17.06.2019

Il successore di Fera Agostino alla Procura di Ragusa, Petralia Carmelo Antonio indagato per "concorso in calunnia aggravata dall'avere favorito cosa nosta nell'ambito dell'inchiesta sul depistaggio sulla strage di via D'Amelio in cui morirono il Giudice Paolo Borsellino e gli Agenti della sua scorta"

Insieme a lui, in atto procuratore aggiunto presso il Tribunale di Catania, indagata anche Annamaria Palma avvocato generale presso la Procura Generale della Repubblica di Palermo. All'epoca dei fatti i due eramo p.m. alla procura di Caltanissetta diretta da Tinebra Giovanni, subito dopo nominato direttore generale del D.A.P., poi procuratore generale della Repubblica di Catania e presidente della C.T.P ed infine presidente dell'U.RE.G.A., uscito dall'indagine mortis causa del 06.05.2017.

La Procura di Messina, competente per territorio poichè l'aggiunto Petralia in atto appartiene al distretto della Corte d'Appello di Catania li ha iscritti nel registro degli indagati, per chiarire quale ruolo abbiano avuto in quello che è stato definito «il più grande depistaggio della storia italiana». Due nomi, i loro, che si aggiungono a quelli dei tre poliziotti del gruppo Falcone-Borsellino guidato da Arnaldo La Barbera, sotto processo a Caltanissetta. Si tratta di Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, che devono rispondere della stessa accusa, quella di aver avuto un ruolo nella creazione del finto pentito Vincenzo Scarantino e nell'orchestrazione del depistaggio (rainews del 28 sett.2018 Borsellino, tre poliziotti rinviati a giudizio. La figlia del Magistrato: chi sa la verità parli) . Detti poliziotti ufficiali di polizia giudiziaria, secondo l'accusa, avrebbero costruito a tavolino  "falsi pentiti" come Vincenzo Scarantino e, anche con minacce,  li avrebbero indotti a mentire e a incolpare dell'eccidio persone innocenti.

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palma annamariaRisultati immagini per immagini di giovanni tinebraDepistaggio Borsellino, indagato Carmelo Petralia, ex capo della Procura di Ragusa

Allorchè il C.S.M. designò Petralia Carmelo Antonio quale successore di Fera Agostino alla Procura della Repubblica di Ragusa, quasi tutti i Ragusani tirammo un sospiro di sollievo e quando il 27 febbraio 2009 il Petralia sedette a scranna previo giuramento di fedeltà alla Repubblica, tutti quelli che il Fera amava definire suoi "nemici e detrattori" andammo a salutarlo ed a dargli il benvenuto, me compreso titolare di questo blog. Dopo 41 anni di ininterrotta permanenza del Fera presso il Tribunale di Ragusa (provincia risultata "<<capitale>> mafiosa d'Italia" - LA SICILIA del 16.02.1999) alternando funzioni requirenti e giudicanti oltre al mantenimento della carica di presidente della C.T.P. ragusana (risultata "prima provincia d'Italia per evasione fiscale" -  La mappa dell'evasione in ItaliaIl Sole 24 ore del 30 maggio 2011 --62) RAGUSA: LAVANDERIA DEI SOLDI SPORCHI (20.10.2014) aspettavamo tutti l'arrivo del suo successore con accresciuta fede e speranza di quanta i cristiani ne riponevano nell'avvento del Messia.

Ma Carmelo Antonio Petralia che andavo a trovare periodicamente nel suo ufficio talvolta insieme alla mia compagna Preside Maria Concetta Prestipino Giarritta, o non lo capì o non volle capirlo o gli fu interdetto di capirlo, fedele com'era in difesa di quel mondo che già declinava e che non potrà mai più ritornare, nè io ben conoscendo chi era il suo predecessore avrei potuto capire lui, penetrare nella sua interiorità, perchè la mia mente rigettava anche concettualmente l'idea che potesse avere qualcosa in comune col Fera, che potesse avallare il suo operato, esserne amico o addirittura assecondarlo, anche perchè da quanto ci diceva sul suo conto non sembrava affatto averne una buona opinione.

