12.12.2006

RICHIESTA L' ESPULSIONE DAL"THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUBS" DEL PLURINDAGATO procuratore Fera Agostino, PER TRADIMENTO DELLO SPIRITO E DELL'ETICA LIONISTICA E DELLA FUNZIONE SVOLTA

Dietro il "legarsi a circoli esclusivi come il Lions Club" riferito al procuratore Fera nell'interrogazione parlamentare con cui l'On. Diliberto, già Ministro della Giustizia ne chiede la rimozione, una serie di vicende giudiziarie di pubblico interesse lunghe 15.000 pagine, tutte promosse dal delirio di paesana onnipotenza di un insipiente magistrato del profondo sud, che spera ancora, continuando a perpetrare l'accertato sistematico abuso del ruolo rivestito, di ribaltare quanto di inaudita gravità è già stato accertato in dibattimento dal tribunale calabro, a cui gli atti, così come corrotti da egli e dai suoi complici erano affluiti dalla Procura Messinese diretta da Antonio Zumbo ed oggi di nuovo al vaglio della medesima procura diretta dal Dott. Luigi Croce, sulla scorta di nuove prove sciaccianti che inchiodano il Fera: il tutto nel mentre i quattro magistrati che, con "abuso d'ufficio" lo trasformarono da indagato in parte offesa nel sospeso procedimento penale reggino, sono indagati in regime di proroga dalla Procura di Catanzaro e nel mentre nuove indagini, per nuovi gravissimi reati, sono state attivate a carico del Fera dalla procura di Messina.

Si avvisano i lettori che i fatti sottodescritti, già accertati in fase processuale dibattimentale e pertanto divulgabili ai sensi di Legge sono e resteranno per sempre tali, ad memoriam posteritatis. Fatti di inaudita gravità che avrebbero già avuto da anni le logiche e conseguenti conclusioni nelle competenti aule di Giustizia, se non ce ne fosse stato un continuo, incessante e da ultimo penoso e patetico tentativo di sovvertimento da parte del Fera, grazie all'accertato sistematico abuso del ruolo rivestito, della calunnia e del corporativismo su cui fa leva, unico vero motivo del suo permanere ad oltranza in un tribunale che occupa scandalosamente da 39 anni, di cui i primi 16 da pubblico ministero, seguiti dagli 8 da pretore e dagli ultimi 15 da procuratore, fatto inaudito, mai verificatosi in Provincia di Ragusa e forse anche in tutt'Italia dalla Costituente ad oggi, che suscita sconcerto, scandalo e preoccupazione nell'opinione pubblica, oltre che minare la credibilità di quanti suoi colleghi vi operano facendo il proprio dovere al servizio del Popolo.

Ecco la lettera con cui l'Avv. Biagio Spadaro Direttore del Carcere di Ragusa, Consigliere Provinciale all'epoca dei fatti, V. Presidente di IbleAmbiente S.R.L., oggi Dirigente Politico Regionale e Provinciale e Socio Lions da oltre vent'anni, chiede l'espulsione di Fera Agostino dal "The International Association of Lions Clubs":

President THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUBS 300, 22nd Street,Oak Brook, Ilinois 60523-8842,USA presidentsoffice@lionsclubs.org

General Counsel THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUBS 300, 22nd Street,Oak Brook, Ilinois 60523-8842,USA legal@lionsclubs.org

Ai rappresentanti Italiani del Lions Clubs International (loro indirizzi)

Ai Direttori Internazionali Europei del Lions Clubs International (loro indirizzi)

Alle segreterie Europee del Lions Clubs International (loro indirizzi)

Al Presidente ed al Consiglio dei Governatori del Multidistretto 108 ItalY ferrari.brescia@studioferrari.it (loro indirizzi)

Alla Commissione Affari Interni del Multidistretto 108 ITALY

Ai Governatori dei distretti Italiani del Lions Clubs (loro indirizzi)

Al Governatore del distretto 108Y B - Sicilia - Salmè Francesco via Garibaldi 1H 97019 Vittoria (RG.) email: francescosalmè@tiscalinet.it fax:0932.869637

All'ex Governatore del distretto 108YB-Sicilia Tommasini Avv. Prof. Raffaele via XXIV maggio 18 98100 Messina email: studio.tommasini@libero.it

Al presidente Tavormina Dott. Armando ed al consiglio direttivo del Lion Club di Ragusa Host via Majorana 6. 97012 Chiaramonte Gulfi (RG.)

