Avola 17.10.2008 Pubbl. n.33 (versione aggiornata al 17.12.2019 per onorare la memoria dell'amico Nello Agosta, deceduto il 03.08.2013)

Tangente miliardaria "ELLEPI S.R.L. - PROVINCIA" : Il presidente dei probi viri della Banca Agricola Popolare di Ragusa avv. Di Paola Carmelo indagato per calunnia e favoreggiamento personale di Fera Agostino a sua volta indagato per abuso, omissione e calunnia dalla Procura di Messina

NelloCalo

ING. SEBASTIANO AGOSTA------------Dott. CARLO RUTA

carmeloagostino

gli indagati: avv. Di Paola Carmelo - Dr. Fera Agostino

Le indagini della Procura di Messina su controdenunzia di Sebastiano Agosta in sede d'interrogatorio di garanzia del 23/01/2008 a carico del procuratore Fera Agostino e dell'avv. Di Paola Carmelo per i reati di cui agli artt.323, 328, 368 c.p. (abuso, omissione e calunnia), 368 e 378 c.p. (calunnia e favoreggiamento personale) di cui al sottoriprodotto attestato e la conferma della Corte d'Appello di Messina della condanna per diffamazione a carico dello Storico Dott. Carlo Ruta e del Geom. Sebastiano Agosta, appaiono inconciliabili

di paola

Il Di Paola aveva esercitato azione risarcitoria nei confronti  dell’Agosta e del Ruta presso il Tribunale Civile di Ragusa, conferendo incarico di rappresentarlo e difenderlo all'avv. Barone Gaetano e figli Angela e Guglielmo, in quanto l'Agosta asseriva "l'avvocato Carmelo Di Paola mi ha telefonato approfittando del fatto che ci conoscevamo: una volta l'ho ospitato nel mio ristorante in Germania e mi ha proposto una mazzetta di deci milioni di lire al bar Mediterraneo perchè tacessi sull'affare Provincia - Ellepi Srl" ed il Ruta ne pubblicava la notizia sul suo sito, oltre che su “Ragusa sotto inchiesta i poteri forti e l’omertà” e "Lo scandalo Vittoria e la mala giustizia a Ragusa". Il Di Paola fondava la sua citazione, che avrebbe prodotto l’oscuramento del sito del Ruta "accadeinsicilia.net ", sul rovesciamento dei fatti narrati dall’Agosta assumendo che era stato l'Agosta a contattarlo per primo, per offrirgli su detta mazzetta e non viceversa.
 
Con azione sinergica, il Fera querelava per "stampa clandestina" il Ruta e per "diffamazione" Agosta e Ruta presso la Procura di Messina (che avrebbe stralciato la parte relativa alla stampa clandestina, trasmettendone gli atti alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Modica per "competenza territoriale") in ordine alle pubblicate critiche alla sua richiesta di archiviazione, prontamente decretata, del p. penale 1054/02 R.G.N.R. che si era auto assegnato (compravendita tra ELLEPI s.r.l. e Provincia Regionale alla quale era interessato anche l'Agosta): leggasi cliccando di seguito su 32) La sentenza shock di condanna dello scrittore dott. Carlo Ruta emessa dal Giudice Di Marco Patricia del Tribunale di Modica (RG.) (13.10.2008) e su 53) CASSATA LA DENUNZIA PER STAMPA CLANDESTINA DELL'EX PROCURATORE FERA AGOSTINO. (17.10.2012)

La Procura di Messina attivava il procedimento penale n.1682/05/R.G.N.R., in cui si inseriva pure il Di Paola, adducendo quale teste la sua segretaria Spata Maria Giovanna, che con la sua  testimonianza circa un presunto accesso dell’Agosta “in ora di non ricevimento dei clienti” presso lo studio del suo datore di lavoro, che l’avrebbe cacciato fuori e che le avrebbe riferito “Lo sai? Questo signore mi ha detto come si chiamava e mi ha chiesto dei soldi”  concorreva, unitamente al rigetto (da parte g.o.t. presso il Tribunale di Messina avv. Venuto Salvatore) della richiesta di acquisizione dei tabulati telefonici formulata dal difensore di fiducia di Agosta-Ruta (utili a provare chi dei due aveva telefonato per primo, se il Di Paola o l’Agosta), nonchè del fascicolo presso il tribunale di Ragusa n.1054/02 R.G.N.R., archiviato su richiesta del Fera, alla sentenza di condanna dei predetti.

