Fera Agostino (dal quotidiano "La Sicilia" )

Tradite le aspettative politiche e di giustizia dei Ragusani.Ragusa 18 aprile 2006

Procura, Mafia, Politica, Affari: il ruolo anti Stato del procuratore Fera a far tempo dall'irrisolto omicidio dell'Ing. Angelo Tumino del febbraio 1972, di cui orientò le prime indagini e da cui sarebbe scaturito quello del giornalista de "L'ORA" Giovanni Spampinato assassinato da Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del tribunale di Ragusa. Come sono stati traditi "lo spirito e l'etica lionistica" da parte di alcuni consoci intimi amici e coindagati del Fera, nel fallito tentativo di fargli offrire solidarietà da tutti i Clubs Lions della provincia, contro l'interrogazione parlamentare con cui il Segretario Nazionale del P.d.C.I. On.Prof. Oliviero Diliberto ne chiede la rimozione.

Fera Agostino e Mauro Giovanni: una pagina sporca della nostra Provincia che offende il Popolo, la Magistratura e la Politica da consegnare alle nuove generazioni perchè capiscano come sia stato operato il furto del loro futuro e come sia di vitale importanza vigilare sull'operato di chi ricopre cariche pubbliche denunziandone le deviazioni, gli abusi ed i soprusi.

Nel mentre la Procura messinese indaga il Fera per "diffamazione" e "Calunnia" ( P.O.Dott. Biagio Spadaro ) e la Procura nissena, su imput della Procura Generale di Palermo e del P.M. Dr. Roberto Scarpinato fa altrettanto per ufficializzarne l'imputazione di "calunnia" ( P.O. Dott. Biagio Spadaro ) archiviata dal G.I.P. di Palermo sulla base di un incredibile accertato errore materiale e scaturente da spontanee dichiarazioni rilasciate dal Fera nel marzo del 2003 al Procuratore della Repubblica di Palermo Dott. Giuseppe Pignatone (autore degli arresti di Bernardo Provenzano), trasformatesi in un vero e proprio boomerang, un'altra tegola in testa al Procuratore Fera: richiestane l'incriminazione sua e dei suoi complici, per "concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso" di cui agli artt.416/bis c.p. + 110 c.p. e per "associazione per delinquere finalizzata alla corruzione di atti giudiziari ed alla calunnia" di cui agli artt.319/ter+110 c.p. nell'ambito del procedimento penale n.3271/05 R.G.I.P. (P.O. Dott. Biagio Spadaro, indagati per "abuso d'ufficio" Fera Agostino +2).

Consegnate nelle mani del Procuratore della Repubblica di Messina Dott. Luigi Croce le prove documentali divulgabili ai sensi di Legge che provano le enormi resposabilità del procuratore Fera in ordine:

* alla nascita, la crescita ed il radicamento nel territorio ibleo del clan mafioso "Dominante Carbonaro"che in un decennio ha assassinato cento persone ed estorto 300 imprenditori, in questa provincia che il giornalista dipendente dalla Provincia Regionale di Ragusa, amico e consocio Lions del Fera presentava"un'isola felicice", " un'isola nell'isola", fino alla venuta del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ne ha pubblicamente smentito l'assunto a cui ha fatto per decenni eco, il coro ben pilotato e specializzato nel fare apparire la patologia normalità e viceversa;

*ai trattamenti di favore che asseritamente ricevevano insieme ai loro affiliati all'interno del Carcere di Ragusa sotto una direzione amica del Fera ( “ e perché incutevamo timore alla custodia…, e perché rivolgendoci a qualcuno all’esterno del carcere ottenevano cellulari per tenerci in contatto con alcuni del nostro gruppo fuori…, coltelli…, spostamenti di cella…, lavoro…, colloqui abusivi…, queste cose qua, questi sono i favori.” );

*al feroce e folle accanimento giudiziario che scatenò nei confronti del Direttore del Carcere di Ragusa Dott. Biagio Spadaro immediatamente dopo avergli rifiutato di continuare a riservare ai capi clan "Dominante Carbonaro" quegli stessi trattamenti di favore che venivano loro elargiti dalla precedente direzione, reo lo Spadaro, a far tempo del suo insediamento, di avere svolto indagini su incarico del Procuratore Dott. Paolo Frasca sul direttore penitenziario amico del Fera, di avergli tagliato i contatti col Carcere denunziando e facendo sospendere dal servizio il suo amico maresciallo che riservava trattamemti di favore ai capi clan Dominante Carbonaro ed affiliati e di avere determinato col suo rilevante contributo e l'intelligente uso delle microspie piazzate in più celle per dieci mesi, il successo della prima e della seconda operazione "SQUALO".

