MODICA 04.10.2019

Dall'8 sett.2019 il Ten. Col. Gabriele Gainelli è il nuovo C.te Prov.le dei CARABINIERI di Ragusa

Nato a Vicenza nel 1974, ha frequentato l'accademia di Modena, laureato in Giurisprudenza, in Scienze della Sicurezza ed in Scienze Politiche, già Comandante del Nucleo elicotteri di Roma Capitale, è stato nominato Cavaliere della Repubblica nel 2016, dal Presidente Sergio Mattarella.

gainelli

GAINELLI

Il suo predecessore Reginato Federico, arrivato a Ragusa da Caltanissetta (la cui procura era stata sotto il dominio del fu Tinebra Giovanni 35 Tinebra Giovanni è morto (09.05.2017) è stato trasferito a Savona. Si era radicato negli iblei sin dai precedenti incarichi di direzione delle compagnie di Modica e Ragusa. <<A Ragusa torno volentieri. Il nostro compito è quello di riuscire a portare a compimento i nostri obiettivi, non credo di portare novità particolari, non ho ricette miracolose, ma posso dire che cercherò di impegnarmi al massimo per continuare il lavoro dei miei predecessori>>.

Reginato era subentrato al neo col. Pasquale Vasaturo (sett.98 dic.2004) ed aveva poi lasciato il posto al Cap. Alessio Artioli, operando in un contesto torbido ed inquietante divulgato da un manipolo di coraggiosi intellettuali e già prepotentemente balzato agli onori delle cronache nazionali: con gli omicidi Tumino-Spampinato di cui sarebbe stata richiesta da Eurosia Buttitta + 45, l'avocacazione delle indagini preliminari rigettata dal neo p.g. di CT. fu Tinebra Giovanni il 22.11.2006; con le operazioni "Squalo" del giugno 1992 e del novembre 1994 (clan Dominante Carbonaro); con le credibili dichiarazioni manoscritte rese dal capo clan Bruno Carbonaro al Cap. CC. Angelo De Quartu delegato dalla neo D.D.A. di CT. il 23.03.1993 ed il 30.03.1993, allorchè iniziò a collaborare con la Giustizia, in cui assumeva, fra l'altro di inaudita gravità, che a Ragusa c'era un pretore corrotto (all'epoca c'era un solo pretore presso il Tribunale di Ragusa), rafforzate dalla sua testimonianza all’udienza in videoconferenza presso il Tribunale di R. Calabria del 16 sett. 2004 in cui riconobbe il Fera in merito agli asseriti trattamenti di favore che ricevevano all’interno del Carcere di Ragusa dal direttore (predecessore dell'Avv. Spadaro) Clemente Cesareo, di cui fa il nome "Cesare.. Di Cesare" e descrive le sembianze "bassino e con pochi capelli"; con l'interrogazione parlamentare del 04.10.1995 con cui l'ex Ministro di Grazia e Giustizia Prof. Oliviero Diliberto chiedeva la rimozione del procuratore della Repubblica di Ragusa Fera Agostino, seguita dalle dichiarazioni all'ANSA NAZIONALE del 17.07.2007 del Magistrato Giuseppe Di Lello Finuoli (già facente parte del pool Caponnetto-Falcone-Borsellino), che lo classificava <<insabbiatutto sia a destra che al centro che a sinistra. In particolare non riesce neppure a riaprire indagini, basate su precisi elementi che riguardano l'omicidio del giornalista Spampinato.>>"; con la testimonianza del 13.10.2011 presso il Tribunale di Messina del Giornalista Scrittore Giuseppe Bascietto relativa all'iscrizione del predetto Fera al libro paga del clan Dominante-Carbonaro 56) ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" " (13.7.2013); per finire con quanto di risonanza mondiale è emerso ai nostri giorni: leggasi nella sua interezza cliccando di seguito su: 85) Il successore di Fera Agostino alla Procura di Ragusa, Carmelo Antonio Petralia indagato per "concorso in calunnia aggravata dall'avere favorito cosa nostra nel depistaggio della strage di via D'Amelio" (17.06.2019), in cui fu assassinato Paolo Borsellino ed i cinque Eroi della sua scorta.