Il giudice onorario presso il Tribunale di Messina avv. Salvatore Venuto condannava ad 8 mesi di reclusione il Ruta e l'Agosta su querela del procuratore Fera Agostino, che si riteneva diffamato dalle critiche mossegli dall'Agosta e pubblicate sul sito del Ruta www.accadeinsicilia.net. in merito alla sua richiesta di archiviazione del p.p.n.1054/02 R.G.N.R. che si era autoassegnato (Losco Affare Provincia-Ellepi srl).

Dall’acquisizione presso il Tribunale di Ragusa da parte dell’Agosta, dopo detta condanna, di copia integrale del fascicolo 1054/02 RGNR relativo all'affare Ellepi.s.r.l.- Provincia, contenente anche i suddetti tabulati telefonici, in conseguenza del procedimento civile come sopra promosso dal Di Paola, sarebbe emerso come la narrazione dell’Agosta all’intervistatore Ruta fosse alquanto verosimile, fosse estremamente probabile il versamento di una tangente miliardaria, certamente spropositato il prezzo di acquisto versato dalla Provincia Regionale di Ragusa, come il Di Paola si ergesse a difensore di varie posizioni tra loro difficilmente conciliabili, come fosse stata alquanto superficiale la richiesta di archiviazione del Fera, come fosse verosimile la narrazione che l’Agosta fa dell’incontro (modalità, tempi, luoghi) con il Di Paola. Fatti i suddetti, tutti segnalati dall’Agosta al Presidente della Sezione Penale della Corte d’Appello di Messina che dovrà pronunziarsi in merito all'appello alla condanna sua e del Ruta, da parte del giudice onorario Venuto Salvatore, palesemente ingiusta alla luce di quanto, come sopra emerso, come da sottoriprodotta memoria: 

Agosta

 

Bambara

Alla pubblica udienza del 27.05.2008, detto Presidente del Collegio Giudicante dava atto della ricezione della memoria che acquisiva al fascicolo e rinviava all'udienza del 29.09.2008, in cui, sorprendentemente ed irritualmente "il collegio giudicante era presieduto dal Dott. Antonio Bambara, notoriamente amico del Dott. Fera, che non ha fatto altro che dormire mentre gli avvocati parlavano", che scandalosamente confermava la sentenza del g.o.t. Venuti Salvatore.

Ulteriore memoria sotto riprodotta del 17.09.2009, l'Agosta faceva pervenire per l'udienza del 24.09.2009 fissata dalla Suprema Corte di Cassazione in conseguenza del relativo ricorso:

Nello

Memoria che non avrebbe sortito nessun effetto, con la conseguenza che l'avv. Di Paola, grazie al procedimeto civile attivato dai suoi incaricati avv.ti Barone Gaetano e figli Angela e Guglielmo, otteneva dal Tribunale di Ragusa l'oscuramento del sito del Dott. Carlo Ruta "www.accadeinsicilia.net" e la condanna dell'Agosta e del Ruta al versamento in solido di €.80.000,00.

Al Ruta, residente unitamente al suo nucleo familiare composto dalla moglie casalinga e da due figli in età scolare a Pozzallo, ricadente sotto la circoscrizione giudiziaria del Tribunale di Modica, sarebbe stato venduto all'asta l'unico bene in godimento, un appartamento di proprietà della moglie "amministratrice dei proventi delle pubblicazioni del marito", anch'ella destinataria di abusivi accertamenti disposti dal Fera con uomini e mezzi della procura di Ragusa mandati a Pozzallo, mirati a far togliere loro il gratuito patrocinio e ad indurre il Ruta a dichiarare come il Direttore Spadaro, principale obiettivo da colpire, fosse l'ispiratore delle pubblicazioni “Ragusa sotto inchiesta i poteri forti e l’omertà” e "Lo scandalo Vittoria e la mala giustizia a Ragusa".

