Capo D'Orlando 27.07.2018

ROMA OPERAZIONE "GRAMIGNA": I Carabinieri coordinati dal Procuratore Michele Prestipino Giarritta, danno scacco al clan Casamonica

 

Mafia, blitz contro Casamonica, Carabinieri: 'Prima pentita del clan'

prestipino

CLAN CASAMONICA: 31 ARRESTI E 6 RICERCATI PER “ASSOCIAZIONE MAFIOSA DEDITA ALL'ESTORSIONE E ALL'USURA"

Roma, blitz contro il clan Casamonica: 31 arresti, 6 ricercati. “Associazione mafiosa dedita all’estorsione e all’usura”

Le indagini , coordinate dal Procuratore Aggiunto Michele Prestipino Giarritta, dimostrano che gli affiliati si occupavano del traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, usura e concessione illecita di finanziamenti. Coinvolto anche il pugile Domenico Spada, appartenente all'omonima famiglia di Ostia ed ex campione del mondo.

L'operazione "GRAMIGNA" (erbaccia difficile da eliminare) è il risultato di un’operazione dei Carabinieri, frutto dell’indagine coordinata dalla D. Distrettuale Antimafia di Roma, in corso tra la CapitaleReggio Calabria e Cosenza contro il clan Casamonica al comando del quale c’era Giuseppe Casamonica, da recente scarcerato, dopo 10 anni circa di detenzione.

 “Una consorteria mafiosa di estrema pericolosità“, la definisce il Giudice per le indagini preliminari Gaspare Sturzo nell’ordinanza che contiene intercettazioni telefoniche, le parole dei pentiti e i riscontri dei Carabinieri sul clan che controlla i quartieri Appio e Tuscolano ed ha la sua “centrale” nel vicolo di Porta Furba. Si muove come una “famiglia di ‘ndrangheta potente”, ha raccontato un pentito – di origine calabrese – agli inquirenti. Con i magistrati ha parlato anche l’ex compagna di un Casamonica, con rivelazioni definite “molto importanti” dai Pubblici Ministeri, perché rappresentano “un vulnus sull’area di impenetrabilità del gruppo".

Sequestrate discoteche, ristoranti e palestre – Sequestrata anche la sua palestra a Marino, alle porte di Roma. Sigilli a diversi locali nel centro della Capitale, tra i quali un ristorante alle spalle del Pantheon, un centro estetico ed una discoteca a Testaccio, oltre a numerosi conti correnti ed autovetture nella disponibilità degli indagati. Sequestrati anche quattro alloggi popolari dislocati a Roma e provincia, occupati irregolarmente da alcuni degli indagati ed in taluni casi estorti ai legittimi assegnatari a seguito di debiti contratti con il clan.

“Se sanno che parlo, sono morto” – riporta il Corriere della Sera, agli atti ci sono anche le parole di un pentito: “Sono fortemente intimorito – dice in un passaggio dell’interrogatorio – perché se queste dichiarazioni dovessero essere rese pubbliche io sarei un uomo morto. Quelli sono i Casamonica e con quella gente non si scherza“. Due le persone che si sono pentite, collaborando alle indagini. Per Massimiliano Fazzari, ex componente della banda, "I Casamonica sono assimilabili alle cosche della sua terra”, dice l’uomo di origine calabrese. “Come una famiglia di ‘ndrangheta potente, quando sono tanti e sono organizzati bene diventano potenti sia con i soldi che con i morti”. Da qui si evince, stando all’accusa, la forza intimidatrice del clan. Emersa con forza anche durante i funerali-show del capostipite Vittorio.

Le ‘minacce’ alla banda: “Suonate Il Padrino !” – In quell’occasione, passata alla storia per il volo dell’elicottero e i petali piovuti dal cielo, secondo l’inchiesta non venne neanche pagata la banda e i musicisti furono costretti ad eseguire la colonna sonora de Il Padrino: ”Prima che cominciassimo a suonare, è venuto verso di noi un uomo dell’età di 40-50 anni, dall’aspetto che sembrava di origine zingara; egli, rivolgendosi a tutti noi lì presenti, con fare prepotente ha detto: ‘Dovete suonare Il Padrino!’ – ha detto uno dei musicisti, come riporta il Corriere – Noi non abbiamo accolto questa richiesta dicendo che avremmo preferito le marce funebri, ma egli avrebbe risposto: ‘Qui si fa come dico io, dovete suonare Il Padrino!’. L’atteggiamento dell’uomo e la presenza di tanta altra gente della sua famiglia lì intorno ci ha portato ad eseguire quanto richiesto”.