Ma quando un giorno il discorso cadde sul p.g. di CT. Tinebra Giovanni, fu esplicito nell'esternare come gli fosse devoto "non sono degno di nominare il suo nome". Da allora poichè da Dirigente Penitenziario e socio lions ero ben informato sul conto di Tinebra Giovanni direttore generale del D.A.P. e dei rapporti di amicizia che intratteneva col Fera che lo ospitava (e non solo lui: Vigna Pierluigi, Ayala Giuseppe, ed il loro codazzo) organizzando partite di caccia alla selvaggina, convegni sulla giustizia e conviviali lions a Ragusa e Marina di Ragusa e poichè il Tinebra aveva avuto un ruolo da protagonista insieme al Fera, all'avv. Dipaola Carmelo attuale presidente dei probiviri della Bapr di Ragusa ed altri in un p. penale (1590/07 RGNR in ME.) relativo a delle lettere anonime che si tentò indegnamente e scandalosamente di attribure a me ed all'ing. Sebstiano Agosta (leggasi cliccando di seguito su Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Tinebra Giovanni ed al Presidente Michele Duchi?(3.09.2008), tutto mi apparve chiaro e troncai le visite in Procura. Uno dei primi provvedimenti emanati dal Procuratore Generale di Catania Tinebra, dove lo incontrai e colloquiai una settimana prima del suo insediamento ufficiale, fu il rigetto della richiesta di Eurosia Buttitta + 45 (tra cui lo scrivente) depositata il 20.10.2006 di avocazione delle indagini preliminari relative all'uccisione dell'Ing. Angelo Tumino allora condotte dal giovane p.m. Fera Agostino e finite nel nulla e la contestuale trasmissione degli atti a norma dell'art.414 c.p.p. proprio al Fera intanto divenuto procuratore, che ovviamente con autonomo provvedimento non ritenne di riaprire il caso non ravvisando esigenze di nuove investigazioni. Omicidio da cui sarebbe scaturito l'assassinio del Giornalista Giovanni Spampinato per mano di Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del Tribunale di Ragusa.

A seguito del rigetto i fatti sarebbero stati denunziati alla Procura di Messina (p. p. n.242/07 R.G.N.R. P.M. Dott. Vincenzo Barbaro) che dopo avere indagato il procuratore Fera per abuso d'ufficio e favoreggiamento personale (prescritti) e non anche per concorso nell'omicidio di Giovanni Spampinato (imprescrittibile), come richiesto in denunzia, ne richiedeva l'archiviazione decretata il 17.12.2007 dal G.I.P. Maria Eugenia Grimaldi che riteneva inammissibile l'opposizione di Eurosia Buttitta + 45. In proposito, il Sen. Magistrato Giuseppe Di Lello Finuoli appartenente al pool Caponnetto-Falcone-Borsellino, facendo seguito all'interrogazione parlamentare del Segr. Nazionale del P.d.C.I. On. Prof. Oliviero Diliberto con cui chiedeva la rimozione del Fera da Procuratore di Ragusa, avrebbe pubblicamente dichiarato "<<un procuratore democratico insabbiatutto, sia a destra, che a centro, che a sinistra. In particolare non riesce neppure a riaprire indagini, basate su precisi elementi che riguardano l'omicidio del giornalista Spampinato. Basterebbe l'intervento di un bravo giallista come Carlo Lucarelli.>>, venendo querelato dal Fera ed assolto. Di analogo tenore le dichiarazioni del Sen. Gianni Battaglia, anch'egli querelato dal Fera ed assolto.

Petralia mi rivelò il suo vero volto alla vigilia della scadenza del suo mandato ottoennale da procuratore della Repubblica di Ragusa, allorchè si era già candidato per la Procura di Catania venendo superato dall'attuale Procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro al vertice della Direzione Distrettuale Antimafia con competenza anche sulla Provincia di Ragusa.

