2.10.2006

La condanna del Dott. Carlo Ruta: un insulto all'art.21 della Costituzione ed alle Leggi che ne discendono, inequivocabilmente tesa a tappare la bocca ad un cultore dell'anti mafia ragusana dei colletti bianchi, da servire da monito a tutti coloro che vogliono esprimere democraticamente il loro pensiero.

rutanello

Carlo Ruta *********Sebastiano Agosta

Il 27 settembre 2006, l'avvocato Salvatore Venuto, nell'occasione "giudice onorario" di un procedimento penale presso il Tribunale di Messina, promosso dal genialissimo avvocato del foro di Ragusa Dipaola Carmelo (presidente dei probiviri della Banca Agricola Popolare di Ragusa della quale patrocina cause a carico di grossi azionisti che ne hanno denunziato al Fera il falso in bilancio finito nel nulla) in una col suo cliente plurindagato procuratore della Repubblica di Ragusa Fera Agostino, suo inseparebile amico e consocio Lions , condannava ad otto mesi di reclusione Carlo Ruta, reo di avere pubblicato sul suo sito www.accadeinsicilia.net la versione dei fatti fornitagli con assunzione di paternità da Sebastiano Agosta già funzionario della Provincia Regionale di Ragusa, anch'egli condannato alla stessa pena, in merito ad un losco affare miliardario tra la provincia ed alcuni privati, finito sul tavolo del procuratore Fera e nel nulla, con una motivazione a dir poco sorprendente, che suggeriva la trasmissione degli atti relativi agli elementi di valenza positiva raccolti in sede di indagini preliminari, alla Corte dei Conti, poichè non avrebbero consentito di sostenere con successo l'accusa in giudizio.

Ora senza volere entrare nel merito degli atti dibattimentali per stabilire se fu il Dipaola a chiedere la tangente a Sebastiano Agosta o viceversa, cosa che non ha fatto l'autore della sentenza, g.o.t. Salvatore Venuto , rifiutandosi di acquisire i tabulati telefonici atti a stabilire chi dei due aveva telefonato per prima per chiedere l'appuntamento, non v'è dubbio come la condanna dello scrittore Ruta, che ha mandato in onda fatti di rilevante interesse pubblico così come riferitigli, costituisca una indebita repressione al diritto di espessione ed al dovere di informazione dell'opinione pubblica, in aperta violazione del disposto della Sentenza della Cassazione Penale sez.I, 08/04/2003, n.27778, che recita: "in tema di diffamazione la condotta del giornalista che pubblicando un intervista, vi riporti alla lettera dichiarazioni del soggetto intervistato di contenuto oggettivamente lesivo dell'altrui reputazione è scriminata dall'esercizio del diritto di cronaca a condizione che vi sia un interesse alla conoscenza di tali dichiarazioni."

Se poi si considera che la sentenza interviene dopo l'oscuramento del sito del Ruta disposto dal tribunale di Ragusa su iniziativa del su detto avvocato amico e consocio lions del Fera, Dipaola Carmelo, per cui c'è stata una vera e propria insurrezione mediatica dal Nord al Sud Italia, appare ancor più nella sua anacronistica e devastante realtà, che non tenendo in nessun conto le iniziative parlamentari in tema di depenalizzazione dei "reati d'opinione" per un già tardivo adeguamento alla Legge europea in materia, tende ad accreditare falsamente i Siciliani come nordafricani, tunisini d'Europa.

I lettori tuttavia, che fossero interessati a saperne di più sulle accuse e controaccuse tra l'Agosta ed il Dipaola e sul ruolo da questi e dal procuratore Fera avuto nella vicenda della Banca Agricola Popolare di Ragusa, potranno farlo come ho fatto anch'io, visitando nel sito del Dott. Ruta www.leinchieste.com i sottotitoli di "Ragusa sotto inchiesta" e la "B.A.P.R. sotto inchiesta."

Biagio Spadaro.

 

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com