26.10.2006

II°ed ultima parte de "gli omicidi Tumino-Spampinato" le cui prime indagini furono gestite dal p.m. Fera Agostino.

Il vero responsabile dell'omicidio del Giornalista Giovanni Spampinato, secondo le dichiarazioni di personaggi altamente rappresentativi della società civile fu chi, per favorire il figlio del presidente del tribunale di Ragusa Roberto Campria omise di scoprire l'assassino dell'Ing. Angelo Tumino.

Ecco le più significative:

*- Da un articolo pubblicato su L'Ora del 27 novembre 1972, firmato Franco Nicastro.
"Gravi accuse contro i colleghi: si parla di indagini insabbiate, mandati di cattura revocati "per riguardo". Il presidente è sotto inchiesta.
Un mandato di cattura per l'omicidio Tumino era stato già disposto per Roberto Campria ed altre quattro persone, ma il provvedimento è stato poi ritirato per un riguardo al presidente del tribunale, padre di quello che poi doveva diventare l'assassino di Giovanni Spampinato. La grave rivelazione è contenuta in uno dei due documenti presentati dall'alto magistrato sotto forma di "memoriale" al consiglio superiore della magistratura il cui contenuto è al centro della campagna difensiva scatenata dal presidente stesso con il sostegno del giornale scelbiano di Catania."

*- Il parlamentare On.Salvo Riela su "Ora" del 31 ottobre 1972 annotava: "E' innegabile che gli inquirenti, nello svolgimento delle indagini, non si imbatterono in un qualsiasi cittadino, ma direttamente nel dott. Saverio Campria, presidente del tribunale, che ha fatto valere la sua autorità e il suo prestigio sino ad apparire insieme al figlio in una conferenza stampa sull'omicidio Tumino. In ogni caso, è molto difficile ritenere obiettiva un'indagine destinata ad essere condotta e conclusa da un giudice istruttore che è alle dirette dipendenze del padre del maggiore sospettato".

*- Il deputato all'ARS On.Giorgio Chessari emise un comunicato in cui si legge: "I sospetti sulla responsabilità di Campria assumono la certezza della verità, il procuratore della Repubblica ed i responsabili delle forze di polizia e dei carabinieri debbono rassegnare le dimissioni dal loro ufficio". E così conclude: "Dell'omicidio del nostro giovane compagno debbono rendere conto adesso tutti coloro - magistrati, polizia, carabinieri - che con il silenzio, l'inazione, l'incapacità e l'omertà hanno coperto le azioni criminali di Campria".

*- Miriam Mafai sul settimanale "Rinascita" del 17 novembre scriveva: "Per le autorità ufficiali: procura, questura, carabinieri, il caso (Tumino ndr) è da chiudere più rapidamente possibile con una archiviazione. Anche questa incapacità, questa viltà, questo rifiuto a fare il proprio dovere è fascismo. E' il fascismo che si serve della carta bollata, che utilizza gli articoli del codice, che opera all'interno stesso dei gangli dello Stato anziché negli equivoci circoli del teppismo squadrista".

*- Il dirigente comunista On.Achille Occhetto, in un discorso pubblico, si espresse come segue: "Perché il figlio del presidente del tribunale di Ragusa, sospettato dall'intera città di aver commesso un delitto, può circolare con due pistole in tasca e ammazzare il nostro compagno che ricercava la verità? Ecco la giustizia di classe che Spampinato ha avuto il coraggio di andare a sommuovere dietro le ipocrisie ufficiali sulla indipendenza della magistratura".