* a tutte le denunzie del Consigliere Provinciale Dott. Biagio Spadaro e non solo..., relative all'attività criminale del presidente della Provincia di Ragusa Giovanni Mauro, archiviate grazie alle sue orientate indagini, al fine di salvare una ristretta cerchia di i suoi amici e consoci Lions già indagati insieme a lui ed a tutt'oggi impuniti;

* all'attività investigativa svolta dagli ufficiali di polizia giudiziaria complici del Fera unicamente diretta a salvarlo ed a far sì che nessuna indagine venisse svolta sulle denunziate collusioni del Fera con i capi clan Dominante Carbonaro e sull'impunità da egli offerta al presidente Mauro in cambio di incarichi professionali ed appalti di opere pubbliche ad una ristretta cerchia di suoi amici e consoci Lions, attraverso una serie incredibile di abusi, omissioni e corruzione di atti giudiziari;

*alla vanificazione delle accuse di collusioni mafiose lanciate dal collettore di tangenti del Mauro, Ignazio Parrino e prodotte alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania dal Consigliere Provinciale Dott. Biagio Spadaro e dal Presidente del CONI Rosario Cintolo;

*all'ancora di salvataggio lanciatagli dal suo pupillo Lion avv. Dipaola Carmelo ( v. presidente del CORECO sotto la presidenza Mauro) che sottrasse il collettore di tangenti del presidente Mauro, Ignazio Parrino, all'azione investigativa della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, dove stava per essere accompagnato, facendolo deporre a Ragusa e consentendo al Fera, con gli arresti del Mauro e complici che ne sarebbero seguiti, di potere giustificare tutte la precedenti richieste di archiviazioni di procedimenti penali a carico di suoi amici e consoci Lions a tutt'oggi impuniti (successivamente a tale evento il Dipaola sarebbe stato nominato presidente dei probiviri della Banca Agricola Popolare di Ragusa assumendone le difese nei confronti di forti azionisti della medesima banca che ne avevano denunziato gravi e documentati episodi di "falso in bilancio" alla procura del Fera, procedimenti definiti con archiviazioni);

*al denunziato pilotaggio dei capi clan Dominante-Carbonaro, con particolare riferimento ai "pentiti" f.lli Bruno, Silvio e Claudio Carbonaro, che sarebbe stato provato in pubblico dibattimento, in cui furono indiziati di reati per aver fornito dichiarazioni devastanti per il Fera ed in netto contrasto con quelle a lui favorevoli precedentemente rilasciate agli Ufficiali di Polizia Giudiziaria loro pilotatori, con l'aggravante che il Fera fu riconosciuto da Bruno Carbonaro come l'autore dei trattamenti di favore che riceveva in carcere insieme agli altri e che il giudice che omise di indiziarlo di reato, è odierno indagato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro;

*alle indagini in corso sin dal novembre 2004 per "abuso d'ufficio in concorso" a carico di quattro giovani magistrati reggini ( un p.m., un g.i.p., un g.u.p. ed un giudice monocratico ), che erano riusciti in perenne e sistematica violazione di Legge a trasformare il Fera da indagato in parte offesa;