In buona sostanza, dopo avere richiesto ed ottenuto dal g.i.p. l'archiviazione di più p. penali attivati su mie contro denunzie (seguite all'analoga definizione di quelli attivati dal Fera), taluni dei quali aperti ed archiviati a mia insaputa (utili a farmi iscrivere nello S.D.I.), mi faceva prima invitare (artt.350, 370 c.p.p.) dal suo delegato Mar. Ca. CC. Rocco Carrara e poi interrogare in merito ad una denunzia-querela del 02.02.2015 in cui il Fera si sentiva calunniato dai contenuti del foglio 8 secondo e terzo capoverso del mio ricorso per Cassazione (depositato per l'inoltro presso il tribunale di Ragusa) avverso la sentenza del mio appello per l'assoluzione nel merito alla C.d.A. reggina confirmatoria di quella di 1° grado, prescrittiva del reato di cui all'art.368 c.p. In merito leggasi cliccando di seguito su 72) FERA AGOSTINO NELLA FOGA DI DENUNCIARE SPADARO SI AUTODENUNCIA (11.09.2016) con aggiornamento del 17.06.2019;

Denunzia - querela presentata dal Fera al Petralia, prima che intervenisse l'esito di detto vittorioso ricorso "Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto non sussiste" (Cassazione: sentenza n.40407/15 dell'08.09.2015). Del chè ne informavo detto Ufficiale di P.G. dicendogli che i medesimi fatti erano già stati valutati, per cui mi diceva di portargliela per fare chiudere il caso. Cosa che feci, oltre a controdenunziare il Fera nel corpo dell'interrogatorio di garanzia resogli, per i delitti pp. e pp. dagli artt.81 cpv. e 368 c.p. - 81 cpv.e 595 c.p. - 612 bis c.p.

Ma Il Petralia, ben lungi dal richiederne l'archiviazione e dall'attivare un procedimento penale a carico del Fera per detti reati, ne delegò il suo sostituto p.m. Scollo Gaetano persona a me ben nota, che trasmise gli atti alla Procura di R. Calabria per "competenza territoriale" in ordine al reato di cui all'art.368 c.p. . Provvedimento utile a far attivare ben 3 procedimenti penali finiti nel nulla ed un processo a mio carico conclusosi con sentenza pienamente assolutoria appellata dal p.m. reggino Gaglioti Angelo e dal Fera e confermata dalla C.d.A. reggina. Procedimenti in cui fui difeso dal formidabile Avvocato del foro di Catania Sonia Bertone di Giandilandri che mise alle corde il p.m. Gaglioti Angelo con mia grande soddisfazione da orgasmo intellettuale. In merito leggasi cliccando di seguito su:

73) FISSATA DAL G.U.P. ADRIANA TRAPANI L'UDIEZA PRELIMINARE PER IL CASO FERA-SPADARO (22.07.2016);

74) Per i medesimi fatti indagini a carico del Fera e giudizio abbreviato per Spadaro (06.10.2016) con aggiornamento del 17.06.2019

76) GIUSTIZIA E' FATTA: ENNESIMO FLOP DI FERA AGOSTINO-Il Giudice Adriana Trapani assolve il Direttore Spadaro. (17.12.2016) con aggiornamento del 17.06.2019 ; MOTIVAZIONI SENTENZA GIUDICE TRAPANI

79) LA CORTE D'APPELLO DI R. CALABRIA PRESIEDUTA DA MICHELE CAPPUCCIO RIGETTA GLI APPELLI DEL p.m. GAGLIOTI ANGELO E DI FERA AGOSTINO (29.05.2018)

-MOTIVAZIONI SENT. CAPPUCCIO

A ciò aggiungasi che il Fera mi aveva denunziato altresì per i contenuti del mio appello a detta sentenza prescrittiva il cui procedimento dopo un iter lungo e tortuoso sarebbe stato definito con ordinanza di archiviazione del Giudice Domenico Santoro. Leggasi cliccando di seguito su:

ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" " (13.7.2013)

ORDINANZA SANTORO.pdf

Fatti torbidi ed inquietanti paragonabili al denunziato e provato pilotaggio del capo clan "pentito" Bruno Carbonaro e fratelli in atti al fascicolo del P.M. (7 faldoni) e del dibattimento del p.penale n.608/98 RGNR in R. Calabria, già pubblicati con supporto di prove documentali su questo Blog.

