17.7.2007

Mentre il Sen. Giuseppe Di Lello lo definisce"insabbiatutto sia a destra, che a centro, che a sinistra, "il procuratore Fera viene nominato presidente del Lions Club di Ragusa Host

di lello

il coraggioso e nobile Magistrato Sen. Giuseppe Di Lello Finuoli

Con una cerimonia a cui sarebbe seguita la rituale conviviale, svoltasi a "Villa Fortugno" il 13 luglio 2007 l'uscente presidente del Lions Club di Ragusa Host Dott. Armando Tavormina, consegna "campana" e "martello" al subentrante settantenne "Ninni" Fera, alla presenza del governatore del distretto 108YB, il vittoriese "assicuratore" sig. Francesco Salmè.

La votazione era avvenuta col solito sistema da sempre contestato dalla prevalenza dei soci Lions, ai quali non è restato che apporre una croce su una scheda opportunamente predefinita da un comitato diretivo di cui faceva e fa parte da neo presidente il Fera.

Un altro gravosissimo fardelo sulle spalle del procuratore, che oltre agli onerosissimi e rischiosissimi compiti connessi con la sua funzione (si pensi che egli è preposto ad una procura che abbraccia 8 dei 12 comuni della provincia, i cui abitanti equivalgono ad un quartiere di Catania), avrà l'arduo compito di organizzare colazioni, pranzi, cene, visite ai monumenti e gite comunali, provinciali, regionali, nazionali ed internazionali per l'affratellamento dei popoli ed in sintonia, come sempre, con la sua visione dello spirito lionistico, oltre ai convegni sulla giustizia in cui opportunamente coinvolgere il gota della magistratura, come nel passato.

Ma ciò non gli impedirà di continuare a dedicarsi alle molteplici attività ludiche che predilige disimpegnare in compagnia del suo inseparabile amico "ioca de palomar" ed a coltivare le sue numerose amicizie (le une e le altre da egli rese pubbliche , nell’intervista rilasciata a “La Città” n.24 del 19 novembre 1995).

Ma al di là della satira, il fatto è predestinato a suscitare accesi dibattiti, perchè non si era mai sentito dire di un procuratore della Repubblica in attività di servizio che oltre ad essere lions, ne fosse divenuto anche il presidente. Ai Ragusani, attoniti e sbigottiti (il termine esatto sarebbe "ammincialuti"), non resta che da vedere l'asino che vola.

Ad un'analoga cerimonia svoltasi anni fa presso l'hotel "Terracqua" in Marina di Ragusa, il Lion Avv. Spadaro e Moglie invitarono il Deputato Regionale On. Gioacchino La Corte e gentile Consorte. All'atto in cui il presidente uscente dopo aver battuto sulla campana disse "passo il martello al mio subentrante", si sentì rintronare nella sala "anche la falce gli devi passare". Era il Compagno La Corte, che aduso sin da giovane a capeggiare manifestazioni di piazza e cortei di lavoratori del braccio dai visi arsi dal sole dell'infuocata Pachino (la patria dei pomodorini), non potè trattenere l'irrefrenabile impeto di associare, al martello, la falce. Di certo, quest'episodio inedito, anche se poco gradito alla ristrettissima cerchia degli amici lions per grazie ricevute dal Fera, riceverà il plauso dei circa trecento allevatori Ragusani, che grazie a lui, si trovarono processati, assolti e con le tasche e le riseve di "caciocavalli" alleggerite dagli avvocati, per avere invaso il centro di Ragusa con le loro vacche, in segno di protesta per la diminuzione delle quote latte.

In quell'occasione i Ragusani, la cui economia è prevalentemente fondata sulla produzione di latte e derivati si schierarono con gli allevatori, anche perchè il profumo di stalla che si sprigionava da Piazza Libertà a Piazza S. Giovanni era ed è ritenuto benefico alla cura dell'asma, soprattutto nei bambini che quando ne sono affetti vengono portati dalle madri nelle "masserie"(leggasi Al riparo dall'asma se si vive in fattoria). Questo è uno degli episodi più significativi realizzato con l'impiego massiccio di decine e decine di U.P.G. Interforze, fiore all'occhiello della carriera del procuratore Fera, grazie al quale viene ancora ricordato con linguaggio fiorito nel mondo rurale degli iblei.

 

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il Compagno on. Gioacchino La Corte

Si riproduce di seguito articolo apparso il 17 luglio 2007 sulla "Gazzetta del Sud-Cronaca di Ragusa" :

Premesso che non è affatto vero, quanto assume il redattore dell'articolo, che: "Non è, però, accaduto nulla, anche perchè, a distanza di 35 anni dal fatto, anche coloro su cui allora gravavano degli indizi sono deceduti", parole mai pronunziate dal Senatore Di Lello, che anzi conclude ironicamente e rincarando la dose, a risolvere il caso "Basterebbe l'intervento di un bravo giallista come Carlo Lucarelli", come da comunicato ANSA del 16.7.2007.

La realtà è che coloro su cui gravavano e gravano gli indizi sono vivi e vegeti e che il procuratore Fera che allora ne diresse le prime indagini da p.m. è in atto imputato dal Tribunale di Messina per "favoreggiamento personale" ed "abuso d'ufficio" ed il G.I.P. dovrà decidere anche in ordine alla reiterata richiesta di imputarlo per "concorso morale nell'omicidio del Giornalista Giovanni Spampinato, reiterata dallo Spadaro, in sede di opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal P.M. Dott.Vincenzo Barbaro (proc. pen.n.242/07 R.G.N.R., G.I.P. D.ssa Maria Eugenia Grimaldi, P.O. Avv. Biagio Spadaro + 45, in attesa di fissazione di camera di consiglio).