Ovviamente l'aspirazione del Fera veniva frustrata dalle dichiarazioni rese a s.i.t. dal Dott. Carlo Ruta, persona corretta e per bene, agli u.p.g. della sezione di p.g. CC. già diretta dal m.llo Graziano Vincenzo alle "dipendenze funzionali" del procuratore.

Il Fera, furente per non essere riuscito nel suo intento, il 13.03.2003 si recava a Palermo presso l'ufficio del Procuratore Aggiunto Giuseppe Pignatone, al quale denunziava lo Spadaro quale "ispiratore" delle su dette pubblicazioni del PLURILAUREATO Dott. Carlo Ruta, venendone controdenunziato dallo Spadaro, col risultato che il GIP Gioacchino Scaduto  con supermotivata ordinanza del 03.01.2005, disponeva archiviarsi la posizione dello Spadaro e procedersi nei confronti del Fera per il delitto di "calunnia". Il fascicolo, dopo un iter artificiosamente tortuoso ed inquietante (leggansi cliccando di seguito su: 40) Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali i paragrafi 37, 38, 39, 40, 41, 42), sarebbe approdato presso il Tribunale di Messina che avrebbe attivato il p. penale n.124/06 R.G.N.R. a cui sarebbero stati uniti i procedimenti 1185/2006 RGNR e 2874 RGNR per i delitti di cui agli artt.595 c.p. (diffamazione) art.13 L. 47/1948 (diffamazione a mezzo stampa) art.368 c.p. (calunnia) a carico di Fera Agostino (P.M. Emanuele Crescenti - Giudice Daria Orlando), come da sottoriprodotto attestato (procedimento inarchiviabile ma che, ovviamente, sarebbe stato definito con archiviazione):

Fera Di Paola

L'avido creditore Di Paola, avrebbe incassato una quota parte dei proventi di detta vendita all'asta dell'appartamento della moglie del Ruta e fatto sequestrare il conto corrente dell'Agosta svuotandoglielo (€.3.000/00 circa) e così costringendolo a cessare l'attività di gestore di un distributore di carburanti che aveva avuto in affitto dall'ACI di Ragusa. Ma come mettere a frutto la restante somma?

Ecco di seguito l'artificio frutto del combinato disposto Di Paola-Fera teso a fargli realizzare l'onirico disegno che lo ossessionava di far condannare anche lo Spadaro, per poi estorcerlo dei suoi averi, per cui faceva attivare presso la procura messinese, sua roccaforte dove poteva contare su molti colleghi amici eiusdem furfuris, un altro p. penale, il n.6548/08 R.G.N.R.  (p.m. Monaco Fabrizio ), in cui denunziava lo Spadaro quale autore della pubblicazione del 28.07.2008 su questo blog dal titolo << Nessuno vuole venire a lavorare qui: parola del facente funzione Fera, che potendo non avrebbe lasciato mai>> dai cui contenuti (scrupolosamente osservanti come sempre dell'art.21 della Costituzione) si sentiva diffamato e l'Agosta per un presunto volantinaggio del 4.08.2008 di detta pubblicazione da egli sottoscritta (risultata diversa nella forma e nel contenuto da quella dello Spadaro) che gli aveva fornito il gestore del circolo che frequentava dicendogli che l'aveva estratta da internet, strumento con cui il l'Agosta non aveva dimestichezza.

Il 02.08.2013 lo Spadaro, andava a ritrovare in ospedale il coimputato Agosta consapevole che stava per spegnersi in quanto pieno di metastasi e come da richiesta fattagli nella precedente visita, gli portava le sue delega e memoria sotto riprodotte memorizzate nel proprio computer, da depositare per l'udienza del 28.10.2013 nel su detto p. penale n.6548/08 R.G.N.R. Incarico attuato il 04.10.2013, come da sotto riprododotta documentazione:

pannuzzo

Bastiano

 