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Reginato

Il neo Colonnello Gainelli ha dichiarato alla stampa:  “Sono appena arrivato, sto iniziando ad ambientarmi ma penso che bisogna continuare nel solco di quanto di buono sia stato fatto. Si tratta di montare su una macchina già in corsa, questa è sicuramente la parte più difficile. Il primo periodo servirà a rendersi conto di cosa succede nel territorio. Secondo un’organizzazione che già esiste e secondo le direttive dall’alto, il cambio al Comando, tante volte, serve a dare un’ottica diversa, pur facendo le stesse cose e pur proseguendo nello stesso percorso. Ci sarà comunque tempo di conoscersi – conclude – ma da quello che posso vedere qui a Ragusa, isola nell’isola (come mi dicono), sono felice della mia scelta”.

E' veramente miserevole e stucchevole come ci sia ancora qualche patetico nostalgico che tenti di strumentalizzare pro domo sua i nuovi arrivati, perpetrando il solito ritornello <<dell' isola felice, dell'isola nell'isola>> che ritualmente viene proclamato da 45 anni a questa parte ad ogni avvicendamento di Autorità ai vertici di una provincia che detiene due tristi primati nazionali: RAGUSA "<<capitale>> mafiosa d'Italia" - LA SICILIA del 16.02.1999) e "prima provincia d'Italia per evasione fiscale" -  La mappa dell'evasione in ItaliaIl Sole 24 ore del 30 maggio 2011 --62) RAGUSA: LAVANDERIA DEI SOLDI SPORCHI (20.10.2014) .

Al Ten. Col. Gabriele Gainelli che per quanto è dato sapere non ha avuto alcun pregresso legame con la Provincia di Ragusa che imparerà a conoscere, il titolare di questo blog e la sua compagna Preside a.r. M. Concetta Prestipino Giarritta augurano buon lavoro, certi come sono che saprà collaborare con la competente D.D.A. di Catania mirabilmente diretta dal Procuratore Capo Carmelo Zuccaro e con "Interforze" provinciali, regionali, nazionali ed INTERPOL, in un costruttivo rapporto di immedesimazione organica finalizzato all'azzeramento di TUTTE le mafie negli iblei, con particolare riferimento a quella dei colletti bianchi.

Aggiornamento del 26.10.2019:

il 23.10.2019 è stato arrestato a seguito delle indagini della D.D.A. di Catania diretta dal su detto Procuratore Circondariale, il "pentito" Claudio Carbonaro + 14 per associazione mafiosa. Il capo clan Bruno Carbonaro unitamente ai fratelli Silvio e Claudio avevano iniziato la loro collaborazione con la giustizia alla fine del 1992 mentre erano reclusi presso il Carcere di Ragusa diretto dal Dott. Biagio Spadaro. Claudio, si era accusato di 60 omicidi facendo arrestare numerose persone. Il capo clan Carmelo Dominante si presume tutt'ora recluso, non si è mai pentito.

AGGIORNAMENTO DEL 23.03.2020,clicca di seguito su:

La storia del Feudo Arancio: manuale d’orientamento per quelli che ..."a Ragusa non c'è mafia"

fallica

Dieci anni fa il superlavoro dell’allora Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa Col.Francesco Fallica, finì in un nulla di fatto anche perché, forse, la Procura iblea, allora diretta dal successore di Fera Agostino, Petralia Carmelo Antonio attualmente indagato per calunnia aggravata nel procedimento connesso al depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio – non credette molto in quelle indagini o, quale che ne fossero le ragioni, non ritenne di portarle avanti con convinzione, contrariamente a quelle successive, controverse, relative all'omicidio del piccolo Loris Stival ad opera della madre Veronica Panariello che, da condannata a 30 anni continua a professarsi innocente.