Inoltre sugli omicidi Tumino-Spampinato sono stati a tutt’oggi pubblicati due romanzi di notevole spessore“Il triangolo della morte: Campria, Tumino, Spampinato” di Gianni Bonina edito per la prima volta nel 1992 e “Gi Insabbiati: storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza” di Luciano Mirone edito per la prima volta nel 1999 dei quali sono state esaurite anche le riedizioni, e due pubblicazioni (allegate alla richiesta di riapertura delle indagini e contestuale avocazione da parte della P.Generale di CT.), “ Morte a Ragusa “ dal sottotitolo “Il delitto Tumino, Giovanni Spampinato e le macchinazioni della legge” e “Ragusa sotto inchiesta. I poteri Forti e l’omerta” di Carlo Ruta che nell'articolo sul suo sito internet intitolato "L'offesa a Giovanni Spampinato e a "L'Ora" riporta le testimonianze di: Etrio Fidora, docente universitario e già direttore de L'Ora; Antonio Giaimo, redattore del GdS e già cronista de L'Ora; Giovanni Meli, segretario della federazione ragusana del SUNIA; Giuseppe Casarrubea, storico e dirigente scolastico; Pippo Gurrieri, direttore di Sicilia Libertaria; Franco Tandin, operatore economico e opinionista di Venezia; Gino Scasso di Legambiente; Francesco Crescimone, regista.

La richiesta di riapertura delle indagini avanzata al Procuratore Generale Giovanni Tinebra, dai sottotitoli:

L'omicidio dell'Ing.Angelo Tumino*La storia dell'Ing.Angelo Tumino*Le accuse a Roberto Campria di Giovanni Spampinato*L'uccisione di Giovanni Spampinato*I testi di contrada Ciarberi*Le dichiarazioni della teste Ilea Elisa ed il confronto in assenza degli indiziati*Campria a casa dell'Ing.Tumino mentre il suo cadavere giaceva in contrada Ciarberi*Il pianto di Campria ed il suggerimento del possibile movente*Le lettere anonime alla questura ed alla procura*Giovanni Cutrone viene indiziato*la perquisizione a casa di Vittorio Quintavalle, Corallo Emanuele ed altri quattro giovani di Ragusa Ibla*Il vacillante alibi fornito al Campria dalla Fidanzata Emilia Cavalieri*L'arresto di Vita Brullo*Il rapporto del Maresciallo Leone*L'articolo e le dichiarazioni di Franco Nicastro Giornalista de "L'ora"*La rottura del fidanzamento tra Roberto Campria ed Emilia Cavalieri*Il movente dell'uccisione dell'Ing.Tumino indicato da Giovanni Spampinato*La lettera proveniente da Catania e ricevuta da Carlo Ruta*Le incongruenze e la non conducenza delle indagini*

conclude con i motivi posti a base della richiesta di avocazione, primo fra tutti l'incompatibilità di Fera Agostino attuale procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ragusa, che è lo stesso che allora, trentaquattro anni or sono, quale p.m.titolare, ne orientò irreversibilmente (come attestato nel rapporto del M.llo Leone) le prime e più significative indagini sull'omicidio dell'Ing. Angelo Tumino, per cui nessuna responsabilità può essere addebitata agli altri magistrati che dopo di lui se ne occuparono. Indagini che si conclusero con l'archiviazione per la mancata individuazione del colpevole, che è uno dei gravi motivi per cui ne è stata richiesta la rimozione con interrogazione parlamentare decaduta per fine legislatura e che sarà ripresentata, come comunicato ad un ragusano richiedente, dal Segretario Nazionale del P.d.C.I. On.Prof.Oliviero Diliberto, si presume con i dovuti aggiornamenti peggiorarativi a 360 gradi dell'irreversibile posizione penale e morale del Fera, indagato altresì per "diffamazione" e "calunnia", conseguentemente alle pubbliche, fuorvianti e mistificatorie dichiarazioni da egli rilasciate subito dopo l'eco di risonanza nazionale che ne seguì (una per tutte:1°pagina de "Il Corriere Della Sera").