 

maria

mat

All'udienza del 28.10.2013 il Giudice prendeva ufficialmente atto del decesso del 3.08.2013 dell'imputato Sebastiano Agosta nemico dichiarato del Fera; acquisiva le su riprodotte delega + memoria sottoscritte dall'Agosta nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, in cui chiedeva, come sopra, la condanna del querelante Fera ed una provvisionale di €.50.000,00 + una delega allo Spadaro a fare i suoi interessi senza nulla pretendere nè da lui nè dai suoi aventi causa, firmata in ospedale in presenza della figlia Matilde Agosta a piena conoscenza del contenuto letto presente anch'ella che ne ebbe copia; faceva verbalizzare quanto riferito dal Fera circa una querela del 12.08.2013 da egli presentata a carico dello Spadaro, al suo successore Procuratore Petralia Carmelo Antonio, unitamente ad una dichiarazione manoscritta di Agosta Matilde in calce alla memoria sottoscritta dal padre. Dichiarazione in cui affermava falsamente che il padre allorchè firmò "non era assolutamente lucido", indirizzata a "Egregio dott. Fera" e consegnata al suo caro amico e consocio lions avv. Pannuzzo Giovanni (citato come teste dal Fera nel p. civile presso il Tribunale di Messina da egli promosso nei confronti dello Spadaro ……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007) VERSIONE AGGIORNATA AL 07.11.2019) , perchè gliela facesse avere. Il tutto al chiaro fine di indurre la Giudice Valeria Curatolo a rovesciare lo scontato verdetto di piena assoluzione dello Spadaro già risultato nella fase dibattimentale del tutto estraneo ai fatti, ma la Giudice, frustrandone le aspettative, si limitatava a verbalizzare che non ne avrebbe tenuto conto, per la loro estraneità al tema decidendi, rinviando all'udienza del 25.11.2013.

Il procedimento si sarebbe concluso con sentenza del 27.10.2014 di estinzione dell'ipotizzato reato di diffamazione a carico dell'Agosta "mortis causa" e pienamente assolutoria dello Spadaro, per cui il Fera piuttosto che appellarla aspramente criticandone la Giudice redattrice e farla appellare dalla s. P.G. Napoli Vincenza previo scandaloso accordo col suo avvocato (leggasi cliccando di seduito su LA C. D'APPELLO DI MESSINA BOCCIA L' APPELLO DI FERA AGOSTINO SUPPORTATO DA QUELLO DELLA PROCURA E DELLA PROCURA GENERALE AVVERSO LA SENTENZA ASSOLUTORIA DEL DIRETTORE SPADARO (21.09.2017), avrebbe fatto meglio a ringraziare la Giudice Curatolo, che pur avendo ben capito lo strumentale artificio, non aveva ritenuto di richiedere in corso d'udienza l'incriminazione di egli Fera in ordine al delitto p. e p. dall'art. 317 c.p. (da 6 a 12 anni di reclusione).

Rientrato a Ragusa, lo Spadaro chiedeva al successore del Fera, procuratore Carmelo Antonio Petralia di visionare gli atti relativi alla querela come sopra rivelata dal Fera e scopriva sorprendentemente che erano stati attivati a suo carico ben due p. penali, uno, il n.3788/2013 su denunzia-querela ratificata dalla P.S. di RG. di Fera Agostino delle ore 09,55 del 12.08.2013, definito su richiesta d'archiviazione del P.M. del 10.12.2014, decretata dal Giudice di Pace Avv. Salvatore Lo Cicero del 16.02.2015;

e l'atro, il 3790/2013 su denunzia-querela del Di Paola Carmelo ratificata dalla medesima P.S. di RG. delle ore 10,17 del 12.08.2013 per art.595 c.p. a carico di Biagio Spadaro. Richiesta di archiviazione del P.M. del 10.12.2014, decreto di archiviazione del Giudice di Pace Avv. Salvatore Lo Cicero del 16.02.2015.

Denunzia-querela in cui il Di Paola rivela sprovvedutamente come su detta falsa dichiarazione di Agosta Matilde costituisse il saldo del residuale credito vantato nei confronti del defunto padre a cui aveva svuotato, come sopra, il conto corrente degli unici €.3.000/00 in giacenza, testualmente assumendo: "Da parte mia ho dichiarato ai figli dell'AGOSTA di rinunciare ad ogni ragione di credito nei loro confronti per le vicende del padre e li ho ringraziati per avermi informato di quanto era accaduto da parte di SPADARO", maliziosamente evitando di citare la vedova coerede Concetta Flaccavento, ingenuamente preoccupata che avesse potuto aggredirle il quinto della pensione di reversibilità spettantele mortis causa del marito, fino a copertura del residuale credito come sopra vantato. Coniugi Agosta - Flaccavento che avevano ospitato il Di Paola in Germania, dove l'Agosta aveva un ristorante.