E Francesco Fallica, colonnello delle Fiamme gialle incline alle indagini di sistema contro la mafia e attualmente esperto economico-finanziario presso l’Ambasciata Italiana in Brasile, poco tempo dopo fu trasferito, con l’ulteriore conseguenza che le sue investigazioni sul riciclaggio dei soldi sporchi nel ragusano (Bapr) e sulle infiltrazioni mafiose nel mercato ortofrutticolo di Vittoria, riconducibili al clan Dominante-Carbonaro e dei Casalesi, furono fermate.

Ma la vicenda del Feudo Arancio di Acate, posto sotto sequestro dieci anni fa dal Tribunale di Ragusa (con successivo dissequestro e archiviazione delle indagini) è tutt’altro che chiara. Anzi, di chiaro sembra esserci solo la tracciabilità della sua storia, tutta dentro gli affari di Cosa Nostra fino al passaggio al gruppo trentino Mezzacorona.

E quali siano stati i passaggi sottostanti lo hanno chiarito diversi collaboratori di giustizia che hanno dato nuovo impulso alle indagini, questa volta condotte dalla Procura trentina che, anche in questo caso, si è affidata alla locale Guardia di Finanza.

E così i risultati, nove anni dopo, riportano alle risultanze investigative centrate dal Col. Fallica anche sulle infiltrazioni nel mercato di Vittoria, se è vero com'è vero che il comune è in atto sotto gestione commissariale, che l'importante centro di smistamento ortofrutticolo è presidiato dall'Esercito ed attenzionato da Interforze, che Claudio Carbonaro +14 il 22.10.2019 è stato riarrestato (leggasi cliccando di seguito su Vittoria, il pentito Claudio Carbonaro torna in Sicilia e riorganizza il clanhttps://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/10/24/news/vittoria), che altre operazioni antimafia sono seguite nel ragusano fino a giorni fa, tutte sotto la direzione della D.D.A. di Catania mirabilmente diretta dal Procuratore Carmelo Zuccaro che non mancherà, se non l'ha già fatto, di rivalutare e dare nuovo impulso alle investigazioni del Col. Fallica sul riciclaggio dei soldi sporchi a Ragusa.

La tenuta Feudo Arancio comprende un’ampia distesa di vigneti a Sambuca di Sicilia nell’Agrigentino e ad Acate nel Ragusano e intreccia la sua storia con un filo rosso che parte dai cugini Ignazio e Nino Salvo e giunge a Matteo Messina Denaro.

Il nuovo provvedimento è stato firmato dal G.I.P. di Trento Marco La Ganga, su richiesta dei pubblici ministeri Sandro Raimondi, Davide Ognibene e Carmine Russo. Sotto inchiesta per riciclaggio sono finiti Fabio Rizzoli, ex amministratore delegato del gruppo Mezzacorona, proprietario della tenuta e della cantine; Lucio Rigotti, presidente del consiglio di amministrazione, e i siciliani di Salemi Gian Luigi Caradonna e Giuseppe Maragioglio. (https://www.ialmo.it/news/in-evidenza/la-storia-del-feudo-arancio-manuale-21 marzo 2020).

A quanti cultori dei fatti, appare fuorviante il tentativo di chi continua a cercare di accreditarsi meriti che, nella fattispecie, vanno esclusivamente ai P.M. titolari delle indagini, agli U.P.G. che le hanno condotte, ai Gip che le hanno tradotte in provvedimenti restrittivi ed a coloro che avendo subito le ben note immeritate ritorsioni a causa delle loro coraggiose sovraesposizioni, hanno dato la stura allo scoperchiamento del vaso di Pandora ragusano, con annessi, connessi, presupposti e conseguenziali. Leggasi cliccando di seguito su Vittoria, il pentito Claudio Carbonaro torna in Sicilia e riorganizza il clan(https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/10/24/news/vittoria).

Proverbio siciliano: "Chi cerca quello che non sa, trova quello che non vuole"

 Biagio Spadaro Sardo

 

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