Al Direttore della Rivista "THE LION" rivistathelion@libero.it

A tutti i Presidenti, Soci e Gentili Consorti dei Lions Clubs della Provincia di Ragusa (loro indirizzi)

 

Ogg: Richiesta di espulsione dal "THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUBS" del socio Fera Agostino per alto tradimento dello spirito e dell'etica lionistica e della pubblica funzione svolta e contestuale reintegrazione dell'Avv. Biagio Spadaro quale socio onorario, per avere smascherato, ben consapevole dei rischi cui è andato e va incontro, il ruolo avuto dal magistrato, nella nascita, crescita e radicamento nel territorio del clan Dominante-Carbonaro con i suoi cento morti ammazzati e 300 estorti e l'impunità da egli offerta al presidente Mauro fino ai suoi arresti, in cambio di incarichi professionali ed appalti di OO.PP. ad una ristrettissima cerchia di suoi amici coindagati e consoci Lions a tutt'oggi impuniti, grazie ad una serie innumerevole e vomitevole di corruzioni di atti giudiziari da egli concepita ed attuata dagli ufficiali di polizia giudiziaria suoi complici, delegati ad indagarlo.

Ogg: Application of expulsion from "THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUBS" of the partner Fera Agostino for tall betrayal of the spirit and of the ethical of Lions Clubs and of the publishes function developed and contextual reinstatement of the Avv. Biagio Spadaro which honorary partner, for have unmasked, aware good of the risks which has gone and he is meets, the role wich the magistrate had in the birth, growth and stability in the territory of the Dominante-Carbonaro clan with his one hundred killed corpses and 300 extorted and the impunity from him offer to the Mauro president up to his arrests, in change of professional charges and contracts of OO.PP. ad a narrow entourage of his friends as well involves and Lions partners to unpunished nowadays, thanks to an innumerable and puzzling series of corruptions of judiciary documents.

Biagio Spadaro Fera Agostino

Con nota sottoriprodotta del 16.11.2005 a firma del presidente del Lions Club di Ragusa Host Ing. Francesco Gurrieri destinatario di incarichi professionali da parte della Provincia Regionale di Ragusa, veniva comunicata all' Avv. Biagio Spadaro la sua decadenza dalla qualità di socio ultraventennale "per comportamento non conforme allo spirito ed all'etica lionistica. Tale decisione è scaturita dal comportamento da Lei tenuto in data 22.10 u.s., in occasione della visita ufficiale del Governatore Distrettuale ai Clubs della Zona." F.to il Presidente Ing.Vincenzo Gurrieri:

In buona sostanza alla base della decisione, due stringatissimi inviti fuori cerimoniale rivolti dallo Spadaro il 22.10.2005, nella sala convegni del "Villaggio Baia Samuele", prima al presidente Gurrieri e poi al Governatore Tommasini ad attenersi all'art.II lett.E dello statuto Lions ("Stabilire una sede per la libera ed aperta discussione di tutti gli argomenti di interesse pubblico, con la sola eccezione della politica di partito e del settarismo religioso") ed all'art.1 del regolamento ("Questo club non dovrà appoggiare o raccomandare candidati per cariche pubbliche, nè dovranno essere discusse dai soci nelle riunioni di questo club questioni politiche di partito o di settarismo religioso") a non parlare di politica e di quanto scritto dall'On. Diliberto nell'interrogazione parlamentare del 4 ott.2005, perchè "offrire solidarietà al Fera, significava toglierla allo Spadaro, anchi'egli socio ultraventennale." Entrambi, Gurrieri e Tommasini, gli unici ed ultimi a farlo su tutti i presidenti che presero la parola, censurarono la frase dell'ex Ministro di Grazia e Giustizia On.Prof.Oliviero Diliberto Segretario Nazionale del P.d.C.I., riferita al procuratore della Repubblica di Ragusa Fera Agostino " nella sua lunga carriera di magistrato tutta trascorsa nel palazzo di giustizia di Ragusa, ove ha operato per quasi quarant’anni, ha potuto radicarsi, stringere amicizie con la classe imprenditoriale e politica della citta` e legarsi a circoli esclusivi come il Lions Club. Come puo` avvenire in simili circostanze, tale presenza duratura ha finito con l’alimentare inimicizie e ostilita` particolari. Alle voci legittimamente critiche sul conto del magistrato e della sua imparzialita` , da tempo si rincorrono voci eterogenee, che oltre a lederne la dignita` personale, alimentano confusione ed ulteriori pregiudizi sui restanti magistrati del distretto che invece conducono una vita privata consona al ruolo dagli stessi rivestito;" , riportata nell'interrogazione parlamentare, con cui ne viene chiesta la rimozione dalla procura ( il testo integrale è riportato sul sito www.giustiziaesfatta.com sotto il titolo "Oliviero Diliberto, Cosimo Sgobio e Gabriella Pistone: Rimuovere il procuratore Fera”). Poco o niente sentirono i presenti, circa 400 di spalle allo Spadaro seduto in prima fila, vicino al Fera,mentre rivolgeva l'invito ai suddetti che parlandogli difronte stigmatizzavano l'operato dell'On. Diliberto. Due cose sono certe, che l'abbandono della sala convegni da parte dello Spadaro, dopo che nonostante l'invito rivolto al Gurrieri, il governatore era ritornato sull'argomento, per un verso faceva fallire il tentativo di strumentalizzazione dei soci e gentili consorti ed ospiti ignari dei fatti, nel cercare di convincerli ad offrire solidarietà al Fera e per l'altro veniva utilizzato dal consiglio direttivo del Lions Club di Ragusa Host di cui il Fera è v.presidente, quale uno dei motivi a sostegno della decadenza da socio, mentre l'altro "Il socio Spadaro interrompeva il presidente del club di Ragusa Host ed il Governatore con frasi irriguardose esternate ad alta voce ed uscendo dal locale gesticolando in maniera disdicevole" è del tutto falso. Nè frasi irriguardose, nè gesticolazioni disdicevoli (non sono nello stile dello Spadaro, nè lo sono mai state nei 21 anni di appartenenza al Club), ma semplicemente il legittimo invito suddetto, rivolto ai due trasgressori dello statuto e del regolamento, col tono di voce conosciuto, che è naturale e tipico dell'Avv. Spadaro, nei cui confronti veniva applicato l'art.VI° sezione B dello statuto "Ogni socio può essere espulso dal club per qualsiasi ragione su voto dei 2/3 dell'intero consiglio direttivo",nella fattispecie composto da 17 membri, non tutti presenti al verificarsi degli eventi, eccezion fatta per il presidente Gurrieri, il v.presidente Fera ed il censore Emilio Vitale visceralmente legato al Fera unitamente ai suoi familiari, che nella seduta del 14 nov.2005 avrebbe relazionato sui fatti ai restanti membri del consiglio ad usum dephini, in assenza del Fera per impegni "successivamente assunti" (direbbe Oscar Wilde ) e del Cons.Dott. Luciano Criscione.

