblici apicali passano il loro tempo a mastrurbarsi il cervello per come inceppare il sistema, rompere le scatole alle persone per bene e paralizzare il crescere civile degli Italiani, pur di mantenere privilegi di stampo borbonico) potesse, si autoescluderebbe dalle leggi che fa nell'interesse, su delega e col plauso Popolo Sovrano.

Biagio Spadaro

 

 

 

 

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