RAGUSA 01.05.2017

IL BALLOTTAGGIO PREMIERA' MARINE LE PEN

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Siamo alle solite, tutti i sondaggi rilanciati dai mass-media asserviti al potere danno per vincente il centrista Emmanuel Macron, leader di "En marche!", ma dei sondaggi non c'è da fidarsi, come dimostrato dal referendum sulla Brexit e dall'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d'America.

A Marine Le Pen il ruolo storico di farci uscire dall'U.E. o per meglio dire dalla C.E.E. , restituendo sovranità ai Popoli ed esaltando i valori della Politica che dovrà tenere sotto stretto controllo finanza e finanzieri.

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Ragusa 09.05.2017

Emmanuel Macron è l’ottavo presidente della Quinta Repubblica Francese.

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Ha prevalso Macron che tenterà la ricostituzione dell'asse Germania-Francia, ma bisognerà vedere se l'esito delle prossime elezioni politiche glielo consentià. Intanto la Le Pen incassa 10.000.000 milioni di voti: un risultato storico.

Per capire l'evoluzione della politica francese bisogna guardare alla storia, al grande Statista Gen. Charles de Gaulle:

Nel 1965 si conclude il suo primo mandato presidenziale e si svolgono le prime elezioni presidenziali a suffragio universale diretto. Al primo turno de Gaulle si ferma al 44,65% dei voti ed è costretto al turno di ballottaggio da François Mitterrand, secondo con il 31,72% dei voti, anche a causa della candidatura del centrista Jean Lecanuet, terzo con il 15,57% dei voti. Al secondo turno de Gaulle ottiene un nuovo mandato settennale, con il 55,20% dei voti.

Egli Continua a promuovere energicamente l'indipendenza e un forte ruolo della Francia in politica estera:

-mantiene il rifiuto all'entrata della Gran Bretagna nella CEE e sostiene l'Europa delle nazioni contro ogni modello di Europa sovranazionale, immaginandola imperniata sull'asse franco-tedesco ed estesa, in prospettiva, dall'Atlantico agli Urali;

-condanna l'intervento statunitense contro i comunisti in Vietnam (in questa chiave, nel 1966 ritira la Francia dal comando militare integrato della NATO[5] ed espelle tutte le basi statunitensi dal territorio francese, pur continuando a partecipare all'Alleanza atlantica);

-nel 1967 dichiara l'embargo contro Israele per la guerra dei sei giorni fulmineamente condotta (e vinta) contro l'Egitto, la Siria e la Giordania.

La fase di forte inquietudine sociale culminata nel Maggio francese pare riportare de Gaulle ai tempi dell'appello del 18 giugno o della guerra d'Algeria; inizialmente sceglie di allontanarsi da Parigi per incontrarsi a Baden Baden con il generale Jacques Massu, comandante delle forze francesi in Germania. In sua assenza, il primo ministro Georges Pompidou riesce a padroneggiare la situazione, e al rientro di de Gaulle, un milione di sostenitori del gollismo sfila per Parigi. Il Presidente scioglie l'Assemblea nazionale e stravince le elezioni del giugno 1968, con il partito gollista che ottiene 358 seggi su 487.

Ma l'anno dopo il Presidente perde, con uno scarto minimo, un referendum su questioni relativamente banali (la riforma dell'ordinamento regionale e la fusione del Senato - che in Francia non ha mai avuto grande rilievo istituzionale - con l'organismo che in Francia corrisponde al CNEL italiano e la sua trasformazione in sede di rappresentanza di organizzazioni professionali e sindacali regionali). Ma annunciano il loro voto contrario perfino alcuni autorevoli esponenti della maggioranza come Valéry Giscard d'Estaing, e nell'indire il referendum de Gaulle preannuncia che, in caso di esito negativo, ne trarrà tutte le conseguenze.

Charles de Gaulle, a quasi ottant'anni, è entrato gloriosamente nella storia della Repubblica francese e sceglie egli stesso quando e come uscirne. Preso atto dei risultati del referendum, alle ore 0:11 del 28 aprile 1969 annuncia le proprie dimissioni con effetto da mezzogiorno. Dopo un breve soggiorno in Irlanda (trovandosi all'estero, vota per delega alle elezioni per il nuovo presidente della Repubblica), si ritira a Colombey-les-Deux-Églises e lavora al seguito delle sue Memorie. Muore l'anno dopo, il 9 novembre 1970. Nell'annunciare la sua morte in televisione, il nuovo presidente della Repubblica Georges Pompidou pronuncia la frase: "La Francia è vedova".[6]

Non abbiamo cosa farcene di quest'Europa delle Banche e delle Monete, che trasforma le popolazioni dell'U.E. in dei consumatori utili ad impinguare l'alta finanza e quanti asserviti se ne nutrono con caviale e champagne. Vogliamo un'Europa dei Popoli in cui a dettare leggi sia la Politica, quella vera che in Democrazia promuove il benessere di tutti : Sandro Pertini ne fu un esempio, eccone alcune citazioni:

„Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [... ] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io".

„L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire. (Dal discorso d'insediamento alla Presidenza della Repubblica)“

„I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. (dal discorso di fine anno, 31 dicembre 1978)“

„Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [... ] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che da' scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato! (audio su youtube del discorso del 31 dicembre 1983)“

„Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato via anche con mazze e pietre.“

Alla Le Pen, del cui successo il neo Presidente Macron non potrà non tenere conto e l'ha dichiarato, il compito di restituire ai Francesi ed popolazioni della C.E.E. le perdute sovranità politico-economiche: "en marche" pour travailler moins, pur travailler tous et vivre mieux.

Biagio Spadaro Sardo

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