Alla luce di quanto su esposto, la pubblica accusa che il Fera lancia ai giornalisti che taccia come "i veri responsabili dell'assassinio di Giovanni Spampinato"; la pubblica minaccia da egli ignorantemente proclamata all'On.Diliberto "“Vedremo come andrà a finire, perché poi faremo i conti anche con lui.” (o il Fera non sà che trattasi di atto scriminato ope legis o confida nell'ignoranza altrui); la pubblicata dichiarazione “Non me ne vado per non dare adito ai miei denigratori di poter ritenere di avermi fatto fuori. ( quindicinale La Città anno 5 n.24 -19 nov.2005 )“, in realtà per potere continuare ad inquinare le indagini a suo carico ed a corromperne gli atti giudiziari, come ha fatto acclaratamente sin qui e nella speranza di tirarsi fuori dalle sabbie mobili in cui si è autoimmerso, spintovi da sindrome da paesana onnipotenza, convinto ancora com’è di poter continuare a mandare impunemente al macello altri magistrati, oltre a quelli reggini, ed U.P.G., oltre a quelli messinesi, pur di continuare ad occultare le  nefandezze sue e dei suoi coindagati, amici e consoci Lions a tutt’oggi impuniti, grazie all’uso contra Legem del ruolo rivestito, appaiono in tutto il loro squallore, oltre che offensive della carica ricoperta e di quanti suoi colleghi fanno il loro dovere presso il tribunale di Ragusa, al servizio del Popolo Sovrano.

Se ne vada il plurindagato procuratore Fera Agostino (Ninni per gli amici) e la smetta di far perdere tempo prezioso e soldi a quante, persone per bene, si vedono costrette a difendersi dalla sua insipiente presunzione. Prenda atto che ormai è una moneta fuori corso, che tutti hanno occhi per leggere nei quotidiani ed orecchi per sentire, come la D.D.A.di Catania si intesti anche gli arresti dei ladri di polli e che una sua ulteriore scandalosa permanenza nella sede che occupa da 39 anni, non potrà che attirargli altri guai che già si stagliano all'orizzonte:ci tolga d'imbarazzo tutti quanti, la corda è stata tirata troppo, ritengo anche ad avviso dei suoi Colleghi che lo stanno indagando e dei Vertici degli Uffici gerarchicamente superiori al suo, compreso il Presidente del tribunale di Ragusa, anch'egli indegnamente strumentalizzato "pro domo sua", con la divulgazione di note riservate di cui dovrà rispondere dinanzi alla Legge."Acta est fabula" (detto latino) ;"La farsa è finita" (Francois Rabelais);"O campana, campana, campana, * La mia favola breve è finita * La breve mia favola vana" ( Ultima campana di Arturo Graf ).

Onore al Giornalista Giovanni Spampinato caduto nell'adempimento del suo dovere, il cui spirito ha guidato la mia mano nella complessa ed articolata stesura della richiesta di riapertura delle indagini.

Avv. Biagio Spadaro già Direttore Penitenziario e Cons. Prov., in atto v.Presidente della Commissione Regionale (Sicilia) di Garanzia del P.d.C.I.e comp.della Segr.Prov.le (Ragusa).

Nella prossima pubblicazione in allestimento, dal titolo"Il RUOLO DEL PROCURATORE NINNI FERA ALL'INTERNO DEL LIONS CLUB DI RAGUSA":

la lettera al governatore ed al presidente del club di appartenenza, con cui ne viene chiesta l'espulsione; i retroscena dell'interrogazione parlamentare di Diliberto che ne chiede la rimozione; il fallito tentativo di strumentalizzazione di tutti i presidenti, i soci della provincia di Ragusa e gentili consorti ignari dei fatti, presenti al villaggio Baia Samuele il 22 ott.2005; gli interventi pro Fera in aperta violazione dell'art.II lett.E dello statutodell'art.1 del regolamento Lions, del presidente Vincenzo Gurrieri e del Governatore Raffaele Tommasini ; la decadenza da socio ultraventennale dell'avv.Biagio Spadaro "per comportamento non conforme allo spirito ed all'etica lionistica", reo di averne contestato i loro interventi, deliberata dal consiglio direttivo del lion club di cui il Fera era v.presidente; chi sono i veri traditori dello spirito e dell'etica lionistica e perchè vanno individuati ed espulsi.

 

 

 

 

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