Procedimenti di cui lo Spadaro sconosceva l'esistenza, motivo per cui dopo avere informato il procuratore Petralia dell'uso strumentale che il Fera aveva fatto di dette querele, il 18.06.2015 contro denunziava ai CARABINIERI di Ragusa Fera, Di Paola, Pannuzzo ed Agosta Matilde per associazione per delinquere finalizzata alla calunnia, per cui veniva attivato nei loro confronti il penale n.2440/15 R.G. Mod. 21 come da sotto riprodotta certificazione:

petralia

Procedimento che, ovviamente, sarebbe stato definito con decreto di archiviazione del 05.01 2016, su richiesta sotto riprodotta del predecessore amico del Fera, procuratore Petralia Carmelo Antonio :

Matilda

Così Sebastiano Agosta rendeva l'anima al creatore senza aver potuto avere GIUSTIZIA e fors'anche perchè non l'aveva avuta, ma lasciando di sè un ricordo intenso nel Direttore Spadaro ed in quant'altri l'hanno conosciuto ed apprezzato. All'amico fiero, ardito ed intrepido di sempre, lo Spadaro ha dedicato la pubblicazione leggibile cliccando di seguito su: 58) NELLO AGOSTA CI HA LASCIATO (4.8.2013).

A sovraccarico dei fatti suddetti, quando il Di Paola fu nominato presidente dei probiviri della Bapr conseguentemente all'arenamento delle indagini del procedimento che si era auto assegnato il procuratore Fera Agostino, promosso per "falso in bilancio" con esposto del 12.07.2001 dai grossi azionisti di detta banca Garozzo e Lentini, allorchè costoro, vista l'inerzia della procura, ne richiesero l' avocazione delle indagini al p.g. di CT. Scalzo Giacomo, ovviamente rigettata, ne informarono i soci della Banca ed il collegio dei probiviri sorprendentemente presieduto dall'avv. Di Paola stigmatizzandone l'operato. Questi nonostante anch'egli azionista della banca e grande amico ed avvocato patrocinatore del Fera, li denunziò per diffamazione chiedendo un risarcimento di un miliardo di lire per danni patrimoniali, oltre all'assunzione in chiara posizione di incompatibilità, della difesa della banca nei processi da questa promossi a loro carico (scrive il Lentini). Quando però l'avvocato dei su detti azionisti, richiese al magistrato la presentazione del Mod.740 da parte del Di Paola, perchè fosse possibile valutare la congruità della cifra richiesta, questo si tirò indietro, precisando per iscritto che sarebbe stato disposto ad accettare una cifra minore, su indicazione del magistrato. In tutta evidenza l'esibizione della denunzia dei redditi gli avrebbe creato seri problemi, specie ove si consideri che la provincia di Ragusa sarebbe risultata essere la prima d'Italia per evasione fiscale, oltre che "<<capitale>> mafiosa d'Italia" (leggasi cliccando di seguito su 62) RAGUSA: LAVANDERIA DEI SOLDI SPORCHI (20.10.2014).

Esaustiva in merito è la sotto riprodotta richiesta del Direttore Spadaro, di svolgere una seria indagine patrimoniale a carico dell'avv. Di Paola Carmelo, depositata il 19.05.2005 presso le Cancellerie del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Dott. Mariano Lombardi e del P.M. Luigi De Magistris:

di paola

La documentata narrazione dei fatti su detti esprime il modo singolare in cui l'avv. Di Paola Carmelo in scrupolosa osservanza dell'etica e della deontologia professionale impostagli dal giuramento di fedeltà prestato alla Repubblica ottempera ai suoi doveri di avvocato.

GLI ATTI GIUDIZIARI DI CUI SOPRA SONO STATI FORNITI AL DIRETTORE SPADARO SU AUTORIZZAZIONE DEI MAGISTRATI COMPETENTI.

Biagio Spadaro Sardo

Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com