Pedalino contrada Serravalle Scassabarile 23.4.2011

 

 
 

Il Vescovo di Ragusa Paolo Urso ed il Presidente della Provincia Franco Antoci visitano le opere del maestro Alfio Nicolosi

1RIZZO2ANTOCIS3Nicolosi

1* (23.4.2011) S.E. il Vescovo di RG. Avv. Paolo Urso accanto alla Preside dell'I.T.I.S. e del Liceo Scientifico di RG. P.ssa M.C. Prestipino Giarritta ed all'Avv. B. Spadaro. 2* (18.2.2011) Il Pres. Ing. Franco Antoci accanto a Nicolosi e Spadaro. 3* (9.2.2011) Il maestro Alfio Nicolosi assistito dal suo mentore Spadaro e dall'Arch. Silvia Iemolo

Alfio Nicolosi, uno <<scultore dal cuore sacro>> in continua crescita. Da quando, agli albori del 2009 iniziò la sua produzione artistica (vedasi cliccando di seguito su 53) ALFIO NICOLOSI e le sue opere (29.05.2009) + servizio TV di "Mediterraneo 2" del 22.01. 2010) non sorretta da una vera e propria formazione scolastica, non ha fatto altro che mietere il gradimento di numerosi visitatori italiani e stranieri, riscuotendo enormi consensi e qualificati riconoscimenti.

Egli segue il proprio istinto e non si arrovella sui dettami tecnici o filosofici delle espressioni artistiche del momento. Avido di consigli e suggerimenti che sollecita e fa suoi, alla fine è lui che decide cosa cavar fuori da una pietra o da un pezzo di legno ed il supporto tecnico degli amici lo affascina perchè capisce che ha lavorato su un litotipo caratterizzato da alterazione cromatica, macchia, patina, erosione anche differenziale, pitting, alveolizzazione, disgregazione – polverizzazione, esfoliazione, scagliatura, distacco, mancanza - lacuna, concrezione – incrostazione, deposito superficiale, crosta, efflorescenza, pellicola, patina biologica, deformazione, rigonfiamento, fratturazione etc...o su un legno di cui gli sono state illustrate tutte le peculiarità.

Curvo sulla materia prima, anche a causa della sua artrosi, la squadra da ogni angolatura e poi inizia a plasmarla con le uniche armi che può permettersi: scalpello e martello. Ad opera compiuta la colloca sapientemente tra le altre nel suo laboratorio. Un centinaio di sculture, le sue sculture, le sue creature che di buon mattino egli saluta a suon di musica prima di mettersi al lavoro (l'interruttore che aziona entrando nel suo laboratorio oltre ad illuminarlo avvia la melodie di cui si nutre).

Non se ne distaccherebbe mai, eppure non c'è casa dei suoi amici, che vorrebbe sempre accanto, priva di una sua scultura, perchè quest'uomo buono, semplice ed ospitale, segnato dalla vita per l'immatura perdita del figlio, è felice al pensiero di stare tra loro col frutto del suo ingegno ed in questo spirito ha donato la <<Madonna arcaica>> al vescovado e la <<Penelope>> al palazzo della Provincia.

Biagio Spadaro Sardo

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