4 agosto 2013

NELLO AGOSTA CI HA LASCIATO

nello

Il ruolo di funzionario della Provincia Regionale di Ragusa, gli stava stretto. Amo pensarlo nell'al di là, in una torre di controllo alta, che sfiora il cielo e che sovrasta migliaia di autocisterne piene di petrolio, pronte, al suo comando, ad incamminarsi per il mondo; ne aveva la capacità, la competenza e l'entusiasmo, ma a Ragusa, dove, grazie alle sue doti imprenditoriali avrebbe potuto e dovuto fare mirabilie, gli tarparono le ali, un pò per invidia (era un bell'uomo sposato con la sig. ra C. F. , una prolifica casalinga che gli aveva dato 4 figli), un pò per interessi (gli affari che aveva fiutato con formidabile intuito gli furono soffiati da avidi faccendieri ben ammanicati), ma soprattutto perchè era comunista e camminava sempre con una copia dell'UNITA' sotto l'ascella ed essere comunisti all'epoca, a Ragusa, per uno come lui nato nel 1930, era un marchio.

Caro Nello, come non ricordare il nostro incontro con Pier Luigi Vigna, assiduo frequentatore di Ragusa ed amico intimo dell'ex magistrato che gli organizzava le partite di caccia alla selvaggina? Amicizia pubblicamente conclamata da entrambi in un convegno lions tenutosi nei primi del giugno 2008 presso l’aula magna della Camera di Commercio di Ragusa e culminata con scambio di doni ed abbracci tra l'ex magistrato ed il Vigna neo pensionato, alla presenza anche mia e tua che accomiatandoci, offrimmo  in dono al Vigna, che lo accettò, una copia del quotidiano “Il Corriere della Sera” di domenica 1 giugno 2008, dove troneggiava in prima pagina un articolo sugli omicidi Tumino-Spampinato dal titolo “Due pistole per uccidere il Giornalista” dell’inviato speciale Dott. Paolo Distefano “Un caso provocato da un altro caso. Un delitto (Spampinato) fatto apposta per cancellare un altro delitto (Tumino)”. Come dimenticare, che grazie alla d.ssa Eurosia Buttitta (prima firmataria), a te, a me a Carlo Ruta e ad altri 42 coraggiosi cittadini della nostra provincia, il Pubblico Ministreo che svolse le indagini preliminari venne indagato dalla Procura di Messina per "abuso d'ufficio" e "favoreggiamento personale" nei confronti di Roberto Campria, assassino di Giovanni Spampinato? (leggasi cliccando di seguito su 24) Per Luciano Mirone il caso Tumino Spampinato non è chiuso (5.8.2007).

Con te, caro amico mio, con cui ho pellegrinato per procure e tribunali, pranzato, cenato, parlato e sperato in una giustizia ahimè sorda, se ne va un combattente, un pezzo di storia della provincia di Ragusa, padre e marito infaticabile che hai dedicato la tua vita alla famiglia, ai figli tutti sistemati all'estero e che avresti voluto con te, nella tua terra, amore amaro, in cui spiccano e galleggiano teste di legno, figli di teste di legno, nella perpetrazione di un sistema che mortifica la meritocrazia e che implode soffocato da faccendieri e speculatori di ogni risma, dal partitismo, dalla clientalizzazione delle leggi, dalla strumentalizzazione della miseria e dalla mafia. Ma, grazie anche alla nostra tenacia e civile impegno, anche in questa nostra terra, siamo arrivati ad una svolta epocale. (leggasi cliccando di seguito su Con l'elezione del Grillino Federico Piccitto, il Popolo Sovrano punisce ed umilia Giovanni Cosentini (69,55% contro 30,65%). (25.06.2013).

Avevi ottenuto la concessione demaniale della "ROTONDA" di Marina di Ragusa, l'avevi attrezzata per avere accanto a te almeno uno dei tuoi figli, ma inqualificabili personaggi, accecati dall'avidità e dall'invidia, te l'hanno pretestuosamente fatta chiudere, facendo marcire le tue cose acquistate con indicibili sacrifici alla vigilia della stagione estiva, in un non meglio identificato deposito del Comune di Ragusa e così mortificando anche questa tua nobile e paterna aspirazione che peserà sulle loro coscienze.

Ti avevo telefonato come promessoti per andare a trovare Carlo Ruta nella sua panoramica dimora di Cava D'Aliga e tutti insieme a pranzare a "L'ancora", che tanto ti piaceva per la sua vista sul mare, mi rispondeva tua figlia dicendomi che eri ricoverato. Sono venuto a trovarti nel reparto di nefrologia dell'ospedale Maggiore di Modica il 1° agosto 2013 dove c'erano tua figlia e tua moglie che hai redarguito energicamente perchè ti avevano tolto il cellulare; sono ritonato l'indomani con quanto mi avevi chiesto. Ad assisterti c'era solo Matilde, soddisfatta per quanto hai sottoscritto in sua presenza dopo averne verificato il contenuto, dalla quale avrei ricevuto un sms il giorno seguente " I funerali di papà saranno lunedì alle ore 11 chiesa S. Paolo".

La chiamavo per manifestarle il mio dolore e dirle che era venuta meno una persona per bene, che avevo perso un amico, un "compagno".

Addolorato di non aver potuto sostrenere il tuo feretro per accompagnati all'ultima dimora, vorrò mettervi un mazzo di fiori, quelli dai colori intensi che ci inebriavano disseminati lungo i nostri viatici per procure e tribunali, non appena farò rientro a Ragusa.

Le tue volontà saranno eseguite, certo come sono che vigilerai dall'alto perchè Giustizia sia fatta, quella Giustizia che non hai potuto avere da vivo, quella Giustizia senza la quale ti starai rivoltando nella tomba e che, come sempre, finirà col colpire i malvagi, gli imbroglioni, i furfanti e chi li circonda.

Quando sarà arrivata la mia ora, continueranno gli uccelli che affollano il "Tenimento Spadaro" ad abbeverarsi dell'acqua che faccio sgorgare per loro nelle ore della canicola? Ci sarà chi penserà a riempire le ciotole ai miei gatti che mi accompagnano fino all'uscio di casa e mi seguono come fedeli guardiani collocandosi sui davanzali delle finestre? Le iridate albe e tramonti che scandiscono le mie giornate, accenderanno le mie stesse passioni in chi mi succederà? Cettina, i miei figli, i miei nipoti, scorgeranno come me, tra le variegate immagini che si stagliano all'orizzonte tra cielo e mare, le sagome di Angelica, Orlando, Rinaldo, Bradamante, Astolfo, Ferrau....? Le mie sembianze? Scorreranno nelle loro menti i fotogrammi delle "pagliuzze d'oro" delle nostre vite? Ci sarà qualcuno che verrà a deporre un fiore di campo sulla mia tomba? Che sriverà di me?

Si, ne sono certo ed è per questo caro Nello che sto scrivendo di te e di quanto mi hai trasmesso.

Biagio Spadaro

 

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