Fatti contenuti altresì nel fascicolo del p.m. e del dibattimento del p. penale presso il Tribunale di Messina n. 6548/08 RGNR (Giudice Valeria Curatolo). Leggasi cliccando di seguito su:

77) LA CORTE D'APPELLO DI MESSINA PRES. A. SICURO BOCCIA L'APPELLO del pubblico ministero, del s. procuratore generale NAPOLI VINCENZA e di FERA AGOSTINO (21.09.2017) avverso la sentenza con cui il Giudice Valeria Curatolo aveva pienamente assolto il Direttore Spadaro. Difensore dello Spadaro, l'adamantino Avvocato Domenico Germolè del Foro di Messina.

MOTIVAZIONI SENT. SICURO

e nel fascicolo del p.m. e del dibattimento del p. penale presso il Tribunale di Messina n.6647/2006 R.G.N.R. (Giudice Rosa Calabrò P.M. Dott. Fabio D’Anna relativo ai contenuti della nota riservata dello Spadaro al Ministero della Giustizia, al Pres. ed al P.G. della C.d.A. di CT.), conclusosi con un ulteriore assoluzione dello Spadaro con sentenza n.3550/2015 reg. sent. depositata l'08/07/2016. LEGGASI CLICCANDO DI SEGUITO SU: 69) Atto ultimo, ennesimo flop di Fera Agostino: Spadaro ancora una volta assolto con sentenza del Giudice Rosa Calabrò del Tribunale di Messina (24.12.2015);

80) CASO FERA-SPADARO: LA CORTE D'APPELLO DI MESSINA INGIUNGE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ALFONSO BONAFEDE DI RISARCIRE IL DIRETTORE SPADARO ASSOLTO DAL GIUDICE ROSA CALABRO' (28.06.2018).

Il procuratore aggiunto Carmelo Antonio Petralia si dice “sconvolto e amaramente colpito sul piano umano e familiare sulla gestione mediatica della notizia“ e nell'intervista non esita a parlare di “‘macelleria mediatica’ a buon mercato di cui, in concreto solo io e la collega Palma siamo rimasti vittime“ e ritiene improprio l’uso del termine depistaggio assumendo “Senza entrare nel merito delle indagini in corso a Messina, contesto l’uso semanticamente inappropriato di questo termine. Depistaggio significa che in presenza di una pista che io conosco ne seguo consapevolmente un’altra”, dimentico forse che chi ha usato questo termine è un Magistrato che ben conosce il lessico, che nella fattispecie ha subito uno svuotamento semantico dall'apodittica contestazione del Petralia.

Molto illustre ed oggi più noto che mai dott. Petralia, mi sono chiesto e mi chiedo perchè mi ha fatto tutto questo? Ulteriori tre anni della mia vita rubati, come se non bastavano quelli di prima (24) ad opera del suo predecessore, oltre al danno all'erario, alle mie tasche ed alla mia salute. Ma la cosa più grave è che lei ci ha profondamente delusi, oltre che fortemente condizionato la mia vocazione alla beneficenza che continuo ad elargire proporzionalmente alle mie possibilità, a persone bisognose a me note (nel devoto ricordo di mia Madre che era Presidente delle Dame di S. Vincenzo di Comiso); motivo per cui ove in un impeto di umana resipiscenza volesse sopperire, gliene comunicherò i nominativi a cui versare per mio conto €. 4.650/00, somme da me a loro destinate e costretto ad impiegare per difendermi dal "niente", esponenzialmente elevato a "niente", a causa sua, del p.m. Scollo Gaetano e del p.m. Gaglioti Angelo con i quali potrà, previo concordato, condividere detta somma che andrebbe addebitata al promotore dell'artificio, eiusdem furfuris, presumo con scarsa possibilità di portarla all'incasso.

In fin dei conti trattasi di invito analogo a quello che trasmisi al fax (0961743483) il 13 Agosto 2008 all'allora p.m. presso la procura di Catanzaro de Magistris Luigi (p.p. n.4114/04 RGNR) con cui mi incontrai due volte, che dopo quattro anni dalla denunzia a carico del Fera e dei 4 magistrati reggini che avevano gestito il p. penale relativo al clan Dominante-Carbonaro (p.p. 608/98 RGNR in RC.) dispose, quale unico atto d'indagine preliminare posto in essere a fronte dei precisi elementi fornitigli, la loro identificazione, impegnato com'era nel percorrere il tortuoso viatico che l'avrebbe portato alla conquista della sindacatura di Napoli che ancora detiene.