*alla indegna strumentalizzazione, dallo Spadaro prontamente stroncata, di tutti gli ignari soci Lions di questa Provincia e gentili consorti ed ospiti ( circa 400 ) che si tentò di porre in essere la sera del 22 ott. 2005 al villaggio Baia Samuele, nel cercare di fuorviarli per offrire solidarietà al Fera offeso dall'interrogazione parlamentare dell'On. Diliberto, posta in essere dal presidente del club di Ragusa Host Ing.Vincenzo Gurrieri, l'unico tra tutti i sei presidenti iblei che presero la parola a sollevare il caso e ad essersi autoaccusato peggiorando la sua presa di posizione partigiana del Fera, con la successiva comunicazione di mia decadenza dal Club, "per comportamento non conforme allo spirito ed all'etica lionistica", reo di averlo stoppato mentre patrocinava la causa del Fera, poichè il cerimoniale non prevedeva interventi dei soci. Sono ben altri "i veri traditori dello spirito e dell'etica lionistica", i cui nomi sono in atti giudiziari da anni, in quanto da me e non solo... denunziati nell'ambito dell'impunità offerta dal Fera al Mauro in cambio di incarichi professionali ed appalti di opere pubbliche ed tutt'oggi impuniti; ed il tentativo di strumentalizzazione scaturì proprio dal timore che l'interrogazione parlamentare avesse potuto fare riaprire le indagini fino a poco tempo fa svolte al premeditato fine di occultare. In merito sento di ringraziare innanzitutto i consoci Lions che mi hanno subito cooptato in altro club e poi tutti i soci Lions di questa Provincia, che dopo avere avuto reale cognizione dei fatti, hanno fortemente stigmatizzato l'operato del presidente del club ragusano e del consiglio direttivo di cui fa parte il Fera, invitandomi a rientrare alla scadenza del mandato dell'attuale presidente, ma come ho già detto, valuterei solamente un rientro come socio onorario.

Queste le tracce di quanto denunziato al Procuratore della Repubblica di Messina Dott. Luigi Croce, che sarà integralmente pubblicato, unitamente alle prove documentali su questo dominio, con frequenza settimanale.

Mi scuso con i comagni del P.d.C.I. e del Centro Sinistra per non averlo fatto prima "tardanza non è mancanza" e li ringrazio per la solidarietà, l'affetto e la stima dimostratemi. Ho sempre sperato che i ripetuti pubblici inviti rivolti al Fera di lasciare il tribunale di Ragusa che occupa da 38 anni fossero andati in porto, ma poichè così non è stato, vergognandomi e non solo io...., da cittadino di questa Provincia, da esponente proviciale e Regionale del mio Partito, da uomo delle Istituzioni che ha sempre fatto il proprio dovere fino in fondo, di essere rappresentato per le mie esigenze di Giustizia da un siffatto procuratore della Repubblica, mi sento la coscienza a posto nel rendere pubblici, fatti pubblici, fin'ora sottaciuti dalla stampa ufficiale e soffocati con metodi da dittatura nazi-fascista, da chi avrebbe dovuto provvedere e non l'ha fatto. Un particolare ringraziamento rivolgo unitamente ai compagni della Federazione di Ragusa, al già Ministro di Grazia e Giustizia Segretario Nazionale dei Comunisti Italiani On.Prof. Oliviero Diliberto (ed al Compagno On.le Cosimo Sgobio), per avere contribuito, ben consapevole dei fatti, con la sua interrogazione parlamentare e con quanto seguirà a togliere il coperchio dal verminaio che sarà reso pubblico, condividendone in pieno il suo reiterato impegno a risolvere il caso Fera, che è uno scandalo nazionale non più sopportabile nè soffocabile ( ha occupato le prime pagine de "Corriere della Sera" ed è in atto in centinaia di siti internet nazionali ed esteri ), nonchè le sue pubbliche affermazioni, circa la provvidenziale fuoruscita dal Partito dei Comunisti Italiani di deputati che, sol perchè non ricandidati in ottemperanza alle norme statutarie del Partito, prima hanno posto in essere ricattucci di basso profilo e poi cambiato bandiera. Nel Partito dei Comunisti Italiani non c'è posto per siffati personaggi animati solo da interessi di parte ed Oliviero Diliberto, condiviso da tutti noi, ha dichiarato di essere lieto di averli perduti, rimpiazzandoli con veri compagni operai di provata fede Comunista; e stando all'odierno successo elettorale, che in provincia di Ragusa ha raggiunto punte massime, bisogna prendere atto come la presa di posizione del Compagno Diliberto, oltre che legalitaria e corretta si sia rivelata altresì vincente anche su questo fronte.

Gino Spadaro

 

 

 

 

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