28.4.2011

 
 

Conferenza dibattito sulla <<legalità>> presso l'I.T.I.S Ettore Maiorana di Ragusa nell'ambito dei Progetti Operativi Nazionali.

Ospite d'onore il Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Reggio Calabria Dott. Michele Prestipino Giarritta, cugino del "coraggioso" Prefetto di Ragusa Antonio Prestipino Giarritta e della Preside Maria Concetta Prestipino Giarritta che ha introdotto i lavori .

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1)La preside dell'I.T.I.S. Ettore Majorana e del Liceo Scientifico di Ragusa M.C. Prestipino Giarritta.2) la stessa accanto all'omonimo cugino Michele e ad un esponente di "Libera".3)Gli studenti dell'I.T.I.S. e del Liceo Scientifico di RG.

Nel pomeriggio del 24 marzo 2011 Michele Prestipino Giarritta dopo aver affascinato l'uditorio parlando della mafia della 'ndrangheta e focalizzato che << un magistrato si deve formare studiando tutti i giorni», ma soprattutto <<deve essere al di sopra di ogni sospetto e non appartenere a nessuno» ha risposto alle numerose e qualificate domande degli studenti del Liceo Scientifico e dell'I.T.I.S. di Ragusa presenti nall'affollata aula magna.

Egli che è stato per sette anni Pretore di Avezzano e per quattro Giudice di Sorveglianza all’Aquila, attualmente è Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, il cui Procuratore Capo è il Dott. Giuseppe Pignatone, entrambi provenienti dalla D.D.A. di Palermo dove coordinarono le indagini che portarono alla cattura del capomafia superlatitante Bernardo Provenzano.
Michele Prestipino è originario di Gioiosa Marea (Messina). Alla Pretura di Avezzano arrivò non ancora trentenne, conquistando subito la stima di tutti per il suo rigore morale.

Quando la mafia uccise Falcone e Borsellino, Michele Prestipino, da siciliano che ama la sua terra e che sta dalla parte della gente onesta, deve aver maturato la decisione di lasciare l’Abruzzo e andare alla Procura di Palermo. Così nel 1996 tornò in Sicilia. Dopo l’arresto di Totò Riina, per Michele Prestipino la cattura del super ricercato Provenzano divenne un obiettivo prioritario, insieme al procuratore Grasso, raccolse la testimonianza dei medici francesi che operarono Provenzano in una clinica di Marsiglia. Una testimonianza che permise la ricostruzione dell’identikit del capomafia e la scoperta del suo Dna. Prestipino a Palermo ha seguito anche altre inchieste molto scottanti, come quella sullo scandalo delle talpe all’interno della Procura e sulla mancata perquisizione del covo di Riina dopo la cattura.

La sua presenza a Ragusa ed i contenuti forti che ha saputo trasmettere, valutati dagli studenti (la futura classe dirigente d'Italia) che hanno avuto l'opportunità di ascolttarlo ed interrogarlo, arricchente ed in sintonia con il loro ideale di affrancamento da tutte le mafie, in una provincia che ha sempre mortificato la meritocrazia e che nel 1999 conquistò sulle prime pagine delle maggiori testate nazionali il triste primato di "capitale mafiosa d'italia" , al di là di quanto da sempre pubblicato dall'omologata stampa locale (a far tempo dagli omicidi Tumino-Spampinato del 1972), che ha sempre presentato "la provincia babba": "un'isola felice", "un'isola nell'isola". Ma con l'avvento dei neoprocuratori della Repubblica Carmelo Antonio Petralia a Ragusa e Francesco Puleio a Modica sembra che la musica, che suona melodia alle orecchie popolazioni iblee, sia cambiata.

BIAGIO SPADARO

 

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