La solidarietà dei Lions della provincia al Fera, che avrebbe dovuto essere il naturale epilogo della serata se non ci fosse stato il consocio avv. Spadaro a fare da "guastafeste", era uno dei tasselli di un più vasto piano di emergenza promosso dal Fera sulla base di mistificatorie pubbliche dichiarazioni, nel tentativo di contrastare gli effetti devastanti dell'interrogazione parlamentare, per cui egli Fera è oggi indagato dalla Procura della Repubblica di Messina, altresì per i reati di cui agli artt.595, 368 C.P., 13 L.47/48 "Diffamazione e Calunnia", Parte Offesa Avv.Biagio Spadaro, che si è opposto alla richiesta di archiviazione, notificatagli dal p.m.delegato, senza che avesse svolto nessuna delle indagini richiestegli, e per violazione dell' art.326 o 621 c.p., Legge 675/96 con riferimento alle disposizioni interdittive la comunicazione e la diffusione, per fini non istituzionali, a soggetti non pubblici, di vicende personali e notizie e dati sulle condizioni di salute di privati cittadini e D.Lgs.196/03, su denunzie di altre Parti Offese.

Ma per capire nella sua pienezza il significato delle parole dell'On. Diliberto, lo strumentale tentativo posto in essere dal Fera e dai suoi complici già coindagati consoci Lions di farne sposare la causa a tutti gli ignari soci della provincia e quanto sia alta la posta in gioco, ecco i retroscena dell'interrogazione parlamentare:

“la lunga diatriba già in atto tra il denunciante Spadaro, ed il Fera, vicenda della quale, sono state investite le Autorità Giudiziarie di Messina, Reggio Calabria, e Catanzaro…” , come la definisce impropriamente il 9.11.2006 un magistrato di Messina:

- ha la sua genesi giudiziaria nel marzo del 1997, allorché il procuratore Fera dopo aver richiesto, ottenendole, le archiviazioni di innumerevoli procedimenti penali su denunzie dei Consiglieri Provinciali Avv.Spadaro Dott.Giannone, relative al "Caso Mauro", si autoassegnava un procedimento penale, su pilotata denunzia di un consigliere provinciale del centro destra, all’evidente scopo di incriminarli e screditarli, per consentire al Mauro di continuare a delinquere indisturbato, per fatti analoghi a quelli per cui sarebbe stato arrestato, processato e condannato, in seguito al deposito presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, da parte del Cons. Spadaro e dell’esponente del centro sinistra, Presidente del CONI Rosario Cintolo, delle fonoregistrazioni contenenti le accuse di Ignazio Parrino, che veniva prontamente accompagnato dall’avv. Dipaola Carmelo (amico intimo e consocio Lions del Fera, nonchè geniale patrocinatore delle sue crescenti vicissitudini giudiziarie) presso la procura ragusana diretta dal Fera, così sottraendo l'indagine alla D.D.A.di CT. dove il Parrino avrebbe dovuto deporre l'indomani e mettendo il Fera, con gli arresti del Pres. Mauro che ne sarebbero seguiti, nelle condizioni di potere giustificare annaspando, tutte le sue precedenti richieste di archiviazioni di procedimenti penali a carico del Mauro e di amici e o consoci Lions del Fera ( a tutt'oggi impuniti ), per fatti diversi da quelli che avrebbero determinato gli arresti del Mauro e per l'altro di non essere arrestato insieme al Mauro a cui forniva l'impunità in cambio di incarichi professionali ed appalti di oo.pp., com'era documentalmente provato nelle archiviate denunzie dei Consiglieri suddetti;

- assume rilevanza penale a carico del Fera, col fallito tentativo da egli procuratore posto in essere, di incriminare per "calunnia" i suddetti Consiglieri denunzianti (Proc.Pen. 126/97R.G.N.R. autoassegnatosi), che reagirono con denunzia a firme congiunte del 1 aprile 1997 relativa ai fatti suddetti (impunità del Fera al Mauro in cambio di incarichi professionali ed appalti di oo.pp.ad amici e o consoci Lions del Fera) ed a quelli avvenuti presso il Carcere di Ragusa sotto la Direzione dell’Avv. Spadaro. Denunzia, a carico del procuratore Fera, del presidente Mauro e complici, alla Procura messinese diretta da Zumbo Antoniono, che ne delegò alle indagini il P.M. Vincenzo Romano, oggi entrambi a riposo;

- i procedimenti penali pendenti a Messina a carico del Fera e complici (P.O. Avv. Spadaro), a Reggio Calabria a carico prima del Fera e complici e poi dell'Avv. Spadaro, ed a Catanzaro a carico dei quattro magistrati reggini che erano riusciti in perenne e sistematica violazione di Legge a trasformare il Fera da indagato in parte offesa (Parte Offesa Avv. Spadaro), come tutti gli altri pendenti a Messina, in cui il Fera è in atto parimente indagato per fatti gravissimi, su imput di altri denuncianti, non esisterebbero se gli ufficiali di polizia giudiziaria delegati dal P.M. Vincenzo Romano, non avessero, con la provata complicità dell’indagato Fera Agostino, corrotto vomitevolmente gli atti giudiziari relativi alle indagini che svolgevano a suo carico e pilotato i pentiti capi clan f.lli Carbonaro, al provato triplice fine: di impedirne la prosecuzione ed accertarne la reità del Fera a loro già ben chiara; scriminare il Fera ed i suoi coindagati amici e o consoci Lions, a tutt'oggi impuniti; fare incriminare il Direttore Penitenziario e Consigliere ProvincialeAvv. Spadaro nella veste, la cui testa andava esibita ai Ragusani ad imperituro esempio e monito della fine che avrebbe fatto chiunque avesse osato sottrarsi ai farneticanti dictat del sig. procuratore venuto da Matera, nell'ambito della sua riserva di caccia, alias "circoscrizione giudiziaria";

- come va rimarcato che “la lunga diatriba”, non è relativa a controversie personali, come si sono sforzati per anni, di far credere all’opinione pubblica il Fera ed i suoi complici beneficiati consoci Lions (oggi i fatti sono pubblici e pubblicati dal Parlamento Nazionale, dai mass-media nazionali, regionali e provinciali e da centinaia di siti internet con più dovizia di particolari), ma tra due rappresentanti delle Istituzioni nell’esercizio delle loro funzioni: da una parte un Direttore Penitenziario e Consigliere Provinciale che ha sempre provatamente fatto il proprio dovere nell’interesse dell’Amministrazione Penitenziaria e di tutto l'Elettorato della Provincia di Ragusa, oggi dirigente politico regionale e provinciale e dall’altra un procuratore della Repubblica, che ha sempre, provatamente, remato contro le Istituzioni, e che gli oggetti del contendere non sono fatti privati, ma pubblici e di inaudita gravità verificatisi tra l'intervenuto sconcerto del Sentimento Popolare,che hanno permesso:

- al figlio del presidente del tribunale di Ragusa Roberto Campria di assassinare il Giornalista Giovanni Spampinato, per l’inerzia dell’allora (1972) p.m. Fera Agostino, nell’assicurare alla giustizia l’omicida dell’Ing.Angelo Tumino che stava per essere smascherato dallo Spampinato e di cui a tutt’oggi, almeno nell’ufficialità degli atti, si sconosce il colpevole ( in merito si informa che in date 20 ott. 2006 e 13.11.2006 sono state depositate presso la Procura Generale di CT. relative richieste popolari di riapertura delle indagini, la prima ai sensi degli artt.372 e 414 c.p.p. e la seconda ai sensi dell'art.372 comma 1° c.p.p.e che a seguito di rigetto è stata investita del caso la Procura della Repubblica di Messina in ordine agli emergenti reati a carico dell'allora p.m. Fera, di "favoreggiamento personale" e "concorso morale nell'omicidio del giornalista Giovanni Spampinato" );

- al clan Dominante-Carbonaro di nascere, crescere e radicarsi, fino ad insanguinare l'intera provincia con 100 morti ammazzati ed estorcere oltre 300 imprenditori;

- a politici senza scrupoli e ad una ristrettissima cerchia di amici e o consoci Lions del Fera di farsi impunemente i propri interessi gabbando il Popolo;

- a mafiosi di acquistare grosse fette del patrimonio immobiliare della provincia di Ragusa e di posizionare in enti pubblici, posti di sottogoverno e banche amiche, persone di loro gradimento, favorendo assunzioni illegittime di figli di amici ed amici degli amici, tra l'intervenuto sconcerto del Sentimento Popolare, che oggi ha ben chiaro il ruolo di spinta esercitato dal Fera in tutto ciò, nei suoi trentotanove anni di ininterrotta scandalosa permanenza nel tribunale di Ragusa e di contrasto dell’Avv.Spadaro, che a tutt’oggi si considera a buon diritto, al servizio dell’Amministrazione Penitenziaria e del Popolo, ai fini della prevenzione e dell’accertamento di quei reati attinenti al proprio vissuto di Pubblico Funzionario e Politico. Fatti, al di là delle fuorviati e mistificatorie dichiarazioni del Fera, tutti denunziati, documentati ed accertati nella fase dibattimentale del sospeso procedimento penale reggino e che nessuno potrà mai cancellare, che sono culminati nell’interrogazione parlamentare dell’On. Diliberto, dopo un’istruttoria lunga anni, laboriosa, puntuale, certosina che ha superato tutti gli sbarramenti dell'Ufficio Legislativo e Legale della Camera dei Deputati, conseguente alla mancata assicurazione alla Giustizia di un siffatto procuratore.

Fatti pubblici, i suddetti, comprovati dagli atti giudiziari contenuti nel fascicolo del dibattimento del sospeso procedimento penale presso il Tribunale di Reggio Calabria n. 608/98 r.g.n.r , oggi di nuovo al vaglio della Magistratura di Messina in un procedimento penale che vede il Fera e complici indagati e lo Spadaro Parte Offesa; eccone alcuni passaggi tra i più significativi:

il Dott. Fera Agostino, per sua stessa ammissione, ha prestato ininterrotto trentanovennale servizio presso il Tribunale di Ragusa, dal novembre 1968 al 4 gennaio 1984, come sostituto procuratore, dal 5 gennaio 1984 all’estate del 92 come consigliere pretore dirigente e da allora a tutt’oggi come procuratore della Repubblica;
L'avv. Spadaro in atto v.Presidente della Commissione Regionale (Sicilia) di Garanzia e Componente della Segreteria Provinciale del P.d.C.I., dopo essere stato in Sardegana, Piemonte, Lombardia e Toscana e diretto Enti Pubblici (Sede Prov. I.N.A.D.E.L. di Oristano), Case di Reclusione, Case Circondariali e Supercarceri, si è insediato al vertice della Casa Circondariale di Ragusa il 12 aprile del 1990 permanendovi fino al pensionamento con 33 anni di servizio del 5 marzo 1996 ed è stato Consigliere della Provincia Regionale di Ragusa, per tutta la legislatura dal 1994 al 1998 e da ultimo V.Presidente del Consiglio di Amministazione di IbleAmbiente s.r.l. fino al suo scioglimento e liquidazione.