Vengono pertanto ed ulteriormente meno, tutte le illazioni del Fera circa il ritiro dell'interrogazione parlamentare dell'ex Ministro della Giustizia On.Prof.Oliviero Diliberto (peraltro smentite dallo stesso con mail del 14.02.2006) in quanto pubblicamente denegate, ancora una volta, dal Sen.Di Lello, come sopra e da uno dei procedimenti penali pendenti a suo carico presso il Tribunale di Messina, che lo vede imputato di "calunnia aggravata" e "diffamazione aggravata", per le sue pubbliche dichiarazioni conseguenti alla storica interrogazione parlamentare del 4.10.2005 ( Proc. Pen. n.124/2006 R.G.N.R.  a cui sono stati uniti i p.p. N.2874/2006 R.G e n.1185/2006 R.G.N.R.; G.I.P D.ssa Daria Orlando che dovrà fissare la camera di consiglio, per i reati di "calunnia aggravata" e "diffamazione aggravata" a carico del Fera; Parte Offesa Avv. Biagio Spadaro); dalle decine e decine di esposti a suo carico di altrettanti cittadini di questa provincia, giacenti al Consiglio superiore della Magistratura e presso il Ministero della Giustizia.

Apprendiamo ora, 18.7.2007, che il procuratore Fera, "meravigliato che affermazioni di questo genere arrivino da un ex magistrato, ha deciso di presentare querela per diffamazione nei confronti del Componente della Commissione Parlamentare Antimafia, Senatore Di Lello e che il Presidente On. Francesco Forgione ha già chiesto al Tribunale di Messina, il fascicolo giudiziario sul procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera" (Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud del 18.07.2007)

Immaginiamo quante notti insonni trascorrerà Il Sen. Di Lello, che vorremmo avere l'onore di conoscere personalmente e di cui abbiamo apprezzato ed apprezziamo l'operato, al pensiero della fatica della preoccupazione della querela del Fera. Ricordiamo ai lettori che il Magistrato Sen. Giuseppe Di Lello faceva parte del pool di GOVANNI FALCONE e che le sue dichiarazioni seguono l'affondo lanciato dal Sen. Gianni Battaglia all'inerzia del procuratore della Repubblica di Ragusa così come pubblicato da "La Sicilia" Ragusa-provincia del 27 e 30 luglio 2007, alla presenza del Sen. Cesare Salvi.

E' presumibile che il procuratore Fera, coerentemente con quanto ha già fatto con l'Avv. Spadaro in assenza di giudicato penale e di apodittico rovesciamento dei fatti, citi il Sen. Di Lello, oltre ad averlo querelato e perchè no, anche il Sen. Battaglia, dai quali non potrà non pretendere, atteso il loro status simbol, almeno il doppio di quanto già chiesto allo Spadaro, al fine di portare all'incasso una cifra tonda, anche stavolta senza decimali, di 10.000.000/00 di euro (2.000.000/000 da Spadaro+4.000.000/00 da Di Lello+4.000.000/00 da Battaglia), pari a "diciannovemiliarditrecentosessantamilionidilire": un'ottima ed insuperabile forma d'investimento del suo T.F.R., a condizione che non si sublimi insieme al resto, nell'affannosa ricerca del "vello d'oro", foriero di sventure. Un antico proverbio siciliano recita:"Chi cerca quello che non sa, trova quello che non vuole".

Elenco delle fonti di prova a disposizione dei lettori che ne facessero richiesta:

1) Mail del 14.02.06 a firma di Oliviero Diliberto;

2) Denunzia alla Procura della Repubblica di Messina dell'1 dic.2006, promossa da 46 firmatari a carico del p.m. Fera Agostino relativa agli omicidi Tumino-Spampinato che ha originato il p.p.n. 242/07/R.G.N.R. + richiesta di archiviazione + opposizione + note a firma del procuratore Fera del 20.12.2006 e del 9.01.2007 + dispositivo dell'8.1.2007 di non luogo a provvedere alla richiesta di riapertura delle indagini a firma del Procuratore della Repubblica di Ragusa Fera Agostino + intervista di Maco Tumino pubblicata ne "La città" n.25 del 3 dic.2006, dal titolo "Fate luce sul delitto di mio padre"

3) Comunicato ANSA del 24.5.2007;

4) Articolo de "La Sicilia" cronaca di Ragusa del 13.7.2007 (nomina del Fera a presidente lions);

5) Comunicato ANSA del 16.07.2007 relativo alle dichiarazioni del Sen. Giuseppe Di Lello;

6) Articolo de "La Gazzetta del Sud" Cronaca di Ragusa del 17.07.2007, dal titolo "Il Senatore Di Lello contro la procura: <<Insabbia tutto>>"

7) Prima Pagina de "La Gazzetta del Sud" con foto del proc. Fera + articolo a p.27 cronaca di Ragusa del 18.07.2007, relativo alla querela del Fera a carico del Sen. Giuseppe Di Lello;

8) Articolo de "Il Giornale di Sicilia" cronaca di Ragusa del 18.07.2007, relativo all'acquisizione del fascicolo penale di Fera Agostino, richiesta alla Procura di Messina, dal Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia On. Francesco Forgione;

9) Articolo de "La Sicilia" Ragusa- Provincia del 27.06.2007, relativo all'affondo del Sen. Gianni Battaglia all'inerzia della Procura e risposta del proc. Fera ;

10) Articolo de "La Sicilia" Ragusa Provincia del 30 giugno 2007, con ulteriore affondo al Fera, del Sen. Battaglia, in presenza del Sen. Cesare Salvi .

Biagio Spadaro Sardo

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com