17.01.2009

L’ultimo (ennesimo) appello del Dr. Agostino Fera. La proroga fai da te ovvero il bastone del comando?

 

Al Sig. Presidente della Repubblica On. Avv. Giorgio Napolitano nella sua veste di Presidente del C.S.M.

Al Sig. Ministro della Giustizia On. Avv. Angelino Alfano

Al Sig. V. Presidente del C.S.M. On. Prof. Giacomo Mancino

Al Sig. Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione Dott. Vitaliano Esposito

Al Sig. Procuratore Nazionale Antimafia Dott. Piero Grasso


 Segnalo alle SS.LL.II., ad ogni fine utile e perché ritengo siate, ciascuno per la propria competenza, interessati alla amministrazione del sommo Bene della Giustizia, che il Dr. Agostino Fera, già Procuratore della Repubblica a Ragusa, trasferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Minorile di Catania, ha lanciato, dalla stampa locale, ripetutamente, specie da quando ha appreso di essere stato designato per il trasferimento prima e poi, da ultimo, di essere stato definitivamente trasferito, l’ennesimo appello finalizzato, secondo le migliori intenzioni, a rafforzare l’organico della mini procura ragusana e concretizzatosi nell’ennesimo tentativo, fino ad oggi riuscito, di permanere (<<almeno… una settimana>> ancora) a capo della Procura ragusana.
E’ veramente stupefacente l’ardire del giornalista del Giornale di Sicilia dell’11 gennaio 2009, che titola GIUSTIZIA: <<Grasso rinvia l’arrivo del successore>> <<Procura, prorogato l’incarico a Fera. Slitta trasferimento>>, titolo che non trova fondamento, ritengo, su alcun atto ufficiale, ritenendo, diversamente, che la notizia sia stata così passata al giornalista che, indotto all’errore, a sua volta inganna il lettore (leggasi: il fruitore, con altri, del Bene della Giustizia).
Ancor più stupefacente è l’accanita battaglia del Magistrato interessato, il quale, ritengo, allorquando ha diretto la Procura ragusana, ha profuso poche energie per farsi assegnare il personale giudiziario e che oggi, che più non la dirige, lancia, periodicamente, notizie di stampa sulla mancanza di personale che potrebbe paralizzare gli uffici della Procura, che dispone con i suoi 2 p.m. togati ed i 6 onorari di un’unità in più rispetto all’organico previsto.
Quel che non è tuttavia chiaro è: ma la preoccupazione del Dr. Fera, oramai designato a dirigere la (sue parole) prestigiosa Procura della Repubblica presso il Tribunale Minorile di Catania (con competenze territoriali ben  più estese e, di sicuro, con materiale giudiziario ben più delicato, se non altro per il fatto che s’amministra giustizia in nome del popolo e con effetti sempre diretti su minori), è preoccupazione veramente  autentica (nel caso dovrebbe spendersi, nei tempi scanditi dal bollettino ministeriale ufficiale, per raggiungere il posto di lavoro assegnatogli e quindi continuare la sua battaglia per il personale giudiziario che, è noto, manca anche e di più in tal più “prestigiosa” Procura)? Oppure il “datemi una settimana ancora” (anzi il <<Mi sembra opportuno rinviare di qualche settimana>> = qualche mese), che di per sé denota un modo di concepire, secondo ragione di opportunità (e non di diritto), l’amministrazione della giustizia, nasconde fini più nobili a me (ed assicuro, a tanti altri) non noti?
Non trovando spiegazione logica al comportamento del Dr. Fera, così evidentemente attaccato alla <<funzione apicale>> del ruolo, mi assale un ragionevole dubbio: quale interpretazione debbo assegnare alle risposte che il Dr. Fera forniva all’intervistatore de La Città del 19 novembre 2005: <<Sarei potuto andare a fare il Procuratore aggiunto a Firenze e il capo a Treviso e a Parma>>. Alla domanda: “però all’ultimo momento ha rinunciato”, rispondeva: <<Sì, per non dare adito ai miei denigratori di potere ritenere di avermi fatto fuori>>. Queste parole sono sufficienti a delineare la personalità del Dr. Fera?. Ritengo di no, a meno che non si aggiungano le altre risposte fornite all’intervistatore nella medesima occasione: “Il suo pregio?”. <<Sono sincero e leale>>. “E il difetto?”. <<Perché, forse ne ho…>>.
Ecco, forse allora il Dr. Fera ritiene di essere, nella funzione pluriennale spiegata, nella sua quarantunennale presenza presso gli Uffici Giudiziari di Ragusa, elemento <<indefettibile>>. Con buona pace della legge Mastella, del Decreto Ministeriale di trasferimento e di quant’altro deponga per l’abbandono del bastone del comando.
Richiedo pertanto un decisivo intervento delle SS.LL.II. affinchè l’attuale sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ragusa dr. Fera Agostino, raggiunga immediatamente ai sensi di Legge la Procura dei Minorenni di Catania, potendo egli essere sostituito a Ragusa dal  p.m. più anziano, nelle more dell’arrivo del designato Procuratore Dott. Carmelo Antonio Petralia.


Avv. Biagio Spadaro già Direttore Penitenziario e Cons. Provinciale

 

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