Durante il periodo in cui il Fera fu dirigente pretore ed in cui il clan Dominante Carbonaro raggiungeva il culmine del suo potere insanguinando l’intera provincia con gli accertati cento morti ammazzati e 300 estorti, fu trasferito alla direzione della Casa Circondariale di Ragusa il 5.07.1982, permanendovi fino al 15.03.1990, probabilmente per interessamento di egli Fera, un suo fraterno amico, con un torbido passato da direttore penitenziario, che consentiva ai predetti capi clan ( asseritamente da loro ) ed affiliati, di tenere in pugno il Carcere “e perchè incutevamo timore alla custodia…; e perché rivolgendoci a qualcuno all’esterno del Carcere ottenevamo cellulari per tenerci in contatto con alcuni del nostro gruppo fuori…; coltelli…, spostamenti di cella…, lavoro…; colloqui abusivi…; queste cose qua, questi sono i favori.” e quant’altro da loro dichiarato nell’udienza in videoconferenza suddetta tenutasi a Reggio Calabria il 16 sett.2004 ( proc.pen. sospeso n.608/98 r.g.n.r. ), in cui Bruno Carbonaro riconobbe nella persona del Fera l'autore degli interventi sul predetto direttore ed in cui fu indiziato di reati insieme a suo fratello Silvio, per avere fornito dichiarazioni devastanti per il Fera e contrastanti con quelle ad egli favorevoli, precedentemente rese sulle stesse cose ai loro pilotatori complici del Fera, Ufficiali della Polizia Giudiziaria di Messina, nelle s.i.t. del 12 febb.1998 , su delega del P.M. Vincenzo Romano.

In buona sostanza il Fera, remando contro l’operato dell’allora Procuratore della Repubblica Dott. Paolo Frasca ed usandolo ad usbergo delle sue malefatte, continuava, da pretore, a mantenere col Carcere di Ragusa, quei rapporti consolidati nel corso dei sedici anni in cui era stato pubblico ministero, allorquando, stando alle prodotte dichiarazioni del giornalista omissis..., autore del romanzo riedito “STIDDA” “LA QUINTA MAFIA I BOSS, GLI AFFARI, I RAPPORTI CON LA POLITICA”, era già nel libro paga del clan Dominante-Carbonaro.

Il predetto direttore, nel mentre per un verso veniva ripetutamente rinviato a giudizio dal Procuratore Paolo Frasca per reati consumati nell’esercizio di detta sua direzione e condannato dal tribunale ragusano, come in atti, per l’altro, veniva assolto insieme ai suoi complici tutti dipendenti del Carcere, dal pretore Fera, che ha falsamente dichiarato sotto interrogatorio a Reggio Calabria, che non aveva mai avuto rapporti col carcere di Ragusa durante tutto il periodo in cui fu pretore, con una scandalosa sentenza predibattimentale (pubblicata su www.giustiziaesfatta.com nell'articolo dal titolo "Fera Agostino ed i capi clan Dominante-Carbonaro" ),venendo conseguentemente trasferito, detto direttore, a Marsala e lasciando il carcere nelle mani dei capi clan Dominante-Carbonaro ed affiliati ed in un degrado totale in tutti i settori.

L'Avv.Spadaro, succeduto al direttore amico del Fera, assumeva la Direzione del Carcere di Ragusa provvedendo, con enorme logorio e rischio, per quanto riguardava le denunziate indebite interferenze del pretore Fera, che agiva sempre dietro le quinte, grazie ai legami che vi aveva istaurato nel corso dei sedici anni in cui era stato P.M., con un’azione sinergica concordata con il Procuratore Capo Dr. Paolo Frasca a tagliargli (al Fera) i ponti col Carcere, allontanandone l' amico del Fera m.llo titolare del Servizio di Custodia... omissis...e denunziandone i trattamenti di favore che elargiva ai capi Clan Dominante-Carbonaro, per cui detto m.llo, sarebbe stato rinviato a giudizio, processato ed assolto su scandalosa richiesta del 6.02.1996 della Procura diretta dal Fera, nel frattempo succeduto al Frasca, delegittimato da detta richiesta; e dire che il p.m.Salomone, fu riviato a giudizio per aver richiesto l'assoluzione a carico di un imputato.