Invito ovviamente inevaso, come del resto lo sarà quello rivolto a lei, allo Scollo ed al Gaglioti, questi ultimi due (dei quali vorrò seguire le sorti) in attesa di soggiacere all'inesorabile Legge del "contrappasso", la stessa che ha già colpito gran parte di quanti hanno avuto un ruolo determinante in questo caso di malagiustizia originato dal mio rifiuto del settembre 1992 opposto al suo predecessore, di riservare trattamenti di favore ai capi clan Dominante-Carbonaro ristretti nel Carcere di Ragusa da me diretto e che oggi si è abbattuta su di lei Petralia Carmelo Antonio, che sarebbe opportuno lasciasse immediatamente la magistratura seguendo l'esempio del procuratore generale della Cassazione Fuzio Riccardo, che nonostante l'espresso impegno del pensionamento anticipato, si ritrova indagato dalla Procura di Perugia per "rivelazione di segreto d'ufficio a Palamara Luca già presidente dell'A.N.M. e membro togato del C.S.M.". Capo d'imputazione sicuramente meno grave ed invasivo del suo, dr. Petralia (leggasi cliccando di seguito su :

Caso Palamara, Riccardo Fuzio indagato per rivelazione di segreto d'ufficio Rai Newsdel 05 luglio 2019)

Termino con l'augurio che il rinnovando C.S.M. auspicato dal Galantuomo che ne è il Presidente, oltre che della Repubblica, Sergio Mattarella (giova ricordare a qualche sprovveduto che non lo sa o fa finta di non saperlo, fratello dell'assassinato dalla mafia Piersanti) possa intanto tenere sotto stretto controllo, neutralizzare e man mano spazzare via tutti i seguaci del ben noto fu Tinebra Giovanni, fra l'altro sottoposto a procedimento disciplinare per condotta «gravemente lesiva dell'immagine di magistrato», primitivo responsabile della degenerazione del "caso di mala giustizia Fera-Spadaro", che da direttore generale del D.A.P. non mi concesse il "nulla osta" per il patrocinio da parte dell'Avvocatura dello Stato del p. penale relativo alle su dette segnalate pressioni da me ricevute in pro dei capi clan Dominante Carbonaro ed affiliati. Leggasi cliccando di seguito su:

40) Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali) (7.09.2009) il paragrafo n.21 e su:

Mattarella al Csm 'Caos sconcertante. Oggi si volta pagina nella vita del Consiglio'.

SUGGERIMENTI AI POLITICI: Facoltà dell'imputato o del chiamato in causa in procedimento civile all'autodifesa; separazione delle carrire e fisica dei magistrati (i giudici in un capo delle città sedi di Tribunali e Corti d'Appello e i pubblici ministeri nel capo opposto); dimissioni dalla magistratura dei canditati in politica eletti e non eletti; introduzione del principio di responsabilità penale in caso di accertato errore giudiziario (condanna ad 1/10 della pena senza sconti del p.m. proponente e del gip che ne ha firmato gli ordini di c. cautelare) e civile con altrettanta percentuale a carico del decidente da versare alla parte sentenziata erroneamente soccombente; divieto assoluto di cumulo di incarichi a magistrati in servizio con interdizione assoluta di preposizione alle Presidenze delle Commissioni Tributarie Provinciali . Questo è quello che si aspettano gli Italiani dopo «il più grande depistaggio della storia italiana», lo scandalo "Palamara" con annessi, connessi, presupposti e conseguenziali e la recente ondata d'arresti di togati e magistrati tributari dal nord al sud Italia.

Un'impressionante sequela di magistrati corrotti arrestati, imputati ed indagati viene evidenziata nella parte finale della pubblicazione visibile cliccando di seguito su:

82)……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007) VERSIONE AGGIORNATA AL 07.07.2019)

Biagio Spadaro Sardo

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com