55 i capi d’imputazione contestati agli appartenenti al clan in concorso tra loro e con ruoli diversi, a conclusione delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Michele Prestipino Giarritta, dal P.M. Giovanni Musarò, convalidate dal G.I.P. Gaspare Sturzo: aver costituito un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, usura, concessione illecita di finanziamenti etc..., tutti commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

Prestipino Giarritta: "Indagini complesse su Casamonica, cruciali i collaboratori di giustizia"

Gli Italiani onesti ed operosi, il titolare di questo blog, la sua compagna Maria Concetta, i familiari tutti di entrambi, parenti, affini, amici e colleghi, rigraziamo il Procuratore Aggiunto Dott. Michele Prestipino Giarritta di cui conosciamo il coraggio, l'onestà e la preparazione e quanti l'hanno degnamente collaborato, e vogliamo che sappiano che siamo loro vicini e solidali, ben consapevoli degli enormi rischi che hanno corso e vieppiù corrono per liberare la parte sana della Nazione Italia dal "cancro" mafia. Persone degne del massimo rispetto e stima a fronte di quanti hanno amministrato la giustizia facendola apparire incapace di indagare su se stessa e ne sono emblematici i contenuti dei 4 articoli visibili cliccando di seguito sui titoli sotto riprodotti:

- Scarantino: "Io torturato e costretto a mentire". Ecco lo scoop censurato su Borsellino (la Repubblica Cronaca 23.sett.2013);

- La vera storia di Adolfo (Parmaliana) e del procuratore generale pregiudicato ( su "ANTIMAFIA" di Fabio Recipi del 03.10.2017);

- 24) Il Prefetto Prestipino Giarritta e "L'upupa dalla cresta Rossa "29.8.2007" su www.giustiziaesfatta.com, che si consiglia di leggere con attenzione;

- Il Comune di Vittoria sciolto per mafia - Giornale di Sicilia del 27.07.2018. Il provvedimento è stato adottato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Decade dunque dalla carica il giovane sindaco avv. Giovanni Moscato, primo sindaco di centrodestra in una città storicamente di sinistra, a cui "sono state tolte le penne" per impedirgli di volare. Sindaco che in vero appare agli occhi di gran parte dei Vittoriesi come il capro espiatorio di tanti, troppi errori del passato.

Senza entrare nel merito dell'inquietante vicenda di cui andranno analizzati l'evoluzione e gli esiti, ma onde evitare che chi senza merito, oggi se ne possa appropriare, corre l'obbligo sopra tutto a quanti sono stati partecipi del caso per via delle cariche istituzionali rivestite, con le ben note perniciose sovraesposizioni, di ricordare a chi vorrebbe dimenticare, che detto scioglimento andava posto in essere a tempo debito, sulla base delle risultanze delle indagini della commissione interforze nominata dal Prefetto Antonio Prestipino Giarritta di cui si riporta di seguito l'esaustiva nota di commiato del 26 gennaio 1993:

prestipino

"Prefetto Coraggioso e spirito libero" trasferito presso il Ministero dell'Interno dal ministro pro tempore. Un vero e proprio tiro mancino da più parti sollecitato, al di là delle appartenenze a lobbies finanziarie, partiti politici, ed istituzioni, superate dal comune interesse di continuare ad accreditare Ragusa come "l'isola felice", l'isola nell'isola". La stessa Ragusa che è risultata essere "<<capitale>> mafiosa d'Italia" (1° pagina de "LA SICILIA edizione di RAGUSA del 16 febbraio 1999)" e "Prima provincia d'italia per evasione fiscale" (www.lastampa.it/2014/04/05 La Stampa La mappa dell'evasione fiscale in Italia - La mappa dell'evasione in ItaliaIl Sole 24 ore); 62) RAGUSA: LAVANDERIA DEI SOLDI SPORCHI (20.10.2014).

E' ultroneo rilevare come lo sciglimento del Comune di Scicli per mafia, a cui avrebbe dovuto seguire quello di Vittoria come sopra stoppato, avrebbe mutato il corso della storia della provincia "babba", con annessi, connessi, presupposti e conseguenziali, come anche che, l'attuale scioglimento (al di là delle intenzioni del promotore) sia prolusivo della riduzione in pristino di quel passato che per molti aspetti è già ritornato presente pienamente operativo.

BIAGIO SPADARO SARDO

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com