Il Direttore Spadaro, sgomberato il campo dai suddetti ostacoli ed agendo in piena sinergia col Procuratore Frasca, col  Prefetto A.Prestipino Giarritta, col C.te Prov. dei Carabinieri Col.Francesco Guarrata ora Capo di Stato Maggiore e col Capitano CC. Angelo Dequartu ora Ten.Colonnello, delegato dalla neo D.D.A. di Catania appena costituita ( 1991 ), riuscivano a condurre a buon fine il 4 giugno 1992, dopo dieci mesi di intercettazioni all’interno del Carcere, l’operazione “SQUALO”, assestando con 18 arrestati e con la notifica di 31 ordinanze di custodia cautelare in Carcere, un primo colpo devastante al clan "Dominante-Carbonaro".
 Il secondo e più definitivo colpo sarebbe stato inferto con l’ operazione “SQUALO 2” del novembre 1994, sotto la direzione dalla D.D.A. catanese, con 111 ordinanze di custodia cautelare per il 416/bis c.p., sulla base delle rivelazioni dei capi clan f.lli Carbonaro, che incominciarono la loro collaborazione con la Giustizia ( D.D.A. di CT. ), alla fine del 1992, presso il carcere di Ragusa diretto dall'Avv.Spadaro e che consentirono di riscontrare tutto quanto già si sapeva attraverso le microspie precedentemente piazzate per 10 mesi all’interno del carcere di Ragusa, che avevano prodotto i primi lusinghieri risultati suddetti e documentati;

Nel maggio del 1992 il Dott.Frasca veniva nominato Procuratore Generale di Messina ed al suo posto subentrava Fera Agostino, che già furente perchè il Direttore Spadaro aveva indagato sul suo amico (di egli Fera) predecessore dello Spadaro nella direzione del Carcere di Ragusa, su incarico del Procuratore Frasca e che sulla base di prove documentali da questi fornitegli e degli accertamenti eseguiti, lo Spadaro aveva denunziato ed allontanato dal sevizio il maresciallo titolare del servizio di custodia del Carcere anch'egli amico del Fera, convinto com'era e forse com'è tutt'ora in costante preda a sindrome da paesana onnipotenza corroborata dalla trentanovennale permanenza nello stesso mini tribunale,che i Direttori Penitenziari siano una sorta di suoi subordinati tenuti alla cieca obbedienza (giova puntualizzare che trattasi di figure Istituzionali appartenenti l'una al potere Esecutivo e l'altra al Giudiziario, senza alcun vincolo gerarchico e con l'obbligo reciproco di collaborazione e vigilanza l'uno dell'operato dell'altro), per prima cosa pretendeva che il Direttore Spadaro, riservasse ai capi clan Dominante-Carbonaro quegli stessi trattamenti di favore che, come sarebbe stato accertato, venivano loro elargiti dal suo intimo amico, predecessore dello Spadaro nella direzione del Carcere di Ragusa.

Conseguentemente al rifiuto doverosamente oppostogli, il Fera scatenava all'indirizzo del Direttore Spadaro una vera e propria bufera giudiziaria documentata ed in atti, fondata sulla mensogna, sulla "calunnia" e sulla "corruzione di atti giudiziari" ad opera di u.p.g. da egli delegati,cercando di ribaltargli le sue colpe, con inopinato, inaudito, feroce e folle accanimento giudiziario, senza mai riuscire a cavarne un ragno dal buco, ma minando gravemente la salute del Direttore, costretto ad estenuanti difese (leggansi su www.giustiziaesfatta.com gli articoli dai titoli "Fera Agostino ed i capi clan Dominante Carbonaro(24.04.2006)" - "Come il Fera beffò il Procuratore Generale della Repubblica di Catania Dott. Di Mauro(05.05.2006)" - " Il P.M. Dr. Emanuele Diquattro vittima inconsapevole della diabolica corruzione di atti giudiziari concepita dal Fera ed eseguita dai suoi complici per soffocare lo scandalo che l'avrebbe travolto insieme ai suoi amici coindagati e consoci Lions (21.06.2006)" - "La genesi del caso Fera è negli atti prolusivi agli arresti del presidente Mauro(20.10.2005)", con incorporate le prove documentali di quanto asseritovi ).

Il Fera ed i suoi amici e consoci Lions coindagati, il cui vero timore era ed è di essere travolti dalla riapertura delle indagini stimolata dall'interrogazione parlamentare ed oggi di nuovo al vaglio della Procura Messinese, sulla base di nuove prove schiaccianti finalmente potute acquisire, che inchiodano il Fera, tentavano la strumentalizzazione di tutti i Lions della provincia, cercando di carpirne la buona fede ed incassarne la solidarietà in pro del Fera e si ritiene, che il coinvolgimento del Governatore Tommasini fu possibile grazie alla fuorviante e strumentale rappresentazione dei fatti fornitagli dal Fera e o da chi per lui, prova ne è che dopo l' intervento dell'Avv. Spadaro, come sopra e l'abbandono della sala, il Governatore che forse aveva già capito tutto, non tornò più sull'argomento.

Alla luce di quanto su esposto, le cui prove documentali pubbliche, oltre a quelle pubblicate sul sito www.giustiziaesfatta.com, sono a disposizione di ogni socio Lions che dovesse farne richiesta, chiedo l'espulsione di Fera Agostino dal "THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LiONS CLUBS" e di quanti, come lui dovessero tradirne lo spirito e l'etica in qualsiasi parte del mondo e la reintegrazione dello scrivente come "socio onorario", a parziale ristoro del danno morale sin qui subito da una decadenza dal club immotivata, strumentale e pretestuosa, oltre che offensiva e lesiva dei principi stessi posti a base dell'essenza Lionistica.

Chiedo l'intervento nella vicenda delle massime cariche Lionistiche, ultranazionali, nazionali, regionali, provinciali e locali a salvaguardia e tutela dell'osservanza dei nobili principi e finalità contemplate nello statuto e nei regolamenti, che è impensabile possano avallare simili nefandezze.

La presente, che è già pubblicata unitamente alla prefazione, sul domino www.giustiziaesfatta.com, costituisce:

- un dovere di corretta informazione dei fatti a tutti i soci Lions, nell'assoluto rispetto della loro autonomia di valutazione di quanto su esposto e documentato;
- un atto dovuto a salvaguardia e tutela dell'onore e del prestigio dell'Avv.Spadaro, dei suoi familiari, del suo casato che affonda le secolari radici in questa provincia di Ragusa ed alla stima che ha di tutti i destinatari in indirizzo, anche su sollecitazione di quanti consoci (tale si ritiene e da tale viene considerato, al di là dell’indecente provvedimento di decadenza "quod nullum est nullum producit effectum"), consapevoli dei fatti, lo hanno ripetutamente esortato a farlo per smascherare, ove ce ne fosse ancora bisogno, un procuratore insipiente e presuntuoso, che ha fatto il suo tempo e che tutti sappiamo chi è e da dove viene ed il cui permare ad oltranza ci è chiaro come sia dovuto al tentativo sempre più disperato e patetico di tirarsi fuori, continuando ad abusare della carica rivestita, dal pantano in cui si è autoimmerso;
- un invito a tenere alti i valori fondanti della Patria, della Giustizia, della Legalità, della Famiglia, dell'Amicizia, della Solidarietà, della Fratellanza, spudoratamente calpestati da quanti hanno sposato la causa di un materialismo senz'anima, che obbedisce solamente alla logica del guadagno ad ogni costo e con ogni mezzo, assurto ad unico motore di ogni azione della loro vita, operando il furto del futuro dei giovani, calpestando gli altrui diritti e frustrandone le legittime aspettative, con azioni indegne e disonorevoli e pretendendo impunemente, di porre ad usbergo delle loro malefatte, attraverso la disinformazione, la menzogna e l'inganno, la stragrande maggioranza di persone per bene che fanno parte di Clubs prestigiosi come il "THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUBS", non certamente disponibili ad avallare comportamenti del genere e ad essere strumentalizzati ed usati anche per fare da cornice nelle conviviali, a chi ne approfitta per discutere di malaffare ed individuare prede inconsapevoli della loro sorti già pianificate.  

Con l'occasione, formulo all'indirizzo di tutti gli appartenenti al "THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUBS" e gentili consorti, che invito a riflettere ed a prendere posizione sul caso, i miei migliori auguri di un sereno Natale e di un Felice anno nuovo, raccomandando loro di inserire nei loro computers, tra i "preferiti", il sito www.giustiziaesfatta.com che oggi registra una media di 12.500 contatti mensili e che li terrà costantemente aggiornati sull'eutanasia di un procuratore assistito da tanti, troppi colleghi stanchi di continuare a tenerlo in vita e sul punto di staccare la spina. La lettera su riprodotta è già stata inviata per posta ordinaria anche a tutti i 359 soci di tutti i Clubs di Ragusa e Provincia, ai loro indirizzi, così come risultanti nell'annuario del "Lions Clubs International Distretto Multiplo 108 Italy Club Undistricted San Marino"

Concludo con le sottoriprodotte citazioni attinenti al caso:

*- Or tu chi se’tu che se' seduto a scranna*- Per giudicar da lungi mille miglia*- Con la veduta corta d’una spanna?** ( Dante Alighieri Parad.,XIX, 79 )

"Particolarmente alla sua fine, la vita somiglia ad un ballo mascherato quando le maschere sono cadute: allora le fantasmagorie sono svanite, il carattere si è messo in piena luce, le azioni hanno trovato il loro giusto apprezzamento (Schopenhauer)

Chiunque potrà contattarmi ai seguenti recapiti:

Avv.Biagio Spadaro 97017 Santa Croce Camerina (RG.) “Tenimento Spadaro s.n.” tel.fax:0932.820060 cell: 3388388966 mail:passanitello@email.it

 

 

 

 

 

 

 

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com